Il film “la scuola” ha dato la versione romantica della compilazione dell’orario scolastico!!!. Ma si sa la realtà è sempre più dura e c’è ben poco di romantico nella formazione delle classi!! Molti dirigenti scolastici ne fanno un’arma per ottenere consigli di classi equilibrati e omogenei, per non dire addomesticati…

La problematica dell’assegnazione dei docenti alle classi rientra nella famosa diatriba che vede contrapposti i sostenitori dell’art. 6 del CCNL scuola 2006-2009 e i fautori della legge Brunetta n. 150/2009.

Le due scuole di pensiero si differenziano perché i primi sostengono che l’assegnazione del docente alle classi non è una prerogativa unilaterale del dirigente che dispone a suo piacere tale assegnazione, mentre i secondi sostengono che tale compito è completamente affidato al Dirigente quale datore di lavoro. Qualche Dirigente dimentica che la formazione delle classi non è solo un atto d’imperio, ma anche un atto a rilevanza didattica e datoriale che deve avere una sua coerenza, non deve essere arbitrario, ma motivato e rispettare le regole previste dal contratto integrativo d’Istituto.

Ma qual è per alcuni la norma ancora vigente in relazione a questa delicata operazione?

L’articolo 10, comma 4, del decreto legislativo n. 297/94 dispone che il consiglio di circolo o di istituto fissa i criteri generali per la formazione delle classi e per l’assegnazione dei docenti alle stesse.

L’art. 7, comma 2, lettera b del decreto legislativo 297/94 dispone ancora che il dirigente scolastico convoca il collegio dei docenti che deve esprimere il suo parere su i precedenti criteri, parere che non sarà vincolante ma che avrà il suo peso in caso di contenzioso.

Infine in sede di contrattazione integrativa, ai sensi dell’art. 6 del vigente CCNL scuola, le Rsu contrattano i criteri di utilizzazione dei docenti in base al Pof, è in questa sede che può essere deciso di tenere conto, per esempio, della continuità non solo nella classe, ma anche nel plesso o nella sede.

Al termine di tutti questi passaggi il dirigente scolastico prenderà il provvedimento di assegnare il docente al plesso e alla classe.

In molte scuole, tutto questo meccanismo è stato superato in virtù dell’applicazione della legge n.150/2009, che stabilisce alcune prerogative datoriali, che non devono essere più contrattate.  Nei nuovi contratti è passata l’applicazione della legge 150/2009, ma il contratto scuola non è un nuovo contratto e quindi la sua applicabilità dovrebbe essere garantita. Diciamo che i dirigenti scolastici adorano la legge Brunetta che dà loro grandi poteri nell’assegnazione solitaria dei docenti alle classi.

Avv. Elena Spina

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