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Prima delle ultime decisioni, un preside vincitore scriveva a Tuttoscuola auspicando una soluzione equa al problema: la ricorrezione delle prove scritte con una nuova commissione. Così sarà? Al momento attuale sì…(da Tuttoscuola)
Preg.mo direttore,

rispondo al delicato intervento del preside Provenzani che mi tocca da vicino essendo uno dei vincitori pleno iure di quel concorso.

L’unica strada veramente percorribile per dare una soluzione equa al problema sarebbe stata la correzione degli scritti convocando una nuova commissione. Non è stato fatto questo per i ricorrenti bocciati tre volte di seguito? E perché non per tutti gli altri se non per i ricorrenti.

La correzione degli elaborati da parte di una commissione seria, di persone autorevoli, fuori dai sindacati, dalle amicizie, dalle parentele, fatta con tutto il tempo necessario, avrebbe permesso l’effettiva rimozione di quanti compiti erano stati bocciati per errori grossolani o per limiti temporali.

Forse questo avrebbe permesso all’enorme quantità di compiti corretti sommariamente di avere più di quel misero 21 o 22 e ai pochi che stranamente raggiungevano( con lo stesso tempo di correzione) voti sbalorditivi di essere ricondotti ad una valutazione più equa.

Correggere gli scritti con una altra commissione era l’unica cosa da fare.

Perché non si è pensato a questa soluzione facile? Il risultato è quello che egregiamente sottolinea il collega. L’amministrazione è diventata avversaria e nemica di coloro che la servono prestando la sua approssimazione (ben manifesta nell’ultimo concorso per ispettori tecnici, che, per la quantità di dispari comportamenti in tutto il paese, sarà probabilmente annullato) alle fuorvianti e deliranti messe in scena di una giustizia ingiusta.

Troppo potere e troppi poteri non sono mai a beneficio dei cittadini comuni. Servono solo a chi il potere e i poteri lo possiedono oligarchicamente.

Anche questo è l’esito di un sistema democratico in cui il numero schiaccia la qualità. Altro che meritocrazia. Qui siamo nella demagogia e nell’oclocrazia.

Gaetano Bonaccorso


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