La certezza dell’esistenza di una “sfumatura di giallo” – da identificare nei particolari anche attraverso la forma di indagine tipica del giornalismo d’inchiesta, con ricerca, acquisizione, lettura e confronto di documenti – nel “licenziamento” della dsga del “G. Marconi” di Foggia, la dottoressa Michela Mocciola, è scaturita dalla lettura di quanto contenuto nella rubrica “Focus”, a pagina 11, “legge e ordine”, del giornale “l’Attacco” di sabato 22 ottobre 2016…

Pagina nella quale, a parte le 16 righe su due colonne di “Focus”, “Il calvario della segretaria”, campeggiava l’articolo di Lucia Piemontese “Maggio-Fratta, nessuna diffamazione da Polibio. Il Tribunale chiude il caso”. Così cominciava l’articolo: “Nessuna diffamazione è stata compiuta da Polibio, al secolo il docente catanese Sebastiano Maggio, nel denunciare le malefatte commesse dall’ex dirigente scolastico foggiano Attilio Donato Fratta … (all’epoca dei fatti al liceo scientifico ‘Marconi’ di Foggia, poi al Geometra ‘Masi’”). “Gli articoli sono stati ritenuti non diffamatori dal giudice Angela Marchesiello del Tribunale civile di Foggia, nella sentenza n. 2762 del 4 ottobre scorso”. “Le notizie riportate rivestivano un chiaro interesse pubblico all’interno del mondo della scuola. Nemmeno può dubitarsi della veridicità oggettiva di quanto scritto” (la sentenza n. 2762/2016 è stata integralmente pubblicata da Gilda Venezia, Aetnascuola, Rete Scuole, Associazione Nazionale Docenti, Diritto Scolastico).

Nella rubrica Focus, “Il calvario delle segretaria”, in cui è scritto: “Se la vicenda relativa alla inesistente diffamazione ai danni di Fratta è archiviata, continua purtroppo il calvario della sua ex segretaria amministrativa (DSGA). La donna venne da lui ingiustamente licenziata per aver osato denunciarne abusi amministrativi ed episodi di aggressione fisica. La signora, ad anni di distanza da quel licenziamento, è ancora in attesa dell’esito del primo giudizio della causa che pende davanti al giudice del lavoro del Tribunale di Foggia per il suo reintegro; l’udienza è fissata a gennaio 2017, quando sono già trascorsi ben 6 anni e si è ormai al 4° giudice. Anni di patimenti e stipendi non percepiti. La Procura di Foggia ha nel frattempo archiviato le denunce penali di Fratta nei confronti della signora, perché il reato è infondato; quegli stessi reati per cui l’amministrazione scolastica (USR Puglia) la licenziò. Perché allora non si pone al più presto fine a questa immane ingiustizia?”

Quando la dsga dottoressa Michela Mocciola venne licenziata senza preavviso, i segretari provinciali della Gilda, Rosario Pinto, della Flc-Cgil, Maurizio Carmeno, della Cisl Scuola, Renato Di Bari, della Uil Scuola, Stefano Falla e dello Snals, Concetta Coltelli, espressero in un comunicato stampa “la solidarietà nei confronti della lavoratrice licenziata presso il Liceo Scientifico ‘Marconi’ di Foggia, certi della possibilità che la stessa possa provare la propria innocenza in via giudiziale”; ritennero “riprovevole il comportamento del Dirigente Scolastico in questione che di proposito ha reso pubblica la notizia, mostrando di non avere rispetto della vicenda nemmeno sul piano umano”; colsero “l’occasione per stigmatizzare il comportamento del Dirigente Scolastico che in pochi mesi si è reso responsabile dell’attivazione di numerosi provvedimenti disciplinari nei confronti del personale, creando un clima di tensione nella Istituzione scolastica”; “situazione che era stata oggetto di una lettera inviata dalle OO:SS: al Direttore regionale dott.ssa Lucrezia Stellacci che aveva disposto una visita ispettiva nella suddetta scuola”, e pertanto chiesero “che l’Amministrazione si adoperi per una attenta disamina delle problematiche che stanno affliggendo la comunità scolastica del Liceo Scientifico ‘Marconi’”. Il quotidiano “l’Attacco” pubblicò il 28 dicembre 2010 un articolo di Luca Preziusi dal titolo, alquanto significativo, “Affaire Fratta, la cautela dei presidi e la rabbia sul web”. Tante le proteste dei docenti e del personale Ata. E anche degli studenti.

