Tra i sindacati dei presidi pseudo-manager di scuole pseudo-aziende,  discordie e rivendicazioni anche per la manifestazione del 25 maggiodi Polibio

Il passato, lontano o recente che sia, non è affatto terra straniera, soprattutto se è segnato da contrasti, da comportamenti censurati, da motivate espulsioni e da cause perse, da sentenze della magistratura che evidenziano i danni, anche notevoli, causati a lavoratori della scuola e allo Stato, tali da essere oggetto di circostanziati esposti alla Procura Generale della Corte dei conti. Inoltre, sì, le discordie potrebbero, tra l’altro, derivare anche della rivendicazione del “diritto di primogenitura” da parte dell’organizzazione sindacale, sia pure col 5,39% delle deleghe (462 su 8.573) riconosciute dall’Aran alla data del 31 dicembre 2014 (la prossima rilevazione avverrà il 31 dicembre 2017, in seguito alla quale quella organizzazione sindacale potrebbe non raggiungere il 5%, perdendo così la rappresentatività nella contrattazione e venendo eventualmente sostituita dall’organizzazione sindacale che ha “conquistato” il 5% delle deleghe).

A rivendicare il “diritto di primogenitura”, nel caso di specie la proclamazione dello stato di agitazione dei dirigenti delle scuole seguita dal sit-in permanente (incatenamento, sciopero della fame e della sete) a Roma, largo Bernardino da Feltre, adiacenze Miur, dal 22 al 26 maggio 2017, sarebbe Dirigentiscuola-Codirp, pur se in sesta posizione rispetto alle altre cinque organizzazione sindacali di settore rappresentative che la precedono, la quale in effetti ha proclamato lo stato di agitazione della categoria il 12 febbraio 2017, seguita il 3 marzo 2017 da quella proclamata dall’Associazione nazionale presidi (3.292 deleghe, 38,40%, riconosciute dall’Aran il 31.12.2014), che poi ha indetto per il 25 maggio 2017 una manifestazione nazionale a Roma. La stessa Dirigentiscuola-Codirp con segretario nazionale Attilio Fratta, in pensione da cinque anni, il quale nella “Memoria” consegnata il 7 febbraio 2017 alla ministra Valeria Fedeli ha scritto, avvertendo la ministra, dopo l’espressione “la misura è colma”, “è ora che la Politica intervenga prima che la categoria, esasperata, reagisca anche in modo violento”, e poi, in altri documenti ufficiali, anche chiamando “tutti i dirigenti scolastici a prendere parte alle manifestazioni di lotta che saranno programmate e attuate”, “azioni di lotta” la cui organizzazione veniva demandata alla Segreteria nazionale del sindacatino. Ai lettori è rimasta la curiosità di sapere se la ministra Fedeli ha avuto “brividi di freddo” pensando alla scadenza dell’ultimatum del capo del sindacatino di presidi-poverelli, che comunque tali non sono affatto, dato che, riferendoci agli anni 2011, 2012, 2013, 2014, il totale annuo lordo della retribuzione degli aderenti a Dirigentiscuola era compresa tra 50.000 e 63.000 euro, risultando la più alta (68.534,25 euro, il 23 maggio 2013) quella dell’allora preside Alessandro Calabrese, pugliese, recentemente traghettato dallo Snals, adesso componente della Segreteria nazionale e responsabile del settore “contrattazione organici-soci pensionati” di Dirigentiscuola-Codirp.

Dirigentiscuola aveva, dopo averne fatta esplicita richiesta all’autorità competente e ottenuta il 19 aprile 2017 l’autorizzazione, formalmente comunicato che nei giorni 22, 23, 24, 25 e 26 maggio 2017 si sarebbe svolta a “Roma, largo Bernardino da Feltre, adiacenze Miur”, aggiungendo “nell’area antistante al Miur”, la propria manifestazione di protesta, indicata nel documento inviato con “obbligo di affissione all’albo sindacale ai sensi dell’art. 25 della legge 300/70” con l’espressione “la rivolta dei dirigenti scolastici – incatenamento sciopero della fame e della sete”. Il Segretario generale nazionale di Dirigentiscuola, Attilio Fratta, ex preside del “Marconi” di Foggia e in pensione da più di cinque anni, avvertiva (le note ufficiali avevano al vertice immagini di robuste catene attorcigliate e catenacci che le serravano) così: “l’azione di protesta continuerà, se necessario in modo ancor più incisivo, fino a quando non sarà verificata la concreta volontà delle istituzioni per la soluzione delle significative, ed ormai incancrenite, problematiche”. Poco più di due mesi prima – come è già stato indicato – aveva avvisato la ministra Fedeli con una espressione contenuta nella Memoria di dirigentiscuola-Codirp: “La Politica intervenga prima che la categoria, esasperata, reagisca anche in modo violento”. Espressione presente in successivi documenti ufficiali. Il 7 febbraio 2017, a Roma, presso la sede del Miur, l’incontro “conoscitivo” con la ministra Valeria Fedeli, presenti gli altri cinque Segretari generali dei maggiori sindacati rappresentativi dei dirigenti scolastici, per l’esame delle principali tematiche d’interesse dell’(ex) area V. La “manifestazione eclatante di protesta” da svolgersi nei giorni dal 22 al 26 maggio compresi, preannunciata il 25 marzo quale conseguenza del silenzio dell’Amministrazione, viene ufficialmente formalizzata con la richiesta e rilasciata autorizzazione del 19 aprile.

