altGent. Redazione, mi chiamo Domenico, 36 anni, architetto, in procinto di tornare ad essere disoccupato, per l’ennesima volta, ma stavolta per decisione mia… Tralascio il descrivere le “grandi speranze” che riponevano i miei all’indomani della laurea, dopo tanti sacrifici (ed Architettura costa!) dovevo ripagare in qualche modo i miei genitori che hanno fatto sacrifici per mantenermi…






Lettera da un epurato

Gent. Redazione, mi chiamo Domenico, 36 anni, architetto, in procinto di tornare ad essere disoccupato, per l’ennesima volta, ma stavolta per decisione mia… Tralascio il descrivere le “grandi speranze” che riponevano i miei all’indomani della laurea, dopo tanti sacrifici (ed Architettura costa!) dovevo ripagare in qualche modo i miei genitori che hanno fatto sacrifici per mantenermi… Ebbene ancora non credo di esserci riuscito, ed il 15 di questo mese sono 7 anni che sono laureato…

Tralascio il racconto degli anni passati in uno studio di progettazione dove ho maturato molta esperienza ma poco denaro, tralascio le soddisfazioni professionali che in parte coprivano le delusioni monetarie, voglio partire dalla mia emigrazione verso il Nord, aprile 2007. Ricevo chiamata da scuola, Tecnologia alle Medie, 2 mesi e mezzo, su due piedi decido di mollare tutto e dalla lontana Reggio Calabria piombo in provincia di Vicenza, un mondo a me del tutto nuovo e sconosciuto sotto molti aspetti…

Inserimento traumatico, lo ammetto, i piccolini delle Medie sanno essere bestie nere per chi è stato educato all’ “antica” come me, soprattutto al Sud… Mi faccio le spalle larghe e lo stomaco forte, nel giro di 2 mesi tengo sotto controllo la situazione, scopro che l’insegnamento “è” il mio mestiere, perché sin da bambino amavo studiare, leggere, osservare, qualunque cosa, e grazie a quei 2 mesi e più scopro che trasmettere la conoscenza e farla apprezzare a ragazzi in procinto di diventare adolescenti è qualcosa di meraviglioso e che da soddisfazioni professionali anche superiori a quelli ottenuti per una progettazione ben riuscita…

L’esperienza a scuola si ripete, una volta, due, tre, la quarta per tutto l’anno scolastico, il 2008 – 2009, un sogno da poco scoperto che sembra diventare concreto, fin quando non arriva la Gelmini… Si è parlato davvero poco di cosa è successo nelle scuole, non nei giornali, perché vi seguo, ma in tv, la regina dell’informazione italica… Non si è detto nulla, e questo è grave, di cosa è successo durante lo scorso anno scolastico per chi, come me, ha insegnato grazie alle graduatorie di istituto, dette di 3° fascia, liste cioè di laureati non abilitati che però, secondo le normative, hanno stessi doveri e diritti di un qualunque insegnante…

I tagli orari e l’abolizione delle compresenze hanno di fatto diminuito le ore d’insegnamento, con buona pace del ministero che si è sempre affrettato a smentire l’evidenza, e di conseguenza la necessità di reperire insegnanti… Chi è stato più colpito da queste decisioni sono ovviamente gli ultimi, cioè noi non abilitati, che siamo stati tagliati fuori nel giro di pochi mesi dal mondo scolastico con l’aggravante che il periodo per cercare un altro lavoro non è assolutamente dei migliori, anzi…

Grazie ministro Gelmini, che parli tanto di meritocrazia nella scuola quando sei dovuta scendere a Reggio dalla tua natia Brescia per poterti abilitare, simbolo quindi dell’italica furbizia, grazie per avere distrutto sogni e speranze di circa 40.000 persone, tanti siamo cari lettori del Messaggero, noi non abilitati che fin quando siamo serviti al ministero siamo stati chiamati a fare gli insegnanti, con tutti i doveri (e mi piace sottolinearlo mille volte, compiti e doveri di un educatore che trasmette conoscenza non è facile!) che ne conseguivano, quasi sempre costretti a lasciare le proprie terre ed emigrare al nord (quante lacrime ha versato mia madre?

Lo sa signora Gelmini quante lacrime ho fatto patire a mia madre inseguendo il sogno di diventare insegnante? lo sa lei?)…. Ora siamo con un pugno di mosche in mano, con la scuola più povera, in tutti i sensi, perché oltre ai soldi, cosa importante per vivere ma non indispensabile se c’è un docente pronto a farsi in 4 per portare a termine il proprio programma, con mezzi propri, ovvio, siamo con i sogni infranti, col buio davanti a noi, e sentiamo parlare il ministro di modernità con la sua “riforma”.

Ma di cosa parla, se non ha fatto altro che impoverirla, la scuola? Ma di cosa parla, quando uno stuolo di insegnanti, e poco importa se non si è abilitati, anni e anni di supplenze ti forgiano più di una laurea, uno stuolo di insegnanti è ora a casa a dannarsi l’anima pensando a dove ha sbagliato scegliendo un percorso lavorativo offerto dallo Stato e che ora lo Stato gli nega? Ma di cosa sta parlando quando lei stessa non è stata in grado di abilitarsi a Brescia, ha preso la residenza a Reggio per poco tempo, giusto per poter passare l’abilitazione, per poi tornarsene a Brescia e fare carriera politica?

Mi sento umiliato, offeso nell’anima, oltre che nel fisico, visto che l’angoscia del sapere di che destino morirai può causarti danni di salute: per colpa sua, ho dovuto dimostrare che non tutti i reggini abilitati sono furboni, col mio lavoro onesto fatto a scuola e dai frutti lusinghieri – come riconosciutomi da colleghi, presidi, genitori e persino studenti- lavoro che lei, non meritevole della sua carica, mi ha portato via…

Dicevo all’inizio che per mia volontà torno a essere disoccupato, perché per 3 mesi ho accettato un posto sulla carta di architetto, difatti ho fatto il magazziniere, ed è troppo essere presi in giro così, senza manco essere pagati. Per carità, tutto il rispetto per i lavori manuali, io stesso ho fatto il manovale per i muratori, ho zappato la terra, ho dipinto le case per pagarmi qualche libro, sono e resto un terrone del sud che sa cosa sono i sacrifici, ma prima o poi dovrò rendere soddisfazione ai miei genitori che mi hanno consentito di laurearmi, e senza scorciatoie, cara Mariastella, la furbizia la lascio a te poiché sono convinto che prima o poi la verità viene a galla e chi non merita avrà il suo giusto ricompenso, poco, ovviamente…

Questa mia situazione è moltiplicabile per 40.000 volte, quanti siamo noi non abilitati, qualcuno l’ha definito il più grande licenziamento della storia repubblicana, in tv non se n’è parlato, spero di vedere questo sfogo pubblicato su questo giornale, grazie.

Domenico

(11 luglio 2010)

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