Mobilità e mutamento di incarico dei Ds siciliani…(da ceripnews)

I Dirigenti interessati devono presentare istanza entro e non oltre le ore 12:00 dell’11 luglio p.v.; esprimibili 10 sedi; il modello di domanda sarà disponibile dall’1° luglio 2013; con successiva comunicazione l’USR pubblicherà l’elenco delle sedi esprimibili e disponibili
L’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia ha pubblicato la circolare relativa alla mobilità e mutamento d’incarico per il prossimo anno scolastico. Meglio tardi che mai; che poi al tardi si è faccio di peggio è un’altra storia!
Anche quest’anno, infatti, invocando una disinvolta quanto banale determina ministeriale, priva di specificità anche in Sicilia, si è detto coralmente signorsì e non si sono tenuti nel debito conto le esigenze peculiari di quei Ds siciliani che erano stati coinvolti, loro malgrado, negli trasferimenti d’ufficio operati l’anno scorso.
Ed a questo punto non basta adesso strapparsi le vesti esprimendo rammarico per un confronto-non confronto in cui più che timidamente (forse essere Ds in servizio non è il massimo per rappresentare le OO.SS. Regionali dell’Area V, almeno in Sicilia) era stato chiesto di avere riguardo di quei Dirigenti Scolastici che lo scorso anno sono stati costretti, loro malgrado, alla mobilità obbligatoria ovvero a subire trasferimenti d’ufficio, in taluni casi anche fuori provincia, pur se nell’ambito regionale di pertinenza.
In ultima analisi, a livello romano la “questione siciliana” posta in tempi non sospetti, è stata banalizzata, pur se rilevante (ma forse non interessava direttamente a qualcuno in particolare, altrimenti si sarebbe visto e letto di tutto e di più!) e così il “peso” delle OO.SS. Area V al tavolo regionale e soprattutto il mantenimento degli impegni verbali assunti l’anno scorso dall’Amministrazione regionale sono stati quasi zero poiché non è stata data priorità alcuna ai Ds trasferiti d’ufficio lo scorso anno e che adesso rischiano di non rientrare nella sede se la stessa viene occupata da altro Ds con maggiore anzianità di servizio.
Parimenti non viene data nessuna priorità ai Ds trasferiti d’ufficio l’anno scorso e che adesso non hanno la possibilità di esercitare opzione per il rientro nella precedente sede di titolarità, perché non esistente o rimasta sottodimensionata.
Per “conquistare” un posto si prevede solo l’inserimento nella 4° fase dei movimenti, con valutazione dell’anzianità di servizio e della professionalità, in concorrenza con coloro i quali, esaurito il triennio di incarico, possono richiedere il conferimento di nuovo incarico. Insomma, sono messi sullo stesso piano chi si muove per sua scelta e dove vuole, e chi invece è stato necessitato per volontà di terzi!
Altra “perla” relativa al rinnovamento/mutamento degli incarichi dirigenziali riguarda l’applicazione general-generico del criterio della discrezionalità in riferimento all’attività di servizio, alle attitudini e alle capacità professionali, alle motivazioni personali, alle principali competenze ed esperienze maturate avendo riguardo alle caratteristiche delle sedi richieste.
Insomma, il nulla assoluto, esattamente come l’anno scorso, per i seguenti motivi: a) il principio della discrezionalità non può prescindere da criteri obiettivi, trasparenti, dichiarati e condivisi; b) l’attività di servizio, le attitudini e le capacità (=competenze) professionali, se non contestate formalmente a terzi, vanno tutte collocate sullo stesso piano; c) sulle motivazioni personali è meglio scendere un velo pietoso; d) sulle esperienze maturate bisognerà capire, come s’è detto sempre, se e quanto un’eventuale docenza datata 20-30 anni addietro possa essere concorrente per legittimare e comprovare un dato esperienziale.
Viene da chiedersi, a questo punto, stante l’insuccesso delle richieste sindacali avanzate (non si è capito bene, dai vari comunicati, se solo pigolate o sostenute con forza), se non sia legittima una formale e dura presa di posizione delle stesse per mandare un segnale forte ad una parte della categoria soccombente e che si dovrebbe tutelare ed allo stesso tempo prendere le distanze da un’Amministrazione regionale, che anche per colpa degli input nazionali, ama molto fare da sé, che è sembra sempre più innamorata delle cose che pensa e che fa, considerando magari solo un fastidio, una perdita di tempo, l’incontro obbligato, per quanto inutile, con le OO.SS. Regionali legittimate dal CCNL dell’Area V. (n.b.)