Ben venga nei nostri teatri una ventata di musica nuova, creata da giovani compositori contemporanei. Perché non tutto è stato già detto e la musica classica ha ancora tanto da dire.

Ha ben impressionato, dunque, il folto pubblico della nuova stagione sinfonica del Teatro Massimo Bellini la Sinfonia n. 3 in re maggiore op. 82 di Matteo Musumeci, compositore siciliano figlio dell’amato attore Tuccio, presentata in prima esecuzione assoluta venerdì 17 gennaio (con replica il 18).

Sotto l’attenta e accurata direzione del maestro Francesco Di Mauro, l’ orchestra  del Teatro etneo ha offerto un’ottima prova, con un organico ricco e ben amalgamato, regalando un ventaglio ampio di sonorità, dalla dolcezza dell’arpa al deciso ritmo delle percussioni, che hanno avuto un ruolo di significativo rilievo. Musumeci si rivela così musicista che sa sintetizzare le molteplici suggestioni del suo bagaglio musicale (in particolare Bach e Šostakóvič) in una nuova  magica sintesi, che ha regalato agli ascoltatori suggestioni diverse, ben ricreate dalla mano esperta del compositore. Splendido soprattutto il secondo tempo, pervaso da un’accattivante lirismo, che ha fatto da degno contraltare al minimalismo della prima parte della sinfonia.

Una sinfonia bella che merita di essere riascoltata con attenzione, per trovarne e capirne tutte le magiche sfumature armoniche, che l’autore ha voluto disseminare a piene mani per un effetto d’insieme molto efficace.

La seconda parte del programma ha donato al pubblico la suite dal balletto La strada, su motivi tratti dal film omonimo, che è stata molto apprezzata dagli ascoltatori, usciti dal teatro con la voglia di rivedere quella pellicola immortale. Magia di Fellini, della musica, dell’Arte tutta, di un tempo e contemporanea…

Silvana La Porta