altDopo aver espresso già nell’A.S. 2008/09 un giudizio globalmente negativo sui contenuti della riforma in atto, in quanto le riduzioni di risorse economiche e di personale causano l’impoverimento dell’offerta formativa e la dequalificazione della scuola pubblica in ogni ordine e grado sottolinea che il profondo allarme per la situazione della scuola pubblica si basa sui seguenti elementi:

 

 

 

 

 

 

 

MOZIONE APPROVATA DAL COLLEGIO DEI DOCENTI 

del Liceo Artistico di Treviso 

il 20 Settembre 2010

 

 

Al Ministero dell’Istruzione

All’Ufficio Scolastico Regionale

All’Ufficio Scolastico Provinciale

Ai Sindacati

e p. c. Ai genitori degli alunni dell’Istituto

 

Il collegio dei Docenti del Liceo Artistico Statale di Treviso nella sua riunione del 20 settembre 2010, 

PRESO ATTO CHE:

la legge 6 agosto 2008, n. 133 (piano programmatico del Ministero dell’Istruzione di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze) e la legge 30 ottobre 2008 n. 169 (disposizioni urgenti in materia di istruzione e università) configurano una ristrutturazione del sistema di istruzione in Italia, tesa unicamente al risparmio e priva di alcuna seria motivazione didattica;

Dopo aver espresso già nell’A.S. 2008/09 un giudizio globalmente negativo sui contenuti della riforma in atto, in quanto le riduzioni di risorse economiche e di personale causano l’impoverimento dell’offerta formativa e la dequalificazione della scuola pubblica in ogni ordine e grado sottolinea che il profondo allarme per la situazione della scuola pubblica si basa sui seguenti elementi:

 

  • l’aumento del numero di studenti per classe (in prima possibile fino a 35) che compromette:

         – l’efficacia dell’attività didattica e conseguentemente l’apprendimento di ogni singolo alunno,

         – la sicurezza, poiché, secondo le norme vigenti, nella maggior parte dei casi le aule non sono sufficientemente capienti;

  • i nuovi indirizzi sono stati stabiliti unilateralmente dal Ministero dell’Istruzione senza alcun dialogo con scuole e territorio;
  • la riduzione dell’orario scolastico motivata solo da esigenze di risparmio, che colpisce anche materie di indirizzo, tagliate irrazionalmente.
  • L’azzeramento delle ore a disposizione per le sostituzioni dei docenti assenti
  • La rilevante riduzione del personale docente, ed ATA
  • L’espulsione dei colleghi precari dalla scuola, anche dopo decenni di lavoro
  • L’impianto fortemente disciplinare e nozionistico, in primis dei Licei, che deprime fortemente l’offerta sul piano culturale e didattico, demotivando in maniera sostanziale gli allievi
  • La mancanza, ad oggi, di un piano di aggiornamento dei docenti ai nuovi indirizzi, programmi e discipline di studio
  • La mancanza – per molte materie – di testi adeguati alle nuove normative
  • Il blocco degli scatti di anzianità per il personale della scuola, esclusi i docenti di Religione, giustificato dall’introduzione di nuovi incentivi che però, allo stato, non sono stati neanche proposti
  • L’aver applicato la Riforma tramite Circolari e non Leggi, seguendo una procedura dichiarata illegittima dalla sentenza del TAR del Lazio del Luglio u.s. a causa delle forzature nei tempi e nei metodi.

Tutto ciò ha come risultato la creazione di una scuola pubblica all’interno della quale si rileva la sostanziale e grave compressione del dettato costituzionale per ciò che concerne il diritto allo studio e all’educazione permanente dei cittadini

  • PERTANTO il Collegio Docenti di questo Istituto invita tutti i suoi componenti ad aderire alle forme di lotta approvate dall’A.S. a maggioranza lo scorso 17 settembre e dunque: 

         – AD ASTENERSI DALL’ORGANIZZAZIONE E DALLA PARTECIPAZIONE ALLE GITE E AI VIAGGI DI ISTRUZIONE 

         – AD ASTENERSI, AL MOMENTO OPPORTUNO, DA TUTTE LE PROCEDURE DI ADOZIONE DEI LIBRI DI TESTO

         – E delibera di inviare il testo della presente mozione

Al Ministero dell’Istruzione

All’Ufficio Scolastico Regionale

All’Ufficio Scolastico Provinciale

Ai Sindacati

e p. c. Ai genitori degli alunni dell’Istituto

Agli organi di stampa

 

Treviso, 20 settembre 2010