Se la musica si fa bizzarra e capricciosa grazie a un musicista estroso e l’esecutore è d’eccezione, il gioco è fatto…

Continua così, con sempre nuovi percorsi e nuove sorprese, la rassegna Magie barocche per il 7 festival internazionale del Val di Noto che lunedì 20 novembre ha fatto piacevolmente riscoprire al suo fedele pubblico  un musicista romano del ‘700, Filippo Ruge, compositore e flautista che fu un beniamino dell’aristocrazia romana e anche di quegli ambienti ecclesiastici che conducevano una vita mondana ed erano molto sensibili ai piaceri della vita e, perché no, della musica.

Al flauto traversiere il flautista, musicologo, insegnante, organologo, collezionista di flauti storici di fama internazionale Enrico Casularo, legato a doppio filo alla figura di Ruge, perché è stato soprattutto grazie alle ricerche e alle esecuzioni del nostro maestro che il musicista settecentesco è uscito dal dimenticatoio e ha ritrovato la sua degna collocazione nel panorama artistico del suo tempo.

Insieme a Casularo si è esibita la preziosa Ensemble Flatus con Benedetto Ciociola al secondo flauto traversiere, Andrea Coen al clavicembalo, Andrea Lattarulo al violoncello barocco e i due deliziosi soprani Elena Cecchi Fedi e Clarissa Reali.

 Belle le sonate per flauto e basso continuo che hanno aperto e chiuso il concerto, ma  la composizione che più si è impressa nella memoria è stata quella curiosa Quaglia per due flauti traversi e basso continuo, che hanno restituito una simpatica imitazione proprio di questo uccello.

Brillantino, capriccioso, gustosello: queste le indicazioni del compositore per i musicisti che eseguivano i suoi componimenti. Ed erano tutte un programma. In effetti la leggerezza e la spensieratezza, una certa leziosità sonora ha dominato l’intera esecuzione, in particolare con l’aria “Vana di tua bellezza”, per i due bravi soprani e due traversieri, che ha restituito tutta la graziosa atmosfera aristocratica parigina, che Ruge ben conosceva.

Le Magie barocche si ripetono. Sempre con il rigore filologico che le contraddistinguono non scevro da creatività e ingegno. E Filippo Ruge ha condito degnamente questa filosofia dell’intera rassegna.

Silvana La Porta