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Come prima cosa l’On. Gelmini parla della difesa degli stipendi dei dipendenti pubblici, ignorando completamente che i dipendenti statali e i docenti della scuola italiana, non solo hanno il contratto scaduto dall’anno 2009, ma hanno subìto il blocco degli scatti di anzianità fino al 2013 con un ulteriore provvedimento di prolungamento fino al 2014, con il blocco di qualunque progressione stipendiale e di carriera, con quasi nessuna possibilità di recupero e quindi con effetti anche sul trattamento di fine rapporto e sulla pensione.

 

 

 

 

 

 

Ma di quale manovra economica parla il Ministro Gelmini?

di Lucio Ficara – 13 agosto 2011

Il Ministro Gelmini, in un’intervista stampa del 12 agosto 2011, dichiara che la manovra bis da 45 miliardi di euro fatta dal governo Berlusconi “sotto egida della BCE”, è improntata all’equità, al rigore e allo sviluppo. Questa manovra, prosegue l’On. Gelmini, difende i risparmi, le pensioni e gli stipendi degli italiani. Ma di quale manovra parla l’on. Ministro della pubblica istruzione? L’on. Mariastella commenta la manovra conti alla mano, oppure recita il solito copione che vede il suo governo come salvatore della patria? Avendo il sottoscritto una certa dimestichezza con i numeri per patrimonio ereditario ed anche  professionale, è giusto e doveroso  contestare civilmente le opinioni e le conseguenti affermazioni del Ministro del dicastero di viale Trastevere. Come prima cosa l’On. Gelmini parla della difesa degli stipendi dei dipendenti pubblici, ignorando completamente che i dipendenti statali e i docenti della scuola italiana, non solo hanno il contratto scaduto dall’anno 2009, ma hanno subìto il blocco degli scatti di anzianità fino al 2013 con un ulteriore provvedimento di prolungamento fino al 2014, con il blocco di qualunque progressione stipendiale e di carriera, con quasi nessuna possibilità di recupero e quindi con effetti anche sul trattamento di fine rapporto e sulla pensione. Mediamente questo provvedimento toglie dalle tasche di ogni dipendente pubblico italiano una cifra pari a 1.800 € per anno, quindi 9.000 euro complessive. Ad onore  del  vero questo provvedimento è stato preso con il bene placido dei sindacati esclusa la CGIL. Con questa ulteriore manovra si tagliano agli enti locali (Regioni e Comuni) 9-10 miliardi di euro, con la naturale conseguenza che questi enti aumenteranno le addizionali irpef. Il ministro forse non ne è a conoscenza, ma sarebbe il caso di informarla  che le addizionali irpef vengono trattenute dalla busta paga e se le aliquote delle addizionali aumentano, lo stipendio percepito diminuisce. Altri provvedimenti che vanno in un percorso diametralmente opposto ai proclami del Ministro Gelmini, sono il congelamento fino alla fine del 2013 della buonuscita (TFR) e il concreto rischio del sequestro della tredicesima mensilità. Altro che salvaguardia degli stipendi degli italiani, questa è una vera e propria rapina legalizzata!!!Si tratta di un grande sacrificio che il ceto medio è chiamato a fare per salvare l’Italia dalla bancarotta. E’ scorretto  sostenere che la manovra è equa e volta a salvaguardare risparmi e stipendi. Pur riconoscendo qualche timido tentativo di equità, con il provvedimento dell’abolizione di 38 province sotto i 300.000 abitanti, l’accorpamento dei comuni sotto i 1000 abitanti e l’introduzione della tracciabilità per somme superiori alle 2500 euro, la manovra rimane sbilanciata e peserà sulle spalle del ceto medio soprattutto meridionale. “Non potevamo aspettarci di meglio da questo tipo di governo, ma almeno, Ministro On Mariastella Gelmini, speravamo nell’onestà intellettuale di riconoscere pubblicamente al ceto medio di questa Nazione il pesante sacrificio fatto per tentare di salvare l’Italia”.

Lucio Ficara Flcgil  lucio.ficara@fastwebnet.it