altVisto da Palazzo Grazioli l’atteggiamento di Bossi rappresenta un enigma. Per dirla con un deputato Pdl di lunga esperienza il senatur «da qualche giorno si è trasformato nel peggior alleato di Berlusconi». Gli fa terra bruciata intorno rendendolo inavvicinabile dall’Udc. Eppure Berlusconi, che vive nell’incubo di una condanna in primo grado nel processo Mills, ne avrebbe bisogno per approvare il ddl processo breve anche senza i finiani.

 

 

 

 

Lorsignori di Il Congiurato

L’incubo di Cesare: e se il vero Bruto fosse Bossi?

Visto da Palazzo Grazioli l’atteggiamento di Bossi rappresenta un enigma. Per dirla con un deputato Pdl di lunga esperienza il senatur «da qualche giorno si è trasformato nel peggior alleato di Berlusconi». Gli fa terra bruciata intorno rendendolo inavvicinabile dall’Udc. Eppure Berlusconi, che vive nell’incubo di una condanna in primo grado nel processo Mills, ne avrebbe bisogno per approvare il ddl processo breve anche senza i finiani. Attacca, sempre Bossi, il presidente della Camera chiedendone le dimissioni quale condizione, impossibile, per la sopravvivenza della legislatura, per eliminare anche la più piccola e residua possibilità di convivenza tra cofondatori. Chiede le elezioni a dicembre, creando oltre modo imbarazzo nei rapporti con il Presidente della Repubblica che ha già ricordato, proprio dalle colonne de l’Unità, come il potere di scioglimento delle Camere sia una sua esclusiva prerogativa costituzionale. Insomma, cosa è successo a Bossi? Perchè dallo scorso 19 agosto, cioè da quando ha parlato con Tremonti e Calderoli di ritorno dall’incontro con Berlusconi, è diventato il più acceso sponsor della fine anticipata della legislatura? Cosa ha detto il premier ai suoi ambasciatori nel giorno della camera ardente del Presidente Cossiga? Gli ha forse confessato i motivi per i quali proprio lui teme il voto? E perchè da allora il capo della Lega sta progressivamente dando ragione a tutti coloro che da mesi profetizzano la caduta del governo Berlusconi per mano sua? Dopo 10 anni ha forse esaurito il suo effetto il patto stipulato con il Cavaliere presso un notaio milanese, grazie all’intermediazione di Tremonti e Brancher (molto cattiva, in proposito, l’accusa di Casini a Bossi di essere un «trafficante di banche», riferimento a Credieuronord, dal momento che Brancher è stato condannato in primo grado a 2 anni per la vicenda Antonveneta)? Difficile trovare una risposta condivisa in quel che resta della maggioranza. Però le diverse letture hanno in comune un unico nome: Giulio Tremonti. Sarà lui, dicono, a beneficiare della strategia bossiana. In caso di elezioni anticipate, dall’esito incerto soprattutto al Senato, come di prosecuzione della legislatura. Bossi starebbe provocando la fine politica di Berlusconi, addossandone la colpa a Fini, per arrivare ad un governo tecnico-leghista guidato dall’attuale ministro dell’Economia.

24 agosto 2010

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