Si tratta, nel caso del licenziamento senza preavviso della Dsga Michela Mocciola, dell’Attilio Fratta che – oltre al contenzioso con l’Associazione Nazionale Presidi (ANP) per la regione Puglia e all’espulsione dall’Associazione assunta all’unanimità dal rispettivo Collegio nazionale dei probiviri nel settembre del 2009 “per un comportamento nel quale si configura una serie di infrazioni disciplinari di particolare gravità” (così nel sito dell’ANP per la Puglia e sembra, non per l’espulsione, che tuttora ci sia in corso una causa presso il Tribunale di Foggia) – di cause in sede di Tribunale civile, da attore o da convenuto, ne ha perse diverse. Soprattutto quelle vinte dal legittimo segretario nazionale della Dirpresidi, Beniamino Sassi, tra le quali quella davanti al Tribunale di Roma del 10 ottobre 2013 e quella davanti al Tribunale ordinario di Firenze, Tribunale delle imprese civile, che ha accolto il ricorso di Sassi e ha ordinata la pubblicazione dell’ordinanza del 17 giugno 2013, a cura e a spese dei reclamanti (Attilio Fratta, nella qualità di presidente della Dir-Presidi Scuola, Salvatore Indelicato e Associazione Dir-presidi scuola), sul quotidiano “La Repubblica” (mezza pagina 11 di lunedì 31 marzo 2014). Quale conseguenza, l’Associazione professionale ha assunto il nome di Dirigentiscuola, aderendo alla Confedir, con Attilio Fratta segretario generale. Lo stesso Fratta dell’articolo di Polibio “Il tribunale di Foggia ha condannato Attilio Fratta, ex preside dell’istituto ‘Marconi’ di Foggia, alla pena di 30 giorni di reclusione” (pena sospesa e ricorso in Appello a Bari).

Nell’enigma dei tre “08.02.2010”, la “sfumatura di giallo”, che va risolta, riguarda tre documenti: due sottoscritti dall’allora Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Puglia dott.ssa Lucrezia Stellacci e il terzo sottoscritto dal dirigente tecnico prof. ing. Diego Bouché, al quale il 28 ottobre 2009 era stato conferito dalla dottoressa Stellacci l’incarico di “effettuare un’indagine ispettiva … nei confronti del dirigente scolastico (del Liceo Scientifico ‘Marconi’ di Foggia, prof. Attilio Fratta) il quale, in un esposto della Federazione Lavoratori della Conoscenza di Foggia” era stato “ritenuto colpevole di abusi ‘contro il personale femminile della scuola e di comportamenti non corretti nei confronti ‘degli organi collegiali operanti nella scuola’. A detta lettera di incarico, nella quale era evidenziata anche ‘la necessità di un tempestivo intervento’ in quanto erano pervenute all’ufficio ‘ulteriori segnalazioni riferite a deprecabili azioni poste in essere dal medesimo dirigente scolastico ai danni della d.s.g.a., risultavano allegati, oltre all’esposto della Federazione della Conoscenza di cui sopra all’origine del presente incarico ispettivo, anche altri documenti”. Documenti precisati nelle pagine 1 e 2 della relazione. In totale, 25 documenti. L’indagine ispettiva del prof. ing. Diego Bouché presso il liceo scientifico “G. Marconi” di Foggia si svolse nei giorni 16 e 17 novembre 2009; 9 dicembre 2009 per un secondo colloquio col d.s. Fratta; a Foggia, il 9 dicembre 2009, per aderire all’incontro richiesto dai segretari provinciali di Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Confsal-Snals e Gilda “per essere ascoltati in merito all’ispezione in corso”); il 9 dicembre 2009, presso l’U.S.P. di Foggia, per ascoltare, in un colloquio, la dottoressa Michela Mocciola, dsga del Liceo scientifico “G. Marconi” di Foggia (pp. 31-33), che nei giorni successivi al 9 dicembre gli aveva inviato, presso l’Ufficio di Napoli, due note (la prima, datata 15.12.2009 e pervenutagli il 21.12.2009; la seconda, datata 20.12.2009 e pervenutagli il 29.12.2009). Ciascuna di esse con molti allegati (pp. 33-34 della relazione). Nel capitolo 3 (“Quanto dedotto da tutte le indagini esperite”) della relazione, nelle pagine 39-42 e 46-49 sono riportate dichiarazioni e accuse della dsga Mocciola. La relazione inviata dal Dirigente tecnico prof.  Bouché al Direttore generale dell’USR per la Puglia dott.ssa Stellaci si conclude, a pagina 50, prima della firma, con scritto “Napoli, 08.02.2010”. Ovviamente, la relazione Bouché giungerà a Bari in uno dei giorni successivi. Ma il Direttore generale dell’USR per la regione Puglia, dott.ssa Lucrezia Stellacci, aveva già licenziato, col suo decreto datato 08.02.2010 (chissà perché senza attendere la relazione dell’ispettore Bouché?), la dsga del “Marconi” di Foggia dott.ssa Michela Mocciola.

