altSiracusa – Hanno provato a fare sentire la propria voce le centinaia di precari della scuola che stamattina hanno manifestato davanti l’ingresso del castello Maniace poco prima dell’apertura del convegno sul federalismo.

Il ministro Gelmini ha incontrato una delegazione prima dell’assise

Maniace, nel vuoto le proteste dei precari
La rabbia si traduce in cocente delusione

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di Sergio Molino   
Sabato 10 Luglio 2010 – 14:52

altSiracusa – Hanno provato a fare sentire la propria voce le centinaia di precari della scuola che stamattina hanno manifestato davanti l’ingresso del castello Maniace poco prima dell’apertura del convegno sul federalismo. Da dietro le transenne predisposte dal servizio d’ordine, i precari, organizzati dal comitato scuola Siracusa, hanno voluto cogliere ancora una volta l’occasione per portare all’attenzione dell’opinione pubblica lo stato di difficoltà in cui vivono insegnati e personale Ata della pubblica istruzione, rimasti oramai con scarse prospettive per il futuro. Fischi ed urla sono state levate all’indirizzo degli ospiti che si apprestavano ad entrare nel castello. Da un megafono qualche ironico commento accompagnava quella che appariva quasi come una sfilata.

Tagli delle supplenze, incremento del numero di alunni per classe, ridimensionamento del sostegno, sono solo alcuni dei contenuti della riforma che sta determinando una progressiva riduzione dell’impiego degli insegnanti senza cattedra. Una delegazione è stata ricevuta dal ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini, prima dell’avvio del convegno. Dai volti dei partecipanti, al termine dall’incontro, emergeva tutta la delusione per il mancato accoglimento delle richieste avanzate rispetto alla posizione inflessibile del governo nazionale. Il ministro non avrebbe mostrato alcun segno di apertura manifestando, invece, insofferenza per lo stato attuale della protesta che la costringe a vivere sotto scorta. “Questa è una manovra finanziaria, ha detto una rappresentante dei precari, e non certamente una riforma scolastica perché l’unico obiettivo è quello di tagliare”. L’esponente del governo, in mattinata, non ha voluto rilasciare dichiarazioni mentre si apprestava a varcare la soglia d’ingresso del monumento federiciano. Protetta dalla sua scorta ha preso posto accanto ai ministri Frattini e Prestigiacomo per ascoltare gli argomenti della relazione in corso di svolgimento.


altAl numero uno dell’istruzione pubblica, i precari hanno voluto rappresentare la gravità della mancata occupazione degli insegnanti di sostegno che, purtroppo, in Sicilia si ripercuote sull’elevato numero di alunni diversamente abili presenti tra la popolazione scolastica. Un dramma nel dramma che toglie assistenza a chi ne ha fortemente bisogno e che raggiunge la punta dell’iceberg proprio a Siracusa, città che detiene un triste primato in materia di disabilità. Classi sovraffollate, con la presenza di diversi alunni H, non giovano all’istruzione e alla didattica formativa. Speranze ridotte al lumicino quelle dei precari che non demordono nella propria battaglia proponendo le proprie ragioni in ogni possibile circostanza. “Siamo qui per l’ennesima volta – hanno ribadito i precari – non è certamente il primo, né sarà l’ultimo appuntamento. Vogliamo dire no ad una politica fatta di soli tagli che non guarda al futuro”.