Ritardi nella definizione delle regole per le utilizzazioni dei docenti, procedure poco corrette per presentare le candidature, graduatorie pubblicate senza i tempi minimi per le rettifiche, conflitti di interesse nella verifica dei titoli e requisiti, nessuna considerazione per l’attività artistica…

Il sistema di reclutamento dei professori dei licei musicali, istituiti dalla riforma Gelmini nel 2010, è di nuovo nel caos. A denunciarlo è un gruppo di docenti lombardi, che ha presentato una proposta di modifica delle regole al ministero dell’Istruzione, sperando che venisse presa in considerazione nell’ultima trattativa coi sindacati. «Ma non l’hanno neanche guardata: le criticità attuali sono quindi destinate ad accentuarsi nell’anno che inizierà a settembre, e allora stiamo cominciando a ricorrere alle carte bollate», denuncia Daniele Ferrari, docente di ruolo al liceo musicale Zucchi di Monza, promotore, insieme a i suoi colleghi Aldo Bernardi, Alberto Cazzulani e Filippo Ravizza, della proposta.E di una serie di ricorsi per evidenti incongruenze nell’assegnazione degli incarichi.

Le storture del sistema

Non è la prima volta che i licei musicali finiscono nel mirino: i settanta istituti presenti in tutta Italia dovrebbero essere titolari esclusivi dell’educazione musicale superiore, e invece convivono già faticosamente con i conservatori, a cui la legge aveva affidato esclusivamente l’istruzione musicale accademica. Su 47.900 iscritti ai conservatori, 13.500 sono universitari, e 34.400 studenti medi, nonostante le norme lo escludano esplicitamente. I licei musicali, che pure quest’anno registrano un ulteriore piccolo incremento di iscritti (3651 ragazzi lo hanno scelto come indirizzo per il prossimo anno, +01,%) ancora arrancano. E, al di là del rapporto conflittuale con i licei dei Conservatori, hanno un vero buco nero, che è quello dei professori impiegati. Quelli che possono candidarsi, teoricamente, sono gli insegnanti di scuola media ad indirizzo musicale, gli insegnanti musica dei licei e i supplenti precari in possesso di titoli e requisiti. Ma di fatto non esiste un sistema di reclutamento consolidato, e ogni anno le nomine vengono fatte sulla base di una bozza di accordo tra Miur e sindacati, e non su un accordo ratificato, che arriva con troppo ritardo, perché il Miur lo trasmette a mesi di distanza alla Funzione pubblica. «Ma c’è di più –

«Ci si può candidare anche falsificando i propri requisiti»

denuncia Ferrari- nonostante il Ministero sia ovviamente in possesso di tutti i dati dei docenti di ruolo, chi si candida deve autocertificare on line titoli e requisiti, cha vanno poi stampati e inviati per raccomandata: è quantomeno singolare che il sistema consenta ulteriori modifiche anche dopo la stampa, per cui ci si può candidare pur falsificando i propri requisiti. Tanto i dati utilizzati per le graduatorie saranno quelli inseriti online, mentre a far fede sarà la raccomandata stampata e firmata»». Con questa procedura, docenti senza i titoli conformi finiscono per ottenere posti nei licei musicali, scavalcando altri più meritevoli. «Quando sono stati denunciati i casi, le verifiche sono state affidate a volte a commissari esterni, altre a gli stessi docenti del liceo: come se il controllore dovesse controllare se stesso, una beffa».

La «bolla» gonfiata dei professori

Un’altra grana riguarda la quantità di professori, che si amplifica di anno in anno: : invece di «sfruttare» automaticamente i docenti già in servizio nei Licei musicali, completandone l’orario, si consente l’immissione di nuovi docenti, a discapito di un’organizzazione efficiente e, soprattutto, di un progetto didattico unitario. Tutto ciò serve a far sì che il maggior numero di docenti con più anzianità di servizio possa dotarsi dei requisiti per una futura immissione stabile nei licei musicali, a discapito

«Se si verificassero le nomine, buona parte risulterebbe illegittima»

di altri docenti, magari in possesso di più titoli e con attività artistica comprovata, i quali resteranno probabilmente esclusi. «Se si andassero a verificare le nomine dei docenti, dal 2010, buona parte risulterebbe illegittima- conclude Ferrari – Il reclutamento nella scuola va completamente rivisto in funzione non dei docenti, ma della didattica e degli studenti, chiamati oggi a confrontarsi con l’Europa ed il mondo. Il sistema attuale spreca risorse invece di valorizzarle e, soprattutto, non può garantire qualità, mediante una didattica efficiente. L’unica strada è fissare delle regole certe e chiare per tutti».