Risulta lampante che nella lettera con la quale il Direttore generale dell’USR per la Puglia dott.ssa Stellaci aveva conferito al dirigente tecnico prof. ing. Diego Bouché l’incarico ispettivo era evidenziata anche “la necessità di un tempestivo intervento” in quanto erano pervenute all’ufficio “ulteriori segnalazioni riferite a deprecabili azioni poste in essere dal medesimo dirigente scolastico ai danni della d.s.g.a”. Nella relazione dell’”indagine ispettiva”, “Napoli, 08.02.2010”, il prof. Bouché evidenzia che “l’indagine è stata svolta, come da incarico, esclusivamente su quanto denunciato dal segretario provinciale di Foggia, prof. Maurizio Carmeno, nel suo esposto datato 03.10.2009” (Polibio evidenzia che i punti 2, 3 e 4 dei sette punti dell’allegato esposto oggetto dell’incarico ispettivo conferito al prof. Bouché si riferiscono alla dsga dott.ssa Mocciola), “per cui le lagnanze della DSGA dott.ssa Mocciola, relative a quanto avvenuto dopo il 25.09.2009 nonché tutta la relativa documentazione a me consegnata e/o inviata dalla stessa per raccomandata afferente alle contestazioni di addebito ed ai conseguenti provvedimenti disciplinari di sospensione dal servizio a lei irrogati dal Dirigente Scolastico (documentazione allegata al presente rapporto perché ufficialmente consegnatami), non sono state oggetto di specifica indagine, ma senza dubbio si ritiene dovrebbero essere oggetto di altro incarico, ovviamente qualora la S.V. lo riterrà opportuno”. Subito dopo, il prof. Bouché aggiungeva, “per solo dovere di cronaca”, di ritenere “opportuno riportare che effettivamente durante il periodo in cui mi sono recato a Foggia (16 e 17 novembre e 9 dicembre 2009) la DSGA Mocciola, ad eccezione di un solo giorno, non è stata mai in servizio in parte per malattia/infortunio e in parte perché sospesa da specifici provvedimenti disciplinari a lei irrogati dal Dirigente Scolastico e che, nell’unico giorno in cui è stata in servizio, non le è stato consentito di accedere al suo ufficio”.

Gli altri due “08.02.2010” riguardano la data di due documenti firmati dall’allora Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Puglia dott.ssa Lucrezia Stellacci: col primo dei due  documenti decretava la “sanzione disciplinare del licenziamento senza preavviso” della dsga del “Marconi” di Foggia dott.ssa Michela Mocciola; col secondo dei due documenti comunicava l’avvenuto licenziamento della dott.ssa Mocciola alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, inviando in allegato il decreto dell’8.2.2010 di licenziamento della dsga, la copia della denuncia-querela sporta dalla dsga nei confronti del dirigente scolastico Attilio Fratta e quella di una perizia tecnica di trascrizione delle conversazioni telefoniche e ambientali registrate su CD con riguardo a fatti pertinenti la denuncia-querela. E comunicava anche che il dirigente scolastico “avrebbe già provveduto a denunciare a codesta Procura della Repubblica i fatti cui riferire l’accertamento della responsabilità penale”, denuncia che nello specifico “sarebbe stata inoltrata con nota prot. n. 138/ris. dell’11.12.2009”.

