Col suo suono un pò nasale, leggero, caldo e assai penetrante un magico oboe ha piacevolmente invaso il nostro Teatro Bellini venerdì 24 gennaio ( con replica il 25) per il terzo appuntamento della stagione sinfonica. A eseguire il Concerto per oboe e orchestra in re maggiore di Frigyes Hidas, un vero gioiello, incastonato tra l’ Ouverture del balletto Le creature di Prometeo di Beethoven e la Sinfonia n. 4 in do maggiore op. 112 di Sergej Prokof’ev,  è stato il primo oboe solista dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia,  Francesco Di Rosa, splendidamente diretto dall’originale direttore giapponese, Hirofumi Yoshida.

Grazie alla sua brillante bacchetta, l’esecuzione dei brani ha rivelato tutta l’anima con la quale furono composti, dalla briosa Ouverture beethoveniana, che si apre pomposamente in un clima di festa teatrale, alla Sinfonia di Prokof’ev, dominata da un largo uso delle percussioni (timpani, woodblock, tamburo basco, triangolo, rullante, piatti, grancassa) ma soprattutto per il terzo movimento, l’incantevole Moderato quasi allegretto.

La nostra orchestra, ben guidata dal magmatico maestro giapponese, ha davvero dato il meglio di sé, accompagnando con particolare enfasi e grande dolcezza il Concerto per oboe di Hidas, un compositore ungherese tra i più amati del Novecento, durante il quale Francesco Di Rosa si è rivelato esecutore di millimetrica precisione e grande interpretazione, superando con naturalezza e grande tecnica i passaggi più ardui di una partitura davvero impervia.

Incantevole il bis  con Gabriel’s Oboe di Ennio Morricone dal film Mission, che ha donato agli ascoltatori momenti di emozione pura.

Magia dell’oboe, suonato davvero soavemente. Bella serata di bella musica, così continua con successo la stagione sinfonica dell’Ente catanese sotto l’attenta direzione artistica di Giovanni Cultrera.