altTenevo a dare anche il mio contributo sulla (mia) maternità vissuta in un’altra British Isle (l’Irlanda). Premetto che la maternità qui in Irlanda consiste in un legal entitlement di 26 settimane in cui si riceve un contributo governativo, e 16 settimane di maternità facoltativa, senza alcuna retribuzione.

ITALIANS con Beppe Severgnini

Maternità in Irlanda: la mia esperienza

Caro Beppe,
tenevo a dare anche il mio contributo sulla (mia) maternità vissuta in un’altra British Isle (l’Irlanda). Premetto che la maternità qui in Irlanda consiste in un legal entitlement di 26 settimane in cui si riceve un contributo governativo, e 16 settimane di maternità facoltativa, senza alcuna retribuzione.
Mi sono trasferita a Dublino nel 2001, subito dopo la laurea e tutt’ora vivo qui. Dopo un’esperienza di un anno circa in una grande libreria del centro di Dublino, ho trovato impiego in una blue chip company: una multinazionale dove sono stata assunta nel ramo amministrativo. Rendendomi disponibile a ricoprire diverse posizioni, alla fine sono riuscita a fare un po’ di carriera e nel 2006 (dopo cinque anni di «servizio») sono rimasta incinta. Ho lavorato fino a due settimane prima della data prevista del parto, sistemato ogni pendenza e organizzato il lavoro futuro con la persona che mi avrebbe sostituito durante la mia assenza. Finché partorivo (letteralmente), un collega assunto due anni dopo di me e a cui avevo fatto il training, viene promosso e diventa mio capo (occorre sottolineare che era uomo?). Non sono stata avvertita della posizione resasi disponibile e ovviamente non sono stata messa nelle condizioni di poter partecipare alla selezione.
Scioccata dall’accaduto, non credo di esagerare dicendo che mi sono rovinata qualche mese della mia maternità. Al momento del rientro, chiedo di poter usufruire del parental leave – un monte ore, non retribuite, legalmente concesso a ciascun genitore fino al compimento del quinto anno d’età di ciascun figlio. Mi viene negata anche questa possibilità. Mi tocca licenziarmi: il commuting e le otto ore di lavoro non si incastrano all’interno dell’orario della crèche.
Non mi dilungo ulteriormente, basti sapere che al momento sto iniziando il mio quarto lavoro in due anni, da quando mi sono licenziata dalla blue chip multinational. Ho ottenuto un posto all’università, sempre in amministrazione e finalmente sono riuscita a risalire la china, con uno stipendio adeguato alle mie qualifiche e un orario (seppure full time) accettabile. Ho un contratto di un anno – a seguito della crisi, c’è stato il blocco delle assunzioni, ma mi è stato assicurato ufficiosamente che hanno bisogno di una persona in via permanente. Lo scotto? Non ho potuto cercare una seconda gravidanza, vista la mia precarietà lavorativa e, con il mio compagno, ci sono stati acluni momenti di preoccupazioni economiche. Ecco, volevo solo condividere questa mia esperienza.
Un saluto a tutti, cordialmente,

Cristina Boccardo, cris_boccardo@yahoo.co.uk

http://www.corriere.it/italians/10_aprile_25/-Maternita-in-Irlanda-la-mia-esperienza_1879ead8-4f84-11df-9c4e-00144f02aabe.shtml