Ebbene, procedendo cronologicamente, il 28 ottobre 2009 era stato conferito dalla dottoressa Stellacci al dirigente tecnico prof. ing. Diego Bouché l’incarico di “effettuare un’indagine ispettiva nei confronti del dirigente scolastico (del Liceo Scientifico ‘Marconi’ di Foggia, prof. Attilio Fratta), il quale in un esposto della Federazione Lavoratori della Conoscenza di Foggia era stato “ritenuto colpevole di abusi contro il personale femminile della scuola”, evidenziando nella lettera di incarico anche “la necessità di un tempestivo intervento” in quanto erano pervenute all’ufficio “ulteriori segnalazioni riferite a deprecabili azioni poste in essere dal medesimo dirigente scolastico ai danni della d.s.g.a.”. Il procedimento disciplinare nei confronti della dsga Mocciola, con contestazione di addebiti, è stato avviato il 23 dicembre 2009 dal Direttore generale dell’USR per la Puglia dott.ssa Lucrezia Stellacci; il verbale di audizione è del 29 gennaio 2010 (la commissione era composta dal dirigente vicario dott. Mario Angelici, dal dirigente dell’Ufficio contenzioso e disciplina dott.ssa Anna Cammalleri, dal responsabile del procedimento dott. Vito Alfonso); il decreto di licenziamento senza preavviso è dell’8.2.2010. Il tutto in assenza della relazione dell’ispettore Bouché, nelle tre fasi, rispettivamente, dell’avvio del procedimento disciplinare, dell’audizione, del decreto di licenziamento, dato che dell’ispezione conferita il 28 ottobre 2009 al prof. Bouché nulla era pervenuto alla data “08.02.2010”. Ispezione che invece era assolutamente necessaria dato che prima del 28 ottobre 2009 erano pervenute all’Ufficio scolastico regionale dal “Marconi” di Foggia “ulteriori segnalazioni riferite a deprecabili azioni poste in essere dal medesimo dirigente scolastico ai danni della d.s.g.a.”. Inoltre, ciò che veniva contestato il 23 dicembre 2009 alla dsga riguardava, sempre che quanto contestatole fosse rispondente al vero, un tempo anteriore al 26 settembre 2009 e pertanto anteriore al decreto legislativo 27 ottobre 2009, entrato in vigore il 15 novembre 2009.

