Le mezze verità contro la chiesa / Le fake news su un papa che difende sempre la vita

Ieri Claudio Magris contro il vezzo di «amputare» la verità «per sostenere una tesi pregiudiziale» e come esempio cita «tante faziose aggressioni mediatiche a papa Francesco, attaccato quale eversore della tradizione cristiana cattolica, sabotatore della bimillenaria struttura della Chiesa, delle sue gerarchie e delle sue verità».

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Realtà e memoria. Quando Francesco parla di tutti gli esseri umani esposti a sofferenze e ingiustizie non fa che annunciare, come è suo dovere, il messaggio evangelico

Le mezze verità contro la chiesa / Le fake news su un papa che difende sempre la vita

di Claudio Magris – Corriere della Sera – 20 maggio 2019 – pagg. 1 e 26

Fake News, da qualche tempo una delle parole più frequenti della nostra realtà e delle sue cronache; se arriva una notizia la prima cosa che ci si chiede è se non sia falsa, una fanfaluca o una truffa. Le tecniche della falsificazione sono molte. La bufala totale, l’annuncio di un avvenimento mai accaduto, di un disastro o di un attentato che non hanno avuto luogo. L’attribuzione di un delitto o di una delittuosa manovra a persone o a gruppi che non ne sono responsabili o la cui responsabilità non è stata accertata con rigore, come nei casi eclatanti di stragi. Menzogne goffe e pacchiane ma efficaci nel loro imponente e macchinoso rumore dai tanti decibel.

C’è un’altra tecnica efficace: censurare la comunicazione di un fatto, darne una versione amputata di alcuni fondamentali elementi e dunque alterata; citare solo quegli aspetti che sono utili alla tesi che si vuol sostenere o al risultato che con quell’informazione si vuole ottenere. Questa operazione chirurgica svisa radicalmente il significato di ciò che si dice o si scrive. Se si dà notizia che un uomo ha sparato ad un altro è importante sapere se per caso pure quest’ultimo impugnava una pistola o stava per sparare. Un esempio di tale deformazione tramite sottrazione è costituito da tante faziose aggressioni mediatiche a papa Francesco I, attaccato quale eversore della Tradizione cristiana cattolica, sabotatore della bimillenaria struttura della Chiesa, delle sue gerarchie e delle sue verità.

Quale è la sostanza di tali anatemi? Quando papa Francesco parla delle sofferenze degli uomini, di tutti gli esseri umani esposti a innominabili sofferenze e ingiustizie, non fa che annunciare, come è suo dovere, il messaggio evangelico, le parole di Gesù, il quale ha detto che respingerà e condannerà chi ha negato aiuto ai sofferenti, ai bisognosi, agli affamati assetati ed ignudi, perché così facendo ha negato aiuto pure a lui. La stessa idea di Europa di papa Francesco, più volte da lui ribadita, è l’idea di un’Europa solidale, laica e cristiana in quanto è stato il cristianesimo a sfatare l’assolutezza totalitaria del potere ed affermare i diritti inalienabili di ogni individuo nei confronti di ogni potere. Lo ha sottolineato di recente con grande vigore un intenso saggio di Dario Antiseri, studioso e filosofo liberale e liberista.

Ma quando papa Francesco ha alzato la voce in difesa ad esempio dei migranti, gli ultimi degli ultimi, vittime di tutti e spesso usati da tutti in ignobili propagande politiche, è stato vilipeso e attaccato da demagoghi rozzi e inumani. Si è giunti a definirlo un agente al servizio di un bieco progetto di un nuovo Ordine asservito alla grande finanza speculativa e globalizzata, creatore di un’umanità omogeneizzata e indistinta. Papa Francesco diventa così un personaggio dei romanzi di James Bond, uno di quei nascosti o camuffati Signori del Male, a capo di misteriose e delittuose associazioni più o meno segrete che progettano distruzioni apocalittiche e planetarie.

Come rivelano queste accuse pacchiane, la barbarie è spesso anche kitsch. Del resto lo starnazzare contro i Pontefici – ben diverso dalla critica rispettosa ma anche doverosamente dura nei confronti dell’uno o dell’altro pontificato – è un tiro al bersaglio prediletto nello sconcio Luna Park in cui viviamo. Quattro palle per un soldo, invita il baraccone. E’ accaduto pure al predecessore di papa Francesco, a Benedetto XVI, oggetto di molte indecenti trivialità, alle quali la sua personalità di grande intellettuale studioso aveva forse difficoltà a rispondere con la dovuta rudezza, come il pastore che prende il bastone per scacciare i lupi. Non ho mai capito, ad esempio, perché chi fischiava Benedetto XVI per la sua contrarietà al matrimonio omosessuale non abbia sentito il dovere di tirare almeno pomodori, ma possibilmente pure corpi più contundenti, contro le finestre delle ambasciate di quei Paesi in cui — come documentava una spaventosa fotografia sul Corriere di qualche anno fa — gli omosessuali vengono decapitati.

