Grande mattatore e sentito interprete della nostra bella Sicilia. Così si è svelato ancora una volta Leo Gullotta, protagonista dello spettacolo “Minnazza”, che è andato in scena al Teatro Stabile di Catania con grande successo di pubblico e critica…

Un viaggio attraverso miti e leggende siciliane, ispirate dalla Grande Madre, quella Venere di Willendorf dai grandi seni, che dà il titolo all’azione, ideata da Fabio Grossi, che si è snodata attraverso gli scritti di eccelsi autori siciliani come Giovanni Meli, Salvatore Quasimodo, Tomasi di Lampedusa,  Luigi Pirandello, Pippo Fava, Ignazio Buttitta, Andrea Camilleri. Il tutto condito dalle magiche musiche di musiche Germano Mazzocchetti, affidate alle due fisarmoniche dei bravi Fabio Ceccarelli e Denis Negroponte.

Lo spettacolo ha donato agli spettatori presenti momenti di sincera emozione, specchio dell’animo con cui il nostro Gullotta ha concepito la sua recitazione, con sincerità e generosità, con spirito di servizio nei confronti di una terra sempre amata e mai dimenticata. Indimenticabile il momento dei ricordi d’infanzia dell’attore, nato O Furtinu e cresciuta in una Catania autentica e genuina, quella in cui i vicini di casa si scambiavano cibi appena preparati ed era una festa per bambini e adulti; o la declamazione della novella di Pirandello “Di sera, un geranio”, che veramente, complice la bravura di Leo Gullotta, ha fatto serpeggiare un brivido nella schiena degli ascoltatori.

Magistrale la conclusione, una bellissima poesia di Buttitta sulla tragedia di Marcinelle, la celebre ballata del minatore Turi Scordo che lascia la sua Mazarino per morire orrendamente in Belgio, sottolineata dalle immagini dell’epoca, scelte come tutte le altre della performance da Mimmo Verdesca, canto tragico di morti senza riscatto.

Infine il congedo, affidato alla magia della fisarmonica, che Gullotta definisce il respiro del mondo. E davvero la Sicilia ha risuonato in questi magici sospiri musicali senza veli e senza infingimenti, solo con la voce dei suoi poeti e scrittori…

Silvana La Porta