Riguardava, sempre che quanto contestato fosse stato rispondente al vero, un tempo in cui era in vigenza il Contratto collettivo del comparto scuola, quadriennio giuridico 2006-2009, le cui norme trovavano riferimento nel DLGS n. 165/2001. Inoltre, nella contestazione di addebiti e di avvio del procedimento disciplinare a firma del Direttore generale dell’USR per la Puglia dott.ssa Stellacci era indicato che ciò derivava da due note del dirigente scolastico (rispettivamente, del 30.11.2009 e dell’11.12.2009) e dalla richiesta di “avvio di procedimento disciplinare” nei confronti della dsga del Liceo scientifico “G. Marconi” di Foggia. La dsga dott.ssa Mocciola non era presente a scuola dal 26 settembre ed erano pertanto trascorsi ben 65 giorni dopo il 25 settembre di quell’anno. Il dirigente scolastico, vigente il Contratto collettivo nazionale del comparto scuola, aveva il dovere di attenersi all’articolo 93, in quanto competente alla contestazione al dipendente, entro venti giorni dalla conoscenza del fatto oggetto di sanzione disciplinare; e nel caso in cui la sanzione da comminare non fosse stata di sua competenza, segnalare entro dieci giorni all’ufficio competente i fatti da contestare al dipendente per l’istruzione del procedimento, dandone comunicazione all’interessato/a (comunicazione datata 30.11.2009, ma la dott.ssa Mocciola era assente dalla scuola dal 26 settembre). L’articolo 96, comma 1, del Contratto collettivo nazionale del comparto scuola, allora in vigore, stabiliva che “nel caso di commissione in servizio di gravi fatti illeciti, commessi in servizio, di rilevanza penale l’amministrazione inizia il procedimento disciplinare e inoltra la denuncia penale. Il procedimento disciplinare rimane tuttavia sospeso fino alla sentenza definitiva. Analoga sospensione è disposta anche nel caso in cui l’obbligo della denuncia penale emerga nel corso del procedimento disciplinare già avviato”. La dsga Michela Mocciola, che era stata in servizio nel suo ufficio fino al 25 settembre 2009, non poteva essere accusata, non potendo essere provato alcunché di illecito da lei commesso, di fatti illeciti di rilevanza penale commessi in servizio. Dalla registrazione del colloquio con l’assistente amministrativo – unico ad essere presente nella stanza della dsga quando, nella mattina del 25 settembre, il preside Fratta gridava fortemente nei di lei confronti – risulta che il preside aveva tentato di strappare dalla mano della dottoressa Mocciola la chiave della cassaforte. E si sa che, assente la dsga Mocciola dal 26 settembre, c’erano stati in quella stanza nei giorni successivi una serie di “comportamenti” dello stesso preside Fratta, tra i quali quello dello scassinamento della cassaforte, della quale non avrebbe potuto non avere la chiave, peraltro fatta scassinare (rompendo per aprire con forza) da uno degli assistenti amministrativi con l’uso di un flessibile. Scassinare! Scassinare la cassaforte che era nell’ufficio della dsga assente! Autorizzare un dipendente a scassinarla! Nell’ufficio della dsga assente! Presenti altre persone in servizio a scuola! Potrebbe accadere di tutti, soprattutto se conseguono contestazioni disciplinari a raffica e sospensione, a raffica, dal servizio e dalla retribuzione! Può essere accaduto di tutto e di più! E perché, come invece avrebbe dovuto comportarsi quel dirigente scolastico (e peraltro la persona “incaricata” di scassinare la cassaforte che era nella stanza della dsga, in assenza della dsga, da quel dirigente scolastico non avrebbe dovuto l’ordine), non è stato chiesto l’intervento dei carabinieri? In assenza dell’interessata, può accadere di tutti qualora si operi, da parte di una o più persone – soprattutto se ci sono stati comportamenti che sono stati oggetto di esposto sindacale sulla condotta del dirigente scolastico pro-tempore anche nei confronti della dsga e di denuncia-querela della stessa dsga nei confronti dello stesso dirigente scolastico pro-tempore –, in essenza delle garanzie che possono essere garantite soprattutto dalla presenza di forze dell’ordine quali sono i carabinieri.

Comunque, a parte la violazione del Contratto collettivo nazionale del comparto scuola, perché si è proceduto, da parte dell’USR per la Puglia, senza attendere la relazione dell’ispettore Bouché? Che fretta c’era? Peraltro con un decreto di applicazione della sanzione disciplinare del licenziamento senza preavviso per fatti che, se fossero veri, erano precedenti al decreto legislativo del 27 ottobre 2009 entrato in vigore il 15 novembre? Inoltre, facendo riferimento alla parte iniziale della relazione Bouché (dove veniva indicato che l’incarico ispettivo era derivato anche dalla “necessità di un tempestivo intervento” in quanto erano pervenute all’ufficio regionale “ulteriori segnalazioni riferite a deprecabili azioni poste in essere dal medesimo dirigente scolastico ai danni della d.s.g.a”) e alla parte finale (dove è scritto che alle lagnanze della DSGA dott.ssa Mocciola, relative a quanto avvenuto dopo il 25.09.2009 nonché a tutta la relativa documentazione” consegnata o inviata non erano state oggetto di specifica indagine, documentazione che veniva allegata alla relazione), l’ispettore Bouché concludeva con un “ma senza dubbio si ritiene dovrebbero essere oggetto di altro incarico”. E allora non può non essere chiesto: l’indagine è stata svolta? E se non è stata svolta, perché non è stata svolta? Una risposta sarebbe ovvia: purtroppo c’era stato il decreto di licenziamento senza preavviso prima dell’arrivo della relazione e non si voleva dimostrare che non era stata letta. Oppure che era stata letta, ma il danno era stato purtroppo già prodotto. Magari sperando che nessuno si sarebbe accorto dei tre “08.02.2100”.

