Lo swing dell’HJO orchestra, grande successo in sold-out al Teatro Sangiorgi

Un concerto coinvolgente che ha fatto battere piedi e cuore ai numerosissimi spettatori. A Catania teatro Sangiorgi in sold out per la performance, venerdì 15 marzo,  dell’HJO Jazz Orchestra, diretta da Sebastiano Benvenuto Ramaci, con un’ospite d’eccezione, la cantante jazz Rosalba Bentivoglio, nell’ambito dell’ormai consolidata  rassegna della Camerata Polifonica Siciliana “Un palcoscenico per la città”, in coproduzione col Teatro Massimo Vincenzo Bellini e in sinergia con “Non solo classica” sotto la direzione artistica del Maestro Giovanni Cultrera.

Ed è stata un’ora e mezza molto piacevole con un ensemble che negli anni ha visto diversi cambiamenti di formazione, avvalendosi sempre della collaborazione dei musicisti più in voga nel campo dello swing e del del jazz siciliano. Un’orchestra dunque made in Sicily, cui Benedetto Ramaci con il suo tocco scintillante riesce sempre ad imprimere (non è la prima volta che abbiamo modo di ascoltarla e apprezzarla) la giusta energia.

“Gershwin e le Americhe dell’era swing”, già il titolo dello spettacolo era tutto un programma: senza Gershwin, infatti, la musica nazionale americana non sarebbe stata quella che è, ma forse non sarebbe stata quella che è la musica di tutto il mondo.

I brani frizzanti, tra cui l’eterna “I got rythm”,  eseguiti dalla scoppiettante orchestra, hanno davvero trascinato gli spettatori in un’atmosfera newyorkese, tra brani diventati pietre miliari del pentagramma, uno su tutti la splendida “Summertime” cui la voce della Bentivoglio ha conferito una particolare atmosfera, con modulazioni soffuse, tipiche di una vocalist con una importante estensione e una timbrica ricca e sfaccettata.

La seconda parte ha poi trascinato gli ascoltatori, molto partecipi in verità a tutta la performance, tra sonorità più calienti, tra cha cha cha e bossa nova, dove la parte del leone è toccata a “The girl from Ipanema” di Antonio Carlos Jobim, eseguita con grande afflato dai musicisti coadiuvati dal caldo pianoforte  di Angelo Fichera, dalla batteria di Giovanni Caruso e dal contrabbasso di Santi Romano), che hanno dimostrato un perfetto affiatamento, confermandosi nella loro più autentica mission:  promuovere, far conoscere e far rivivere i capolavori dello swing e del latin che hanno reso celebri tante orchestre dei bei tempi andati.

Potevano dunque mancare i bis? Il maestro benvenuto Ramaci ha subito rassicurato il pubblico, desideroso solo che il concerto si prolungasse. E seppur suonare con tanta intensità e professionalità gli strumenti a fiato non sia cosa da poco,  la magiche note di “In the mood” hanno concluso in bellezza una serata di accattivante musica, quella stessa musica che, per Gershwin, come scrisse il suo amico George Schönberg, “era l’aria che respirava, il cibo che lo nutriva, la bevanda che lo ristorava….”

Silvana La Porta

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