altDa studi di settore, scientifici e innopugnabili, risulta che, negli ultimi decenni, la nostra Professione è tra le più a rischio a contrarre disturbi/malattie di origine psichiatrica e non può che essere che così data la situazione di stress a cui siamo sottoposti quotidianamente:

 

 

 

 

 

 

Lettera aperta ai Politici che operano nella “Commissione Scuola e Istruzione”
Gentilissimi,
una mia collega Insegnante, ha scritto una lettera intitolata “Gli Insegnanti vogliono pane e rose” che condivido quasi in toto. Da decenni produco il mio impegno per tentare di “riabilitare” la Scuola Statale e i suoi professionisti, poco considerati dalla Politica, perché considerati “improduttivi”, dimenticando che la “produzione” iniziale delle teste pensanti inizia proprio nelle aule scolastiche!
Da Berlinguer in poi con la nascita della Autonomia Scolastica ancora “fantasiosa”, nebulosa e caotica, grazie anche alla CGIL che con la connivenza della Balena Bianca, ha snaturato il ruolo dell’Istruzione da Istituzione Scolastica, come recita la Costituzione, a Pubblico Servizio, gli Insegnanti si sono trovati a sguazzare in un mare di burocrazia, di progettazioni utili, spesso, solo a rimpinguare le tasche dei Dirigenti Scolastici, di sudditanza alle famiglie sempre meno educanti ed educative, per arrivare alla Gelmini con i suoi iniziali buoni propositi, stravolti e, infine negati, proseguendo con Brunetta che ha di fatto negato l’atipicità della Professione Docente, rendendoci pedine nelle mani dei Dirigenti e dando avvio a nepotismi, favoritismi di tutti i generi e di tutte le sorti: l’Insegnante, oggi, e molto più frequentemente di un tempo, non è valorizzato per la Sua Professionalità, ma per l’adesione totale ai dictat spesso illogici dei “Capi”, o al loro “credo politico”, per concludere con la Fornero, nei confronti della quale i nostri sentimenti e le nostre opinioni è più opportuno tacerli, visto che non riesce (vuole) a comprendere che la nostra unica finestra per il pensionamento è il 31 Agosto di ogni anno!
A margine di quanto detto, c’è qualcosa che sfugge a noi Docenti: perché la stragrande maggioranza dei Dirigenti Scolastici, che gestisce gli Istituti Comprensivi (ex Direzioni Didattiche), non applica la “riforma Gelmini” – per la quale non nutro particolare simpatia: avrei preferito l’individuazione di due aree una “Umanistica” e una “Logico Scientifica-Matematica – nella Scuola Primaria e nessuno interviene? Non è forse Legge dello Stato? Brunetta non aveva previsto che le prime “teste” a cadere sarebbero state quelle dei Dirigenti inosservanti delle leggi?, o forse l’unico motivo di risoluzione dei contratti dirigenziali è previsto unicamente per una cattiva gestione economica!
Da studi di settore, scientifici e innopugnabili, risulta che, negli ultimi decenni, la nostra Professione è tra le più a rischio a contrarre disturbi/malattie di origine psichiatrica e non può che essere che così data la situazione di stress a cui siamo sottoposti quotidianamente:
• classi pollaio;
• scuole ridotte a colabrodo;
• alunni certificati, anche psichiatrici, con orario ridotto di sostegno, che “danno di matto” e ti obbligano a sottoporti a cure mediche;
• “inserimenti selvaggi” di alunni extracomunitari, in qualsiasi periodo dell’anno scolastico, anche nelle classi terminali, completamente a digiuno delle più elementari preconoscenze della lingua italiana;
• genitori che “ogni scarrafone è bello a mamma soia”;
• collaborazione e dialogo pressoché inesistenti con i Dirigenti Scolastici;
• conduzione antidemocratica dei Collegi Docenti, che hanno perduto anche la possibilità di eleggere il Vicario e il II Collaboratore del DS, permettendo a quest’ultimo di comporre uno staff che sia solo ad esclusivamente a proprio uso e consumo, che dica sempre signorsì e che non presenti tratti di organo di consultazione e di sano confronto;
• arredi scolastici fatiscenti;
• palestre inesistenti;
• materiale di cartoleria varia centellinata, quando non completamente assente;
• bagni, sia per gli alunni che per gli adulti, fatiscenti e che emanano olezzi rivoltanti;
• etc. etc.
A settembre inizierò il trentottesimo anno di insegnamento e sono stata testimone, in questo lungo periodo, di un innumerevole serie di barbarie che sono state operate nei confronti dell’Istituzione Scolastica Pubblica, che non è composta, come diceva lo scemo – utilizzo un eufemismo – di Berlusconi, solamente da “comunisti” e sono disgustata dal governo Monti che ancora una volta taglia i fondi per la Scuola Pubblica per sostenere la Paritaria: cerchiamo di non scordare che il “Trota” si è diplomato, dopo il conseguimento della Laurea all’estero, in un Istituto Paritario di Vicenza, cosa che in una Scuola Pubblica non sarebbe potuto succedere…
Vi chiedo, umilmente ma con fermezza, di agire nei luoghi preposti nell’interesse della Scuola Pubblica e non solamente nell’interesse dei compromessi politici.
Con rispetto e fiducia, Vi ringrazio per la cortese attenzione e Vi saluto cordialmente.

Data, 27 agosto 2012

Daniela Pretto
P.S. I registri personali dei Docenti, credetemi perché li ho visti con i miei occhi, attuali sono identici a quelli utilizzati in epoca fascista e non aggiungo altro!

http://www.gildavenezia.it/docs/Archivio/2012/ago2012/risposta_pane-rose.pdf