E allora è anche accaduto, di certo non per caso, che alla legittima richiesta, del 21 maggio 2012, “di esercitare il diritto di accesso nella forma della presa visione e della eventuale estrazione di copia autentica … della relazione di ispezione effettuata dall’Isp. Diego Bouché al liceo scientifico Marconi di Foggia nell’anno scolastico 2009-2010” – rivolta dalla dottoressa Michela Mocciola e dall’avvocato Gianfranco Di Mattia che l’assisteva al Direttore generale dell’USR, in quanto “la relazione è necessaria per potere approntare una più completa difesa nel giudizio pendente avanti al Tribunale del lavoro di Foggia, ove si discute proprio della impugnazione del decreto n. 8/2010” –, il vicedirettore generale dell’USR per la Puglia  Ruggiero Francavilla rispose, il 12 giugno 2012, all’avvocato Gianfranco Di Mattia che “l’istanza di accesso non poteva “trovare accoglimento in quanto non risulta evidenziato l’interesse diretto, concreto e attuale della sua assistita a conoscere il contenuto del detto documento … Infatti, l’ufficio non ha tenuto conto della detta relazione ispettiva, né ne ha fatto menzione nel provvedimento risolutivo del rapporto di lavoro n. 8 dell’8.2.2010 … in virtù del fatto che il provvedimento disciplinare assunto nei confronti della dott.ssa Mocciola si fondava su fatti diversi da quelli oggetto del detto incarico ispettivo”. Ma in molte di quelle cinquanta pagine della relazione dell’ispettore prof. Bouché (1, 2, 3, 4, 6, 9, 10, 11, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 33, 34, 35, 36, 37, 39, 40, 41, 42, 46, 49) c’é molto che riguarda la dott.ssa Mocciola e che è stato personalmente detto al prof. Bouché dalla Dsga del “Marconi” di Foggia dottoressa Michela Mocciola. Caspita! E allora perché non le è stata concessa per presa visione ed eventuale estrazione di copia, se non l’intera relazione, almeno le ventotto pagine che comunque la riguardano? Forse perché il “danno” era stato prodotto il “08.02.2010”?

La stessa dott.ssa Mocciola aveva riferito all’ispettore prof. Bouché d’avere trovato nella scuola, quando aveva assunto servizio, macchinette per la distribuzione di bevande e merendine. L’istallazione, dentro i locali dell’istituto scolastico, di macchinette distributrici di bevande e merendine, era stata autorizzata a una ditta che negli anni precedenti aveva versato ogni anno, fuori bilancio, 4.000 euro nelle mani del preside in servizio prima dell’arrivo del preside Fratta, euro che nell’anno precedente all’arrivo della dsga Michela Mocciola aveva anche lui incassato. Ma la dsga Mocciola, subito dopo la sua assunzione in servizio nell’istituto scolastico, più volte decisamente invitò il preside Fratta a smettere e a stipulare un contratto con una ditta, procedendo con gara d’appalto (gara tuttavia non indetta). Il preside stipulò e sottoscrisse a nome dell’istituto un “contratto di comodato e somministrazione”, “a titolo di ‘comodato gratuito’”, “al solo scopo di somministrare i prodotti esclusivamente forniti dalla ditta comodante”, addirittura raddoppiando il numero delle macchinette e assumendo l’istituto “Marconi” di Foggia l’obbligo della custodia, della conservazione, “della pulizia dei locali ove i distributori sono installati”. Nulla veniva versato dalla ditta alla cassa dell’istituto scolastico, obbligato tra l’altro alla pulizia, e nulla si può sapere su questioni attinenti l’iva e la fiscalità. A tal proposito, e con riferimento a quanto comunicato dalla dott.ssa Mocciola, c’è la relazione del dirigente tecnico prof. ing. Diego Bouché (datata 08 febbraio 2010) dalla quale si evince il dovere d’ufficio, “in considerazione di quanto emerso in merito alla irregolarità amministrativa relativa ai contratti di gestione delle macchinette erogatrici di bevande e merendine”, d’inviare “copia della relazione anche alla Procura regionale presso la Sezione Giurisdizionale della Corte dei conti della Puglia di Bari per eventuali interventi di competenza di detto Ente”.  A tal proposito, l’USR per la regione Puglia ha assunto provvedimenti?

