altInsomma l’invito peloso a disertare i seggi elettorali, inserito nel doloroso contesto riassunto e sintetizzato, ha prodotto una azione contraria incentivando la partecipazione al voto.

 

 

 

 

 

 

Molte grazie alla Gelmini per il suo contributo al raggiungimento del quorum

 di Vincenzo Pascuzzi

Di sicuro senza volerlo e anche senza nemmeno immaginarlo, Mariastella Gelmini ha dato un contributo importante al raggiungimento del quorum.

L’affermazione non viene da una soffiata o da uno scoop ma si può ricavare osservando e collegando fra loro alcuni fatti noti e ragionando su di essi. A volte la verità, pur appena nascosta e latente, è proprio sotto i nostri occhi basta solo saper guardare, leggere e interpretare.

Due le situazioni da considerare: 1) la popolazione (elettori e non) coinvolta a vario titolo nel sistema scuola e 2) i messaggi indirizzati, dal Miur (cioè Gelmini) in tempi diversi, a questa popolazione.

1)    L’istruzione riguarda quasi tutta la popolazione italiana. Il numero dei docenti e ata è pari a circa un milione. L’università occupa circa altre 100mila persone tra professori, amministrativi e altro. Gli studenti fino alle medie sono circa 8 milioni, gli universitari 1 milione e mezzo milione sono i fuoricorso. Arriviamo così già a 10,6 mln di persone che fisicamente vivono a scuola o in università. Dobbiamo poi considerare genitori e altri familiari: stimiamo 16 mln di genitori e 4 mln di nonni per gli studenti minorenni; 3 mln di genitori per gli universitari; 2,6 mln di coniugi, compagni, fidanzati per docenti delle medie, professori universitari e studenti maggiorenni; in totale sono altri 25,6 mln di adulti. Complessivamente scuola e università coinvolgono 36,2 mln di persone delle quali 28,2 mln con diritto di voto (per chiarezza: 28,2 mln = 1,1 mln docenti e prof. + 1,5 mln universitari + 25,6 mln familiari). Questi 28,2 mln sono coinvolti direttamente oppure sono in posizione privilegiata per conoscere e valutare le novità, le riforme e quanto altro avviene nel sistema dell’istruzione. A queste persone perciò sono arrivati ben chiari i messaggi di cui al punto che segue.

2)    I messaggi vanno ripartiti in tre diversi intervalli temporali: a) il triennio che va dal maggio 2008 ad ora; b) le ultime 3, 4 settimane; c) gli ultimissimi giorni prima dei referendum.

a)    Nel triennio 2008-2011 si è manifestata, esplicata e concretizzata l’azione riformatrice della Gelmini. Non serve richiamare i dettagli che pure si trovano riassunti e catalogati in internet (1). Abbiamo avuto 100mila licenziamenti, riduzioni di classi e sovraffollamento delle rimaste (le “classi pollaio”), tagli fino alla carta igienica e ai detersivi, severità e rigore soprattutto a parole, merito sbandierato, test Invalsi ambigui, dilaganti e di dubbia utilità, disabili privati del sostegno, numerose e importanti cause legali perse sistematicamente dal Miur con conseguenti risvolti economici e forzose retromarce normative…. E non è ancora finita (2).

b)    Nelle ultime settimane il Miur è stato protagonista di, o coinvolto in: contestazioni e boicottaggio dei test Invalsi (intorno al 10 maggio); tardivo tentativo di introdurre all’esame di terza media un’ulteriore prova scritta per la  2ª lingua; contrasti relativi alle gae dei supplenti o precari (coda-pettine, dalla Lega pretese campanilistiche o …  pro Padania sua); proclami di “lotta” ai prof politicizzati, di sinistra o addirittura comunisti; reiterata ipotesi dell’Aprea di chiamata diretta dei docenti (da parte delle scuole cioè dei presidi!); profferte, ovviamente interessate, da parte organismi privati quali: Fondazione G. Agnelli, Teellle, Fondazione S. Paolo e Caritas; ipotesi e promesse di regolarizzazione di 65.000 precari; ed altro ancora.

c)    Negli ultimissimi giorni prima dei referendum, Gelmini ha cercato visibilità e consenso esternando prima con un comunicato stampa del Miur sulle meraviglie dell’introduzione – pensate un po’! – del merito nelle scuole (3) e poi pontificando seriosamente sull’inutilità dei referendum (4). Sul primo argomento è stata riportata alla realtà dai pronti conto-comunicati di Cgil (5) e Cobas (6). Sull’invito a non votare sono stati gli stessi studenti maggiorenni a contrastarla (7)!

Insomma l’invito peloso a disertare i seggi elettorali, inserito nel doloroso contesto riassunto e sintetizzato, ha prodotto una azione contraria incentivando la partecipazione al voto.

Molte grazie, ministro Gelmini!

Roma, 16 giugno 2011

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(1) SCUOLA, TUTTE LE RIFORME DELLA GELMINI

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=26030&action=view

(2) Il Governo programma il calo della spesa pubblica per la scuola fino al 2040. Dal 4,5% del PIL al 3,2%

http://www.scuolaoggi.org/archivio/l_governo_programma_il_calo_della_spesa_pubblica_la_scuola_fino_al_2040_dal_45_del_pil_al_3

(3) Scuola, il merito entra negli istituti. Premiati 276 docenti

http://www.istruzione.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/cb579d39-9d77-47ea-8d6e-212d3aa0731e/cs090611.pdf

(4) Referendum, Gelmini: “Non andrò a votare, quesiti inutili”…

http://www.idocentiscapigliati.com/2011/06/referendum-gelmini-non-andro-votare.html

(5) La scuola non ha bisogno di classifiche, ma di una valutazione di sistema condivisa

http://www.flcgil.it/comunicati-stampa/flc/la-scuola-non-ha-bisogno-di-classifiche-ma-di-una-valutazione-di-sistema-condivisa.flc

(6) Scandalose dichiarazioni di Gelmini sul “progetto-merito”

http://www.retescuole.net/contenuto?id=20110610222405

(7) Referendum: Gelmini non andrà a votare, gli studenti sì

http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/referendum-gelmini-non-andra-a-votare-gli-studenti-si.flc