Fake News sono pure le notizie parziali e dunque settarie. Spesso i bercianti contro papa Francesco lo accusano di infangare o alterare la tradizione cattolica. Dovrebbero leggere ciò che scriveva un notevolissimo intellettuale e poeta morto ancor giovane parecchi anni fa, Rodolfo Quadrelli, cattolico fortemente legato alla tradizione — che egli scriveva sempre con la maiuscola — il quale diceva che sia i tradizionalisti retrogradi sia i progressisti zelanti negano la vitalità della Chiesa: i primi perché la ritengono esaurita e dunque morta dopo i primi secoli, i secondi perché la vedono iniziare col modernismo, negandola in blocco per quel che riguarda i secoli precedenti.

C’è chi accusa papa Francesco e i cattolici impegnati nel soccorso ai più sventurati — quali ma non solo i migranti sballottati in mare o sputati sulle spiagge — di trascurare i valori e la difesa della vita in tutto l’arco della sua parabola, dai primi battiti nel ventre materno agli ultimi sulla soglia della morte. Come mai non citano le parole e i moniti di papa Francesco sull’aborto e la sua disinvolta pratica, da lui definita « assassinio per mano di un sicario », parole chiare e dure raramente sentite? Pure in questo caso, l’omissione ovvero censura di un aspetto della realtà presa in esame altera e falsifica quella stessa realtà. Fake News, No News.

in “Corriere della Sera” del 20 maggio 2019

§ https://francescomacri.wordpress.com/2019/05/20/le-mezze-verita-contro-la-chiesa/

§ https://www.c3dem.it/wp-content/uploads/2019/05/le-mezze-verit%C3%A0-contro-la-chiesa-c.-magris.pdf

§ https://www.corriere.it/opinioni/19_maggio_19/fake-news-un-papa-che-difende-sempre-vita-b6f99766-7a55-11e9-803b-c780e724b630_preview.shtml

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Mezze verità e mistificazioni (se la nostalgia è “carogna”)

di Gianni Gennari – martedì 21 maggio 2019
Ieri (“Corsera”, p. 1: «Le mezze verità contro la Chiesa») Claudio Magris contro il vezzo di «amputare» la verità «per sostenere una tesi pregiudiziale» e come esempio cita «tante faziose aggressioni mediatiche a papa Francesco, attaccato quale eversore della tradizione cristiana cattolica, sabotatore della bimillenaria struttura della Chiesa, delle sue gerarchie e delle sue verità».
Si osa contrapporre la sua parola di oggi ad altre parole di Chiesa del passato, ma in realtà la sostanza è la stessa.
Proprio ieri come prova in rete che si dice “cattolica” leggevi* un’omelia presentata come esemplare di vera autorevolezza cattolica contrapposta a papa Francesco, ove però trovi parole come queste: «Non possiamo guardare senza perplessità alla “globalizzazione dell’economia”, per cui il mercato e il potere finanziario non conoscono più confini… In tal modo capita sempre più spesso che la sorte delle imprese e l’avvenire dei lavoratori vengano decisi da potentati anonimi, lontani e invisibili. Un’economia senza barriere non deve diventare senza regole, senza attenzione e senza sollecitudine per i disagi delle persone e delle famiglie. Il nostro auspicio è che la globalizzazione non diventi il nome nuovo di capitalismo selvaggio… sconfitta dell’uomo, immagine prima di Cristo. Il Signore Dio nostro, in virtù di questo sacrificio che con tutta la Chiesa oggi gli offriamo a favore di tutti i lavoratori credenti e non credenti, dei loro figli e delle loro famiglie, ci doni sempre la luce della sua verità e la forza inesauribile della sua grazia».
Sono parole di Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna fino al 16 dicembre 2003, morto nel 2015. Lui contro il Papa? Un falso! Pensieri e persino stesse parole li trovi a piacere in omelie e testi di Francesco. Dunque contrapporre i due è solo una “nostalgia” senza base, che la nota canzone dice anche…“carogna”.
§ https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/mezze-verita-e-mistificazioni-se-la-nostalgia-e-carogna
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* ASSEMBLEA CEI, OGGI. UN REMINDER: L’OMELIA DEL CARDINALE BIFFI SU PRESENZA E IDENTITÀ CRISTIANE NELLA SOCIETÀ.
§ https://www.marcotosatti.com/2019/05/20/assemblea-cei-oggi-un-reminder-lomelia-del-cardinale-biffi-su-presenza-e-identita-cristiane-nella-societa/
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L’attacco di mons. Viganò al Papa. Un dramma della Chiesa usato per finalità personali
§ http://www.santalessandro.org/2018/09/falsita-ecclesiastiche-lutilizzo-di-un-dramma-nella-chiesa-per-finalita-personali/
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Su Vincenzo Pascuzzi

Vincenzo Pascuzzi: è stato docente precario per quasi venti anni prima del ruolo. Ha insegnato Matematica, Elettrotecnica, Fisica in vari licei, istituti tecnici e professionali di Roma. Segue le vicende dei precari e della scuola. Interviene con note e articoli su vari siti, blog, ml. Partecipa al gruppo Iuas (Insiemeunaltrascuola) e al gruppo facebook Invalsicomio.

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