Per tutte queste ragioni, il Collegio dei Docenti, delibera di non fornire neanche per quest’a.s. la propria collaborazione alla somministrazione, e alla conseguente tabulazione dei risultati, delle prove standardizzate previste dall’Invalsi per il prossimo mese di maggio.

 

 

 

 

 

 

 

 

Mozione del Liceo Artistico Statale “Giuseppe Damiani Almeyda” di Palermo contro S.N.V. e Invalsi

 

8 aprile 2013

Il Collegio dei Docenti del L.A.S. “G. Damiani Almeyda” di Palermo dell’8 aprile 2013 esprime la propria ferma contrarietà al regolamento sul Sistema Nazionale di Valutazione approvato dal Consiglio dei ministri, a camere sciolte, l’8 marzo scorso.

Con un colpo di mano un governo dimissionario ha infatti varato un atto normativo che stravolge il funzionamento delle scuole italiane sancendo il primato indiscusso dell’INVALSI nel determinare obiettivi e modalità di funzionamento delle scuole.

Il procedimento di valutazione si snoderebbe attraverso diverse fasi:

1. “Autovalutazione” secondo un format elettronico proposto dall’Invalsi e in base ai dati dell’Invalsi uniti a quelli del MIUR “scuole in chiaro”.

2. Valutazione esterna da parte di nuclei coordinati sulla base di protocolli definiti dall’Invalsi con la conseguente ridefinizione dei piani di miglioramento da parte delle istituzioni scolastiche.

3. Rendicontazione pubblica dei risultati del processo.

I protocolli di valutazione nonché il programma delle visite saranno definite dalla Conferenza per il coordinamento funzionale del SNV, presieduta dal Presidente dell’Invalsi.

Un regolamento quindi che costringe le scuole ad adeguarsi ai protocolli di valutazione dell’Invalsi basati sui test standardizzati, a formulare dei piani di aggiustamento basati sui criteri dell’Invalsi e a rendere pubblici i risultati raggiunti, per affermare compiutamente la concorrenza in base ad un presunto “merito” tra le istituzioni scolastiche.

La Costituzione afferma il principio della libertà di insegnamento. Considerate le modalità e le finalità previste dal suddetto D.P.R. sul S.N.V. appare, invece, evidente che tale meccanismo valutativo interviene come una forma pesante di condizionamento e di limitazione della libertà di insegnamento, che con il tempo piegherà modalità e pratiche didattiche al raggiungimento dell’obiettivo: dalla creazione di cittadini consapevoli a risolutori di quiz. Il procedimento di valutazione delineato nell’articolo 6 dello schema di dPR produrrebbe una forma di verifica dell’attività di ciascun docente, scuola e dell’intero sistema scolastico con pesanti effetti diretti ed indiretti di condizionamento dell’autonomia professionale del personale docente e più in generale della libertà di insegnamento del sistema scolastico nel suo complesso.

Il Collegio dei docenti

– ritiene che i rilevamenti Invalsi, anche accompagnati dai correttivi del cosiddetto “valore aggiunto”, non possano in alcun modo misurare il lavoro svolto a scuola e divenire criterio per stabilire se una scuola funzioni bene o male né che questo sia il loro reale obiettivo;

– denuncia la progressiva dequalificazione del sistema scolastico ridotto alla scuola-quiz e alle classifiche tra scuole ottenute attraverso i test;

– constata che l’immiserimento complessivo delle risorse assegnate alle scuole, l’aumento degli alunni per classe e la diminuzione del numero di ore di lezioni hanno accompagnato l’introduzione dei sistemi di valutazione basati sui test proprio perché restringono drasticamente il campo di ciò che si deve fare a scuola;

– prevede, come è già avvenuto negli stati in cui questi modelli organizzativi sono adottati, un rapido e umiliante proliferare di didattiche finalizzate ai test, la progressiva perdita di importanza strategica dei saperi disciplinari non sottoposti a verifica, la tendenza a falsificare i risultati nel momento in cui diventano decisivi per ottenere premi e punizioni;

– rivendica contro tale degrado la dignità dell’insegnamento, che invece si cerca di trasformare nella produzione in serie di competenze generiche per studenti anonimi e uniformati (e proprio per questo identificabili con un codice a barre). Un lavoro anonimo e dequalificato che non richiede i saperi e le competenze specifiche dei docenti ma quelle di semplici facilitatori-addestratori;

– ribadisce che una vera scuola pubblica deve essere centrata sul continuo miglioramento della sua qualità, perseguibile attraverso la formazione e motivazione di chi vi lavora nonché del miglioramento strutturale delle condizioni in cui si insegna, in primis con l’abbassamento del numero di alunni per classe.

Per tutte queste ragioni, il Collegio dei Docenti, delibera di non fornire neanche per quest’a.s. la propria collaborazione alla somministrazione, e alla conseguente tabulazione dei risultati, delle prove standardizzate previste dall’Invalsi per il prossimo mese di maggio.

(approvato a maggioranza con 2 contrari)