L’emigrazione dei docenti diventa un caso politico: la regione Piemonte chiede nuove regole sulle graduatorie

Gli ultimi concorsi nella scuola non hanno risolto il problema del precariato e per molti l’immissione in ruolo avviene a ridosso della pensione…

maurizio tropeano

«Sono molto preoccupata per la continuità didattica. La Regione non ha competenze in materia ma credo che sia necessaria un’azione nei confronti del parlamentari e del governo perché intervengano per dare certezze a famiglie e studenti». Gianna Pentenero, assessore regionale all’Istruzione, si troverà, indirettamente, a gestire le conseguenze dell’immissione in ruolo di maestre e docenti che porterà nelle scuole torinesi e piemontesi un afflusso massiccio dalle regioni del Sud.

 

 

Solo a Torino, ad esempio, su 105 posti per la scuola elementare 101 sono occupati da precari provenienti da Sicilia, Calabria e Campania. La prima di quella lista, torinese, adesso è al posto 69. «Lavorerò – annuncia l’assessore – per mettere a punto un ordine del giorno da inviare a Roma per chiedere un intervento legislativo che ripristini il tetto di cinque anni di servizio nella città di assegnazione prima di poter chiedere il trasferimento». Pentenero, però, chiede al governo di «risolvere il problema ala radice perché è necessario mettere un punto fermo sulle graduatorie risolvendo problemi che si sono stratificati da anni».

 

 

Stefano Lepri, vice capogruppo Pd al Senato, racconta di aver ricevuto molte segnalazioni «preoccupanti». Per questo presenterà al ministro dell’Istruzione: «Non abbiamo dubbi sulla correttezza delle procedure ma ci sono delle situazioni da verificare sull’autenticità di molti punteggi». Lepri chiede al ministro di controllare due questioni. La prima: «E’ necessario accertare se sia vero o meno che in alcune scuole del Sud, in particolare i diplomifici, ci siano insegnanti sottopagati con poche ore di servizio, che in cambio ricevono la certificazione di aver svolto una supplenza annuale». Da verificare anche «la sussistenza effettiva dei requisiti richiesti per ottenere il 104, cioè l’invalidità».

 

 

Roberto Cota, segretario della Lega Nord del Piemonte spara a zero contro i sindacati che adesso «cominciano a preoccuparsi mentre quando la Lega Nord proponeva la regionalizzazione dei concorsi è stata attaccata in via pregiudiziale». L’ex presidente del Piemonte si riferisce anche alla decisione della sua giunta di «applicare il principio di riservare una quota dei posti ai piemontesi quando abbiamo assunto degli insegnanti precari con fondi regionali». Il deputato Stefano Allasia, presenterà un’interrogazione al ministro mentre in Consiglio regionale Alessandro Benvenuto chiederà l’intervento del presidente Chiamparino: «Noi riteniamo fondamentale il requisito di residenza per l’assegnazione dei posti. È doveroso modificare la normativa nazionale per favorire l’inserimento dei docenti locali rispetto a quelli che arrivano dal Sud Italia».

 

 

Intanto martedì a Roma, nella sede del ministero ci sarà la ripartizione per provincia dei posti disponibili. Si tratta di 15.439 docenti, 13.342 insegnanti di sostegno e di 4599 posti riservati al personale Ata. I posti riservati al Piemonte in genere «pesano » all’incirca il 7 per cento del numero totale. martedì sarà coperto solo il 65% dei posti disponibili. «La richiesta dei sindacati – spiega Teresa Olivieri, segretaria provinciale della Cisl scuola di Torino – è che venga fatta la copertura totale dei posti disponibili».

http://www.lastampa.it/2014/08/03/cronaca/la-regione-chiede-nuove-regole-per-le-graduatorie-0450JsySFO2YwSCONsLZGM/pagina.html

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