altLe certezze solitamente sono poche in materia di attribuzioni artistiche, ma con questo intento sono state raccolte le ventiquattro opere di Caravaggio da Rossella Vodret e Francesco Buranelli, su idea di Claudio Strinati, per celebrare il IV centenario dalla morte dell’artista lombardo alle Scuderie del Quirinale…(da Treccani)

 



Interni scuri, completamente avvolti nella penombra se non per le luci che puntano l’attenzione sugli squarci di chiarore e i rialzi di biacca, che compaiono nei dipinti catalogati entro rassicuranti archi temporali.
Pareti in verde per indicare il periodo della giovinezza (1592-’99), rosso per la maturità (1600-’06) e grigio per quello dei continui spostamenti fino alla morte nel 1610.
Su Michelangelo Merisi da Caravaggio scattano a questo punto le prime certezze: la nascita avvenuta presumibilmente il 29 settembre 1571 e registrata il dì seguente a Milano nella parrocchia di S. Stefano in Brolo. L’alunnato di 4 anni presso il pittore Simone Peterzano, indicato da un atto notarile del 6 aprile 1584, e l’arrivo a Roma nel 1592, dove lavora nella bottega del Cavalier d’Arpino, regista artistico di numerosi cantieri.
A queste prime notizie, si aggiunge per il visitatore la sicurezza del privilegio di osservare in un unico luogo, senza interruzioni visive o – peggio – concettuali opere che messe insieme completano – unite alle informazioni sulle sue vicende personali -, l’idea che di Caravaggio si è venuta formando con maggiore insistenza dagli anni ’50 del Novecento ad oggi.
L’immagine dell’artista irruento e sanguinario, omicida e omosessuale, ma capace di grandissime prove inventive e non programmate rivoluzioni estetiche ha consentito che sulle sue spalle si costruisse un impero di mostre, teorie, attribuzioni di svariate opere senza considerare il comparto cinematrografico, teatrale, letterario fino alla discussa fiction Rai del 2007.
 
In attesa di trovarci di fronte a un ipotetico videogame, non resta che stropicciarsi gli occhi spogliando la lettura di Caravaggio da queste sovrastrutture per osservare ciò che rimane: i materiali, ossia le opere. Il terzetto Bacco (Uffizi), la Fiscella di frutta (Ambrosiana) e il Ragazzo con canestra di frutta (Galleria Borghese) apre alla produzione giovanile dei primi anni ’90 e pone in primo piano il passaggio dai sentori lombardo-emiliano conosciuti dal Peterzano, verso quella volontà di naturalismo nella rappresentazione, come è visibile nei noti particolari delle foglie accartocciate e dei pomi ammaccati o nella pelle arrossata dallo sforzo.
É iniziato il tempo delle committenze colte, attorno al 1595, frequentando il circolo del cardinale Francesco M. Del Monte per cui realizza I bari, la Buona Ventura e il Suonatore di liuto (Ermitage).
Musica, esperimenti scientifici, alchimia ma anche il mondo delle taverne dove s’intratteneva, sono tutti qui, nel volto ingenuo del fanciullo che sta per essere truffato, nell’astuzia degli occhi della chiromante e nell’estatica e languida espressione del fanciullo che suona lo strumento a corda. Mancano altri momenti di questa vita, come la Morte della Vergine del Louvre (qui ritrae con scandalo e conseguente rifiuto dell’opera dai committenti una prostituta affogata nel Tevere), e la Maddalena della Doria Pamphilj. Da questa collezione però arriva il Riposo durante la fuga in Egitto, dove l’aria tersa e la quiete mistica sono tagliate trasversalmente dal panno bianco dell’angelo, mostrano quanto Caravaggio fosse attento ad entrare nel cuore della situazione, dipingendo con estrema delicatezza l’unione della madre con il Figlio seguendo alla lettera il Cantico dei Cantici.
 
Toni più umbratili si vedono anche fuori dalla mostra, nella pittura a olio su muro del Casino Ludovisi e nelle tele con il ciclo su S. Matteo della cappella Contarelli, mentre per testimoniare quelle della cappella Cerasi in Santa Maria del Popolo, è presente la Conversione di Saulo della Odescalchi, unica opera su tavola e riconosciuta come prima versione rifiutata.
Fino al 1605 Caravaggio è richiesto da illustri committenti, come il banchiere Orazio Costa e il marchese Vincenzo Giustiniani, proprietario dell’Incredulità di S. Tommaso (assente all’appello), dell’irridente Amor vincitore e l’ Incoronazione di spine, dove appaiono dei seviziatori meno cruenti di quelli della Flagellazione del museo di Capodimonte, in mostra dal 12 aprile.
Altre committenze provengono dai religiosissimi Mattei della Cattura di Cristo e della prima Cena in Emmaus, presente insieme a quella realizzata nei feudi dei Colonna, dove si era rifugiato nel 1606 all’indomani dell’omicidio di Ranuccio Tomassoni. In quest’opera le indagini di restauro hanno scoperto la presenza di un’apertura sulla sinistra con uno sfondo paesaggistico, coperta in seguito da stesure brune per dare il senso della misera stanza dove avviene la rivelazione di Cristo.
 
Gli elettrici spostamenti del pittore, che risiede a Napoli per pochi importanti mesi in cui dipinge numerosi soggetti sacri, in Sicilia e a Malta si succedono poi attraverso
l’Annunciazione di Nancy dalla datazione incerta e dalla superficie rovinata che impedisce di comprendere correttamente la figura della Vergine. Si aggiungono
l’Adorazione dei pastori di Messina, dallo sperimentalismo prospettico delle figure, il piccolo Amore dormiente e il Davide con testa di Golia, ultima tragica opera dipinta per intercedere presso il cardinale Scipione Borghese e rientrare così a Roma, un desiderio inatteso, fermato dalla morte avvenuta nell’ospedale di S. Maria Ausiliatrice di Porto Ercole il 18 luglio 1610.
 
La figura di Caravaggio si consegna così inevitabilmente dalla storia al mito, dalle ombe alle luci della fortuna critica e commerciale.

Irene Tedesco

Info :
Roma, Scuderie del Quirinale
Via XXIV Maggio, 16
www.scuderiequirinale.it;
info@scuderiequirinale.it
Contatti: +39 0639967500 , +39 06696271
Orari: da domenica a giovedì 10.00-20.00; venerdì e sabato 10.00-22.30.
L’ingresso è consentito fino a un’ora prima della chiusura
Biglietti: intero 10€; ridotto 7.50€
Casino dell’Aurora (Casino Ludovisi) via Lombardia, 46
Orari: tutti i giorni, sabato compreso (non domenica) 9,30-13 e 14,30-17