E ci sarebbe anche da chiedere: sono stati assunti provvedimenti disciplinari, o altro, nei confronti del preside Fratta a seguito dell’indagine ispettiva nei suoi confronti scaturita da un esposto della Federazione Lavoratori della Conoscenza di Foggia nel quale era stato “ritenuto colpevole di abusi contro il personale femminile della scuola” e anche perché erano pervenute all’ufficio regionale “ulteriori segnalazioni riferite a deprecabili azioni poste in essere dal medesimo dirigente scolastico ai danni della d.s.g.a.”? E cosa è accaduto, per esempio, riferendosi alla relazione Bouché, all’assistente amministrativo, unico a essere presente nella stanza della dsga dell’Istituto “Marconi” di Foggia il 25 settembre 2009, a proposito e quale conseguenza delle grida dell’allora preside Fratta nei confronti della dsga Michela Mocciola sentite nell’intera scuola e della violenza subita dalla stessa dottoressa Mocciola quando il preside Fratta tentò di strapparle dalla mano la chiave della cassaforte? Perché, interrogato dall’ispettore, quell’assistente amministrativo rispose che il d.s. non aveva “né strattonato né tolto violentemente le chiavi della cassaforte dalle mani della dsga”? Ebbene, poiché aveva subito nel tempo altre aggressività verbali e minacce, da dsga, ovviamente ben consigliata sull’uso di telefonini e di registratori per difendersi, per esempio, dai presidi-padroni, registrò in un cd, dopo che il preside era uscito dalla stanza, la conversazione con l’assistente amministrativo che era stato sempre presente in quella stanza. Il quale non solo affermò che il d.s. aveva inveito con voce arrogante e “ha tolto le chiavi di mano”, ma aggiunse “questo ho visto e questo dico”, e che sarebbe un inferno per lei,  “perché … è vendicativo … vi dimetterà dall’incarico per inefficienza … ha detto ti revoco l’incarico … lui ha detto queste parole: ‘ti revoco l’incarico per inefficienza’”.

Quella registrazione non è l’unica, perché, al fine di difendersi dal preside-padrone, che spesso gridava nei di lei confronti, anche perché, subito dopo l’assunzione in servizio al “Marconi” di Foggia gli aveva evidenziato l’esistenza di irregolarità, c’è quella col collaboratore scolastico che era stato utilizzato dal preside Fratta per un servizio personale all’esterno della scuola (registrazione effettuata il 5 marzo 2009). Seguita da una più lunga registrazione, durante la quale il preside Fratta – dopo uno strano colloquio concernente proposte di “scambi” per determinata attività, respinto dalla dsga Mocciola – la rimprovera aspramente perché si era permessa di chiedere al dipendente che si era allontanato dalla scuola senza avvertirla in che cosa era stato utilizzato, durante l’orario di servizio, dal preside, risultando l’allontanamento per qualcosa niente affatto riguardante la scuola, ma per recarsi in un ufficio postale per un “servizio” privato richiestogli dal preside. Parecchio inquietanti le espressioni usate dal Fratta nei confronti della dsga Mocciola, a parte la raffiche delle contestazioni consecutive e le altrettante sanzioni disciplinari, a catena, con sospensioni dal servizio e dalla retribuzione, dopo il 25 settembre 2009,.finalizzate a impedirle il rientro in ufficio. Quel giorno, così nella relazione di perizia tecnica di trascrizione della conversazione registrata su CD tra la dottoressa Mocciola e il dottor Fratta, il dottor Fratta dice: “Attenzione, amore mio, senti a me, perché quando si va con … questo si rivolge a Maurizio Carmeno, Maurizio nel giro di 24 ore ti apre una vertenza sindacale”. E la dott.ssa Mocciola: “Ma io infatti mi iscriverò alla CGIL …, la prima cosa che farò è quella …”. E Fratta: “Questa è una cosa gravissima”. Alla richiesta da parte della dsga Mocciola del “perché è gravissima”, la risposta del preside Fratta è “quella non è una schifezza, quella è una schifezza, non tutela”. Poi, dopo la questione della “frase infelice” che pubblicamente le era stata detta, ancora sulla questione utilizzo del personale scolastico per questioni “private”. Così il Fratta: “Per tacere, ci vuole un po’ più di riflessione nelle cose. Io ritengo che nessuna persona si sarebbe mai permessa di andare a fare un rilievo del genere, ammesso che avessero fatto anche un lavoro per me, nessuna persona si sarebbe mai permessa, come non si è mai permesso nessuno di andare a dire al personale: oggi è vero che avete lavorato per il preside”. E si potrebbe continuare col Collegio dei docenti del “Marconi” di Foggia svoltosi in data 01.03.2010. Interessantissimo!

