Avere occasione di ascoltare le Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach eseguite da un bravo pianista non è cosa di tutti i giorni. Il festival Magie barocche, dopo la splendida inaugurazione del 4 ottobre  con le Quattro stagioni di Vivaldi dei Solisti Aquilani, venerdì 11 ottobre al teatro Machiavelli ha offerto al suo fedele pubblico (e a entusiasti turisti di passaggio) questo capolavoro della musica barocca eseguito con grande maestria da Alessandro Deljavan, un interprete davvero d’eccezione, che gli ha conferito un’espressione davvero sentita e partecipe.

Capita raramente di vedere un pianista seguire con tutto sé stesso una pagina musicale. Eppure Deljavan, alle prese con le note sublimi e difficilissime dallo spartito, ha davvero trascinato i muti e attenti ascoltatori in un’atmosfera rarefatta, intensa, dimostrando che  questo capolavoro musicale si può affrontare con la testa o con il cuore. O con entrambi. E gli esiti sono molto diversi. Non a caso lo stesso interprete per eccellenza delle Goldberg, il famoso Glenn Gould, dopo l’immortale versione del ’55, a distanza di trent’anni tornò a cimentarsi con quell’insondabile spartito. E ne diede una nuova strabiliante interpretazione, più di cuore che di cervello.

Ebbene Alessandro Deljiavan ha saputo ben contemperare i due momenti, alternando a parti di trascinante brillantezza e scintillante fantasia momenti più dolcemente riflessivi, a tratti profondamente intimi.

Com’è risaputo, secondo il primo biografo di Bach, l’Aria con diverse variazioni era stata commissionata al compositore da un nobiluomo di Dresda, che soffriva di insonnia e che, per distrarsi, allietava la noia delle notti in bianco ascoltando pezzi per clavicembalo suonati da Johann Goldberg, ex allievo del figlio maggiore di Bach.

Una cura contro l’insonnia, dunque, queste Variazioni Goldberg, così vuole il racconto leggendario. Ma per gli ascoltatori del festival Magie barocche è stata una dolce serata, che li ha tenuti dolcemente svegli con una musica cullante e celestiale. Grandi applausi finali e un bel bis hanno sancito l’esecuzione. Aspettando il Bach per violoncello del 18 ottobre prossimo…

Silvana La Porta