Mostra immagine a dimensione interaA favore di studenti e docenti? Mi sembra che né gli uni né gli altri siano convinti. Perché la ministra non va nelle scuole a confrontarsi con loro? Perché alle scuole non viene data la facoltà di decidere se e quando adottare la riforma in base alle richieste delle famiglie?

 


 

 

L’intervista a Gelmini (*): vagamente rassicurante, sostanzialmente evasiva

Tutto il tono dell’intervista mi sembra generico, vagamente rassicurante, sostanzialmente evasivo. Cerco perciò di focalizzare alcuni punti.

1)    “rivoluzione a favore di studenti e docenti”

Rivoluzione? Non c’è dubbio. Il dubbio è che sia in positivo.

A favore di studenti e docenti? Mi sembra che né gli uni né gli altri siano convinti. Perché la ministra non va nelle scuole a confrontarsi con loro? Perché alle scuole non viene data la facoltà di decidere se e quando adottare la riforma in base alle richieste delle famiglie?

2)    “tanti i provvedimenti adottati a favore della scuola,…. Tutti sono orientati alla promozione del merito e della qualità.”

Perché non ne cita qualcuno?

3)    “Questo sarà il prossimo passo”

Campa cavallo …

4)    “L’Italia non spende meno degli altri Paesi”

Dice UIL (25.1.2010): Scuola italiana, 24° posto in Europa per spese istruzione.

L’Italia, infatti, spende per l’istruzione il 4,7% del Pil a fronte del 5,1% della media europea, ed è collocata al 18° posto su 27. Per l’istruzione in Italia si spende il 9,7% della spesa pubblica rispetto all’11% della media europea, siamo al 24° posto su 27 paesi dell’Unione europea. Se poi si passa alle retribuzioni in rapporto alla ricchezza nazionale, una sorta di indicatore di considerazione sociale, l’Italia è a 0,99 a fronte di una media europea di 1,14; siamo collocati anche qui nella parte bassa della classifica.

5)    “Più del 97 % del bilancio dell’Istruzione infatti viene assorbito dagli stipendi”

Nessun stipendificio

Più volte il ministro a sostegno delle sue posizioni fa riferimento all’altissimo costo sostenuto dalla Stato per il personale scolastico: «Il 97% della spesa è destinato agli stipendi». E anche qui i numeri e le percentuali comunicate ai cittadini non rispecchiano la realtà. Leggendo con attenzione i dati del ministero si evince che la spesa per gli stipendi è inferiore al 74%, per l’esattezza è del 73,8%, ben al di sotto del 79% della media europea. E il conto è presto fatto: alla spesa per l’istruzione concorrono il ministero con 42,4 miliardi (2007, bilancio di assestamento), più altri 10 miliardi circa di Regioni e gli enti locali. In totale 52 miliardi. Per gli stipendi del personale si spendono circa 40 miliardi, come aveva fatto osservare meno di 20 giorni fa al ministro la Flc-Cgil.

Maristella Iervasi su L’Unità dell’ 8 ottobre 2008: “Dalla spesa impazzita allo stipendificio. Mariastella ministro «mille-bugie»”.

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http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2010/2/15/SCUOLA-Gelmini-la-mia-riforma-una-rivoluzione-a-favore-di-studenti-e-docenti/67155/