Facendosi riferimento alla “sanzione disciplinare del licenziamento senza preavviso” della dsga del “Marconi” di Foggia dott.ssa Michela Mocciola, di cui al decreto dell’8 febbraio 2010 del Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Puglia dott.ssa Lucrezia Stellacci e dalla stessa dott.ssa Stellaci allegato alla nota inviata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia – unitamente alla copia della denuncia-querela sporta dalla dsga nei confronti del dirigente scolastico Attilio Fratta e alla copia di una perizia tecnica di trascrizione delle conversazioni telefoniche e ambientali registrate su CD, concernenti fatti pertinenti alla denuncia-querela, comunicando anche che il dirigente scolastico “avrebbe già provveduto a denunciare a codesta Procura della Repubblica i fatti cui riferire l’accertamento della responsabilità penale”, denuncia che nello specifico “sarebbe stata inoltrata  … l’11.12.2009” – , il Giudice per le indagini preliminari, Tribunale ordinario di Foggia, “letta la richiesta di archiviazione avanzata dal PM in data 24.7.2014, nei confronti di Mocciola Michela, per il delitto alla stessa ascritto”, e “letto l’atto di opposizione alla richiesta detta, avanzato dall’opponente Fratta Donato Attilio”, “celebrata l’udienza camerale del 25.2.2015” e “udite le parti”, ha rigettato, il 12 marzo 2015, l’opposizione “proposta da Fratta Donato Attilio” e, dopo avere osservato che “la richiesta di archiviazione avanzata dal PM appare meritevole di accoglimento ed espressa la propria opinione “che la notizia di reato è infondata, quanto meno sotto il profilo della inadeguatezza degli elementi probatori acquisiti a sostenere l’accusa in giudizio”, ha ordinato “l’archiviazione del procedimento”. L’Ufficio scolastico regionale per la Puglia tace. L’esito del primo giudizio della causa che pende davanti al giudice del lavoro del Tribunale di Foggia per il reintegro della dottoressa Michela Mocciola nella funzione di dsga potrebbe essere pronunciato a seguito dell’udienza già fissata nel mese di gennaio 2017.

Questo articolo di Polibio è in difesa delle donne che sono state vittime, e che purtroppo – se non si interverrà, nel rispetto dei diritti costituzionali riconosciuti e garantiti, con disposizioni a tutela –  continueranno a essere vittime, nei luoghi di lavoro, tra i quali le scuole, di minacce e di aggressioni, fisiche e verbali, perché si tratta di aggressione anche quando vengono inseguite da chi, gridando, si scaglia contro e insegue, dopo essersi alzato di scatto, mentre la vittima designata fugge, cercando, piangendo e in grande agitazione, di non inciampare, di non cadere, di raggiungere illesa la porta della stanza o della sala per uscire intatta, e dopo essere per fortuna scampata all’aggressione fisica, ed essere uscita, sentire il “boato” della porta che l’energumeno che la inseguiva ha sbattuto con forza.

Polibio                                                                                                                                          polibio.polibio@hotmail.it