Nella richiesta del 19 aprile 2017 rivolta all’autorità competente, quale “preavviso di manifestazione in forma statica”, presentata e sottoscritta dal promotore Fratta, diffuso da Dirigentiscuola, è scritto che “all’iniziativa è prevista la partecipazione di 40 persone” e che “i partecipanti posizioneranno in un punto concordato con le Forze dell’Ordine sul posto e, comunque, in località idonea in modo da non arrecare intralcio al traffico veicolare né disturbo alle attività lavorative”. In un documento ufficiale del 28 aprile la tabella dei turni (9-15/15-21 dal 22 al 26 maggio, “con fasi di ore 3 per turno”, con indicazione, in ciascuno dei sei giorni, delle regioni – da ritenere dei presidi di quelle regioni –, per il sit-in permanente, ovviamente incatenati e in sciopero della fame e della sete, restando da chiarire se per turni di tre ore con riferimento alla regione di provenienza o per l’intera giornata, cioè per i quattro turni di tre ore ciascuno e quindi per complessive 12 ore). Tabella in seguito modificata quale “calendario sit-in per regioni: Campania, Piemonte-Valle d’Aosta il 22 maggio; Sicilia, Lombardia, Abruzzo, Emilia, Umbria il 23 maggio; Calabria, Basilicata, Marche il 24 maggio; Toscana, Sardegna, Triveneto il 25 maggio; Puglia, Molise il 26 maggio.

Soprattutto interessante il sit-in permanente – incatenamento sciopero della sete e della fame” di Dirigentiscuola-Codirp di venerdì 26 maggio 2017, perché saranno certamente presenti, incatenati, in sciopero della fame e della sete, il Segretario generale nazionale Attilio Fratta, i componenti la Segreteria nazionale Gennaro Di Martino (vice segretario generale nazionale), Fulvia Ruggiero, Alessandro Calabrese, G. Francesco Nuzzaci e Pasquale Annese, certamente presenti anche durante gli altri giorni, nonché i responsabili di settore, i consiglieri nazionali, i probiviri e i revisori dei conti. Dirigentiscuola, con 462 deleghe riconosciute dall’Aran il 31 dicembre 2014, corrispondenti al 5,39%, è, pur dopo il recente “passaggio” dalla Confedir a Codirp, il sesto dei sei sindacati dell’Area V dirigenza scolastica, riconosciuti dall’Aran alla data del 31.12.2014, quando Dirigentiscuola aderiva alla Confedir.

Dopo il recente “passaggio” di Dirigentiscuola a Codirp, la rilevazione del 31 dicembre 2017 da parte dell’Aran per il riconoscimento delle deleghe potrebbe comportare per Dirigentiscuola, dato che durante e a seguito del “passaggio” a Codirp avrebbe perduto un notevole numero di adesioni, tra le quali quelle di tutti i soci cofondatori della Campania, del Lazio, della Basilicata, della Sicilia e della Calabria, regioni dalla consistenza significativa rispetto alle altre, che restavano alla Confedir come Udir-Confedir, acquisendo molte nuove adesioni, c’è per Dirigentiscuola-Codirp il rischio della perdita della rappresentatività. Apparirebbe possibile, alla data odierna, che Udir-Confedir raggiunga, e forse potrebbe già averla raggiunta, la rappresentatività (5% per cento delle deleghe), subentrando, dopo il conteggio delle deleghe alla data del 31 dicembre 2017 da parte dell’Aran, a Dirigentiscuola-Codirp nelle convocazioni dei Segretari generali delle organizzazioni sindacali dell’Area V dirigenza scolastica.

Comunque, Dirigentiscuola-Codirp si presenta numericamente come un sindacatino, dato che il segretario generale nazionale (Fratta) e tre dei quattro componenti la segreteria nazionale (Ruggiero, Calabrese, Nuzzaci) sono della Puglia (il quarto, Di Martino, è della Campania). Della Puglia sono anche due responsabili (Annese e Calabrese, il Calabrese della segreteria nazionale) dei settori incarichi specifici (formazione-ente di formazione e contrattazione organici-soci pensionati: il responsabile di questo settore è il Calabrese che fa parte della segreteria nazionale). Della Puglia è ovviamente il segretario regionale della regione Puglia G. Francesco Nuzzaci), che è uno dei 5.pugliesi che compongono la segreteria nazionale.

