Sotto la direzione artistica di Nino Strano e la Sovrintendenza di Gianfranco Pappalardo Fiumara il Mythos Opera festival, reduce dal grande successo di Aida, ha offerto il 7 settembre sempre al Teatro greco di Taormina, tornato alla ribalta pur in emergenza Covid, un’altra serata di bella musica con la Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni, affidata nelle parti principali a due cantanti di consolidata fama ed esperienza: il soprano Giovanna Casolla nel ruolo (di cui è ormai esperta, basti ricordare la bella performance di Tindari dell’anno scorso con il Coro lirico siciliano)  della vera grande protagonista dell’opera, Santuzza,  e il tenore Piero Giuliacci nelle vesti di compare Turiddu.

Due voci ampie, spiegate, corpose, gestite con padronanza ormai assoluta, che hanno saputo dare vita ai due personaggi chiave, interpretandoli in modo icastico e poco facendo rimpiangere l’assenza di una vera e propria messinscena, compensata del rosso acceso del vestito della Casolla, simbolo di passione e gelosia, nonché dal bel frac del tenore.

 

Giovanna Casolla è stata una Santuzza superba, piena di pathos, con una vocalità pienamente calzante alla parte, caratterizzata da una rotondità vellutata e da estrema perizia nelle grandi arcate melodiche; Piero Giuliacci, che ha spesso dichiarato di amare il personaggio di Turiddu perché sanguigno e giovanile, ne ha espresso proprio l’aspetto più fremente con una vocalità ariosa, molto gradevole.

Convincente anche Alessio Quaresima Escobar come Alfio, adeguatamente seducente Clementina Regina nel breve ruolo di Lola e profondamente intensa la Lucia di Elena Kanakis, specialmente nel duetto finale con Turiddu. Tutti si sono mossi abilmente sulla scena fino all’annuncio della catastrofe «Hanno ammazzato compare Turiddu!» che ha siglato drammaticamente la vicenda, accompagnati dalla direzione di Antonino Manuli, che è riuscito ad ottenere dalla brava orchestra (forse sottodimensionata?), composta soprattutto da musicisti del teatro Bellini, un suono avvolgente e precisissimo nelle dinamiche, esaltando morbidamente i momenti di maggiore lirismo dell’opera, in particolare l’incantevole Intermezzo. Il coro Katane diretto da Marco Palazzo ha svolto egregiamente la sua parte in un melodramma dalle meravigliose parti corali.

Una bella Rusticana dunque. Il Mythos Opera festival continua a raccogliere successo di pubblico e di critica, confermandosi una valida realtà musicale dell’estate taorminese.

Silvana La Porta