In Europa gli stipendi degli insegnanti associano l’esperienza e le verifiche sul servizio Il caso del Belgio, dove i prof rischiano il licenziamento di Emanuela Micucci…(da ItaliaOggi)


Merito contro anzianità. Ecco i duellanti nella singolar tenzone, tutta italiana, sulla carriera dei docenti. In Europa, invece, è pace fatta. Un armistizio che prevede nella maggior parte dei Paesi un’unica condizione: a stabilire la carriera e il trattamento economico degli insegnanti è un mix tra anzianità di servizio e valutazione del merito.

A offrire una panoramica internazionale sulle diverse modalità di retribuzione e carriera dei docenti nei paesi Ocse è un dossier presentato dalla Cisl scuola in occasione dell’annuncio della sperimentazione di due valutazioni del merito dei docenti. «Definire carriere in cui», spiega il segretario generale, Francesco Scrima, «l’anzianità, comunque da riconoscere, non sia più l’unico fattore di avanzamento, è un obiettivo a cui siamo disposti a lavorare». Elemento fondamentale per il calcolo del reddito di base in tutti i paesi è l’anzianità. Esclusa la Finlandia, che non considera affatto. Addirittura in Belgio, Grecia, Austria, Scozia, Spagna, Giappone, Korea e Stati Uniti è l’unico criterio per lo stipendio di base. Negli altri paesi conta l’esperienza insieme a criteri legati alle condizioni d’insegnamento e alle responsabilità, a quelli riguardanti qualifiche, formazione, performance e a criteri anagrafici. Questi ultimi, considerati anche in Italia, sono ignorati in Olanda e Messico, i Paesi che adottano il maggior numero di voci per determinare la retribuzione degli insegnati. Tra cui l’insegnamento a più classi o per più ore rispetto ai livelli massimi indicati nel contratto, che con la Svezia sono le uniche a considerare per il trattamento economico fondamentale. Mentre per il trattamento accessorio è la voce ovunque più presente, insieme a orientamento e tutoraggio degli studenti, che invece solo Islanda, Messico e Olanda valutano per il reddito fondamentale. Il terzo paese per mix di elementi che strutturano la carriera è la Svezia. Attività come sport, teatro, club per compiti o scuole estive contano per il trattamento fondamentale solo in Olanda. Stupisce che possedere titoli che abilitano all’insegnamento di più materie si ritrovi solo in 3 Paesi: Olanda, Danimarca e Finlandia. Il voto eccellente all’esame di abilitazione, poi, pesa solo in 4 nazioni, tra il Portogallo. Invece un titolo di studio superiore rispetto alla qualifica minima richiesta per diventare insegnante vale quasi dappertutto. Stesso discorso per la responsabilità gestionale aggiuntive all’insegnamento. In 6 paesi si fa carriera insegnando a studenti diversamente abili. O in zone svantaggiate, isolate o con elevato costo della vita, tanto da ottenere un’indennità di dislocazione. È il caso di Inghilterra e Francia. Se il trattamento accessorio in Italia è legato esclusivamente allo svolgimento di mansioni aggiuntive e alla disponibilità ad assumersi incarichi ulteriori rispetto a quelli assegnati per contratto, nei paesi Ocse lo determinano criteri quali condizioni d’insegnamento e responsabilità. Ma anche performance eccezionale nell’insegnamento, come in Repubblica Ceca, Ungheria o Austria. Sono però retribuzioni erogate in forma occasionale. Tra quelle annuali spiccano le responsabilità di gestione aggiuntive alla docenza e l’indennità di dislocazione. In Italia né i risultati degli istituti né le valutazioni di sistema hanno risvolti sulla carriera e sul merito. Mentre in Belgio l’insegnate è valutato ogni 3 anni con conseguenze che arrivano fino alla riduzione del salario o al licenziamento. In Danimarca lo stipendio è attribuito in base al raggiungimento di obiettivi qualitativi e quantitativi secondo un sistema di incentivi individuali. A determinare scatti di carriera in Francia è una verifica condotta per il 40% dal preside e per il 60% dall’ispettore e poi esaminata da una commissione nominata dai sindacati. Aumenti salariali collegati ai risultati anche in Germania. La carriera dei prof inglesi, invece, premia i più meritevoli purché non intendano diventare dirigenti scolastici: tre le soglie, insegnati esperti, eccellenti e con competenze avanzate.