Il 25 maggio 2017, giovedì, è una data da ricordare. L’Associazione Nazionale Presidi (Anp Cida, Presidente nazionale Giorgio Rembado, 3.292 deleghe, 38,40%, riconosciute dall’Aran il 31.12.2014, e non il 51% di adesioni, pur se viene prospettata una crescita, numerica e percentuale, da riscontrare durante la rilevazione del 31 dicembre 2017) ha indetto per lo stesso giorno a Roma una manifestazione di protesta, a partire dalle ore 10, con raduno in piazza San Cosimato, adiacente al Palazzo del MIUR, mentre “un presidio di alcune centinaia di dirigenti, individuati a cura della struttura nazionale di ANP, sarà in piazza Montecitorio, per dialogare con i Parlamentari ed illustrare loro le ragioni della protesta”. Nello stesso giorno ci sarà a Roma, nel largo Bernardino da Feltre, adiacente Miur” (o, se si vuole, “nell’area antistante al Miur”), la manifestazione di protesta indetta da Dirigentiscuola-Codirp, “con fasi di ore 3 per turno”, dei presidi di dirigentiscuola delle regioni Toscana, Sardegna, da ritenere insieme ai componenti la segreteria nazionale, per il sit-in permanente, ovviamente incatenati e in sciopero della fame e della sete. Nello stesso giorno, in tutte le regioni d’Italia si svolgeranno, organizzate da Flc Cgil (1.587 deleghe, 18,51%), Cisl Scuola (1.523 deleghe, 17,77%), Snals Confsal (714 deleghe, 8,33%), Uil Scuola (656 deleghe, 7,65%) – complessivamente, 4.480 deleghe, 52,26%, quindi, se insieme, una maggioranza assoluta –, assemblee in tutte le regioni con richiesta di incontrare i corrispondenti Direttori generali degli Uffici scolastici regionali. L’Udir-Confedir ha proclamato per lo stesso 25 maggio lo sciopero generale. Coloro che a Roma o altrove manifesteranno, manterranno lo stato di mobilitazione, quello da ciascuno dei sindacati deliberato, fino alla soluzione delle questioni aperte.

Il tutto a determinare rabbia, e presumibilmente soggettiva preoccupazione, al segretario generale nazionale di Dirigentiscuola-Codirp, ex preside, in pensione da più di cinque anni, Attilio Fratta, che sarà tra gli incatenati e in sciopero della fame e della sete, in sit-in permanente, a Roma, nei pressi del Miur,  nei giorni dal 22 al 26 maggio compresi, ovviamente insieme con gli altri presidi di Dirigentiscuola che quel giorno, ma anche negli altri giorni, saranno a Roma, insieme a lui incatenati e in sciopero della fame e della sete. Certamente, saranno in molti, tra i docenti e gli ata, ma anche studenti e residenti, nonché turisti, che assisteranno a uno “spettacolo”, che dovrebbe durare cinque giorni, dal 22 al 26 maggio, dalle ore 9 alle ore 21, inusuale per la partecipazione di dirigenti scolastici, e realizzeranno selfie, fotografie e filmati a futura memoria storica.

La rabbia per il mancato “diritto di primogenitura” è, leggendo la nota del 13 maggio 2017, quella manifestata dal segretario nazionale di Dirigentiscuola-Codirp al direttore di “Italia Oggi” con richiesta di rettifica all’articolo della giornalista, perché, a dire dell’autore della “richiesta di rettifica”, così testualmente lui ha scritto, “contiene informazioni non veritiere”, “denota la faziosità” di chi lo ha scritto, “il cui unico scopo non è stato quello di fornire corrette informazioni ai lettori, bensì propagandare l’ANP attribuendole meriti che non ha”. Il titolo dell’articolo pubblicato da “Italia Oggi” è: “Dirigenti, è protesta a oltranza”. Ovviamente, la protesta di organizzazioni sindacali che rappresentano complessivamente 8.234 presidi, corrispondenti al 95,77% delle deleghe riconosciute dall’Aran alla data del 14 dicembre 2014 per la convocazione dei segretari generali dell’Area V dirigenti scolastici, 462 corrispondenti al 5,39% di Dirigentiscuola ora Codirp. E vanno ricordati la questione della crescita di Udir-Confedir, che da parte sua ha proposto di avanzare ricorsi seriali al giudice nazionale e al giudice europeo per chiedere quanto è stato sottratto ai dirigenti scolastici, indicando che nell’anno scolastico 2015/2016 la perdita strutturale “è stata pari a 4.597,59 euro – 353,66 euro mensili – pro capite” (quella dei docenti e degli ata è da 1.950 a 3.250) e il titolo e l’articolo “La rabbia dei presidi e le tre risposte sindacali: assedio, assemblee e sciopero”. E comunque bisogna tenere ben presente che esistono maggioranze e minoranze, che nessuno può rivendicare la primogenitura di alcunché, che il diritto di espressione del proprio pensiero è inviolabile, che la partecipazione democratica è fondamentale, chiunque sia che per primo abbia proclamato stati di agitazione e manifestazioni di protesta di strada o di piazza, che magari si svolgeranno da separati in strada o in piazza. In ogni caso, e questo non può non essere noto a tutti, date le assai malconce condizioni che caratterizzano l’istruzione, la formazione, l’alternanza scuola-lavoro, ecc. ecc., che è urgente smantellare, anzi rottamare, la pseudoriforma del sistema nazionale di istruzione n. 107/2015.

Polibio                                                                                                                                             polibio.polibio@hotmail.it