L'esterno dell'albergo dove è morta la studentessa romana

Shock tra i banchi, indagini a tutto campo e la certezza di Scotland Yard che Maria Cristina non é stata spinta. Ma la verità su quell’inspiegabile volo dal sesto piano di un albergo sembra ancora nascosta. Sono le ore di angoscia vissute nell’ultimo giorno della gita a Londra del liceo classico Machiavelli di Roma, che in pochi attimi si è trasformata in un incubo per studenti, professori e parenti di Maria Cristina, la liceale romana di 18 anni morta dopo essere precipitata dall’hotel Putney.(da ansa.it)

Shock tra i banchi, indagini a tutto campo e la certezza di Scotland Yard che Maria Cristina non é stata spinta. Ma la verità su quell’inspiegabile volo dal sesto piano di un albergo sembra ancora nascosta. Sono le ore di angoscia vissute nell’ultimo giorno della gita a Londra del liceo classico Machiavelli di Roma, che in pochi attimi si è trasformata in un incubo per studenti, professori e parenti di Maria Cristina, la liceale romana di 18 anni morta dopo essere precipitata dall’hotel Putney. “Siamo in un incubo”, hanno detto a Londra gli insegnanti del liceo romano, due dei quali sono stati interrogati dagli agenti di Scotland Yard assieme ad alcuni dei 45 studenti, ancora sotto shock nell’albergo, partiti stasera per Roma. Scotland Yard, che sta appurando le cause della morte e in particolare se si sia trattato di un suicidio o di un malore, sembra certa di un fatto: qualunque cosa sia accaduta, “non si é trattato di una morte dolosa”, anche se bisognerà attendere un mese per l’udienza del coroner. L’autopsia di Maria Cristina sarà effettuata solo la prossima settimana.

Una portavoce di Premier Inn, la catena di alberghi dove soggiornavano i ragazzi, ha escluso categoricamente che si sia trattato di un incidente ed ha affermato che anche Scotland Yard ora è concorde con l’ipotesi di suicidio. Per uscire dalla finestra del sesto piano – che si trova lungo le scale antincendio – la ragazza ha dovuto arrampicarsi e ciò indicherebbe quindi che il gesto sia stato intenzionale. Ma “non è stato un suicidio”, dice chi conosceva la studentessa, descritta da tutti come una ragazza modello tanto da essere eletta rappresentante di classe dai suoi compagni. Antonietta, la madre, è convinta che possa essersi trattato di un malore, visto che la ragazza aveva detto a un insegnante di avere mal di testa e aveva sintomi febbrili. A Roma i vicini di casa di Maria Cristina, nel popolare quartiere San Lorenzo, invece dicono che “potrebbe esserci stato qualche spintone di troppo”. E il preside del liceo, Marcello Montagna, spiega turbato che “nel momento cruciale non l’ha vista nessuno”. All’aeroporto di Heathrow, questa sera, prima della partenza per Roma, i ragazzi non volevano parlare della morte della compagna e si stringevano tra loro. Un’insegnante ha riferito: “Abbiamo già detto tutto alla polizia, sia noi che gli allievi sono stati sentiti per ore. Anche noi vogliamo sapere cosa è successo ma bisogna aspettare i risultati dell’indagine”.

Su Facebook aumentano ora dopo ora i messaggi d’affetto per la studentessa che non c’é più. Tra questi c’é quello di Matteo, il suo fidanzatino, che scrive “Ti amo e ti amerò per sempre. Sei stata la donna più importante della mia vita. Ciao piccola”. “Lui la aspettava sotto il portone e la accompagnava a scuola, erano molto teneri – hanno raccontato gli inquilini – e anche se non erano da molto tempo insieme avevano un legame molto stretto”. Oggi tra i banchi del plesso in via dei Sabelli, dove studiava Maria Cristina, gli studenti erano impietriti e incapaci di fare lezione, ma nelle prossime ore altre classi del Machiavelli partiranno in gita a Praga e Madrid. “Non si possono bloccare queste iniziative, se lo facessimo ora dovremmo farlo sempre”, dicono i professori. “Partiremo comunque – dicono i ragazzi – ma saremo vigili perché non si ripetano tragedie del genere”.(da ansa.it)