Maturità 2015: sarà con i commissari tutti interni o no? Bella domanda. Perché, è il caso di dirlo, non si sta capendo più niente…

Il Sole 24ore, come anticipato in un nostro precedente articolo infatti che nella versione del ddl stabilità “bollinata” dalla Ragioneria generale dello Stato e inviata al Quirinale è saltata la norma che imponeva, da giugno 2015, sei commissari tutti interni alla prova, tranne il presidente (esterno). Una misura che era presente nelle bozze del ddl, e che avrebbe fatto risparmiare 147 milioni di euro (restava il costo per i presidenti esterni di circa 40 milioni).

Meno male, diranno in tanti. Era già da giorni che circolavano proteste e molti si erano mobilitati con una raccolta firme contro la maturità fasulla. Giorgio Allulli, ad esempio,ribadiva, in un articolo recentissimo, le sei buone ragioni per opporsi ai commissari tutti interni.

1) Il disegno di legge rispolvera un provvedimento già preso dal Ministro Moratti nel 2002 e successivamente abolito da Fioroni nel 2006, per oggettiva inadeguatezza assoluta; ovvero, come ha detto un’insegnante, perché chiunque ci avesse lavorato aveva potuto constatare, nel giro di pochissimo tempo, come quella soluzione fosse diventata una farsa indegna, umiliante dal punto di vista psicologico, e completamente fallimentare dal punto di vista didattico.

2) In questo modo viene abolito l’unico momento significativo di verifica esterna rispetto al percorso di valutazione degli alunni. Si tratta di una norma che disattende la regola fondamentale della certificazione, che richiede l’intervento di esaminatori esterni al momento dell’esame, e non considera le evidenze che emergono dalla ricerca e dalle indagini internazionali, come quelle condotte da OCSE Pisa, che indicano che autonomia delle scuole e verifica esterna dei risultati degli alunni devono camminare insieme, per produrre buoni risultati di apprendimento, a evitare, dicono testualmente le ricerche condotte sui dati OCSE, “comportamenti opportunistici”. Non ha senso giustificare questo provvedimento con le altissime percentuali di promozione dei candidati, perché non si pretende un sistema che debba per forza bocciare gli studenti ma è necessario mantenere un elemento di regolazione per i docenti, che sanno che i loro standard di insegnamento saranno alla fine verificati da terzi. E, inoltre, se la media delle bocciature supera di poco l’1% bisogna considerare che in molte scuole non statali questa percentuale si alza considerevolmente; è forse questo che dà fastidio?

3) Si tratta di un provvedimento che contraddice profondamente quanto scritto nel documento sulla Buona Scuola, che individuando come obiettivo strategico il rafforzamento dell’autonomia per le scuole afferma: “Non c’è vera autonomia senza responsabilità”, e “Non c’è responsabilità senza valutazione” ed infine “Autonomia è il contrario di autoreferenzialità” (pagg. 63 e 64).

4) La commissione esterna costituisce un fattore di equità ed equilibrio del sistema, temperando le difformità di valutazione esistenti tra scuole e classi, già attualmente molto forti, come dimostrano i dati Invalsi e Miur, e destinate inevitabilmente ad ampliarsi.

5) La valutazione congiunta tra docenti interni ed esterni rappresenta un momento importante di confronto tra insegnanti; abolendo questo confronto viene ancora più esaltata l’autoreferenzialità della scuola.

6) L’esame con la commissione tutta interna è assolutamente inutile dal punto di vista formativo perché non abitua i ragazzi a superare il disagio di essere valutati da persone che non conoscono, che è la situazione “normale” nella vita dopo la scuola. Come è stato scritto: i professori saranno chiamati, ancora di più di quanto siano oggi, a essere materni. Il ruolo terzo della scuola nel patto educativo si perderà. La relazione scolastica diventerà promiscua: un pregiudizio negativo o positivo su uno studente continuerà a rimanere fino all’uscita dei quadri. Nessun ragazzo avrà diritto a capire quanto veramente vale, al di là del buon rapporto con il professore. Togliere un esame serio ai ragazzi è quanto di peggiore si possa fare loro.

Per tutte queste ragioni era sembrato necessario opporsi a questa normativa, predisponendo una Petizione da presentare al Ministero dell’Istruzione e agli altri soggetti politici più coinvolti nella preparazione di questa proposta, e che sarà anche inoltrata alle Commissioni Istruzione di Camera e Senato, perché ne tengano conto nel corso della discussione del disegno di legge.

La Petizione aveva raccolto in 5 giorni oltre 3500 adesioni.

Adesso non ce ne sarà più bisogno? E poi perché prima inserire la norma e poi cassarla? Fare abituare il popolo all’idea dei commissari tutti interni, poi far sapere che non verranno pagati. Qual è il terzo passaggio? Perché, parliamoci apertis verbis, il fatto che tornino i commissari esterni non significa niente. Intendiamo dire a livello economico. Vuoi vedere che al Governo verrà la felice idea di garantirsi ugualmente esami a costo zero, salvando la serietà dell’esame?

Commissari interni o esterni pari saran? Non si pagheranno né gli uni né gli altri? Quelli interni sono già in sede, agli altri si farà fare un piccolo spostamento in comuni limitrofi e verrà offerto loro un minimo rimborso spese viaggio.

Et voilà. La maturità è tornata selettiva (?!) e non autoreferenziale. Basta sfruttare ben bene i docenti, miseramente contenti e gabbati, tout va bien..

Silvana La Porta