La denuncia dell’anief: «ennesima discriminazione, dopo il mancato rinnovo contrattuale» «No al congedo parentale di 3 giorni per i papà» La circolare Inps contro i dipendenti pubblici…(da Ilcorrieredellasera)

 

L’istituto di previdenza: «Sino all’approvazione di apposita legge». Ma è contro la normativa europea

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Le politiche di conciliazione e i tempi (biblici) del legislatore. Nel mezzo una circolare esplicativa Inps, che prende atto della normativa (italiana) di riferimento e conferma il divieto per i padri lavoratori del pubblico impiego di usufruire del «congedo obbligatorio (un giorno al mese, ndr) e il congedo facoltativo (due giorni, ndr) della legge 92 del 28 giugno 2012, fruibili entro il quinto mese di vita del figlio».

LA DENUNCIA – La denuncia arriva dall’Anief, associazione di rappresentanza molto attiva nel comparto scuola (conosciuta come sindacato ricorrente per i precari del settore) che contesta una sorta di buco normativo che contravverrebbe a quanto disposto dall’Europa. Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, sarebbe «in atto una chiara discriminazione nei confronti dei dipendenti pubblici rispetto ai colleghi che operano nel privato». La motivazione della levata di scudi dell’Anief sta tutta nella direttiva comunitaria 18 del 2010 che afferma la necessità di dare attuazione al «diritto individuale» del congedo parentale e «nell’aiutare i giovani che lavorano in Europa ad ottenere una migliore conciliazione».

LA REPLICA – Fonti interne all’istituto di previdenza replicano a Corriere.it affermando che la circolare esplicativa è soltanto un atto formale che prende atto della normativa. In pratica fino a quando non si approveranno i decreti attuativi e le disposizioni ad hoc i lavoratori statali non potranno usufruire di un loro diritto. Così rileva Anief che si tratta di un’ulteriore «discriminazione nei confronti dei lavoratori del pubblico impiego, la cui professionalità è stata mortificata dopo che non viene più concesso loro da tempo alcun rinnovo contrattuale, oltre al blocco degli scatti automatici in busta paga».