altSin da quando vennero resi noti i risultati della valutazione delle prove scritte si è assistito ad una campagna di diffusione di notizie che, aiutate da una verbalizzazione quantomeno approssimativa, ha reso possibile parlare, come hanno fatto anche in questi giorni i titoli di giornale, di “concorso truffa” di “concorso con il trucco”…(riceviamo da un ds vincitore del concorso incriminato e pubblichiamo)



LA CAMPAGNA MEDIATICA DI DELEGITTIMAZIONE DEI DIRIGENTI DELLO STATO IN SERVIZIO

Sin da quando vennero resi noti i risultati della valutazione delle prove scritte si è assistito ad una campagna di diffusione di notizie che, aiutate da una verbalizzazione quantomeno approssimativa, ha reso possibile parlare, come hanno fatto anche in questi giorni i titoli di giornale, di “concorso truffa” di “concorso con il trucco” e si è fatto credere che la valutazione, almeno stando ai verbali, si sia attestata sempre sui due minuti e mezzo. Il fatto che i tempi citati non riguardassero che alcune sedute e che gli errori evidenziati, almeno dalle citazioni, concernessero un solo compito non è mai emerso. La Magistratura ha archiviato l’indagine relativa al comportamento della commissione con buona pace del “concorso truffa”.
Peraltro il TAR Lazio Prima sezione di Roma con sentenza del 23 maggio 2007, ha respinto il ricorso n. 4004 proposto da una candidata al concorso per uditore giudiziario (D.M. 17.10.2000), confermando la legittimità di correzioni ictu oculi stante criteri di valutazione delle prove scritte che sono sostanzialmente in re ipsa. Tale metro di giudizio è stato seguito dal TAR Sicilia nel respingere i ricorsi delle due candidate, sino allo stravolgimento delle sentenze da parte del CGA, che trova così modo di dare una portata “erga omnes” alle sue decisioni.
CONCLUSIONI
I partecipanti al concorso del 2004 non sono stati chiamati in causa e non hanno avuto la possibilità (costituzionalmente garantita) di difendere i loro diritti. Gli stessi hanno operato in modo deontologicamente corretto nel rispetto del valore del ruolo di dirigente dello Stato, di cui erano stati investiti e a tutela dell’immagine e della legittimità dello Stato stesso. Hanno subito un linciaggio mediatico di violenza inaudita senza reagire e pensando che la legittimazione data dallo Stato non potesse essere messa in discussione da persone il cui valore professionale non veniva riconosciuto per ben tre volte. Sono stati lesi concretamente nel ruolo, nella dignità e nella identità professionale e sono stati delegittimati nelle stesse sedi in cui operano anche a seguito di pesanti attacchi personali. Unica colpa è quella di avere partecipato ad un concorso pubblico ed avere superato tutte le prove previste, in particolare, dopo aver superato due prove orali, hanno frequentato, come previsto dal bando, un corso di formazione della durata di 9 mesi; durante questo corso, oltre alle attività in presenza, sono state svolte attività on line sul sito dell’INDIRE e ciascuno ha prodotto dei lavori individuali che sono stati valutati da responsabili ministeriali della piattaforma. Infine i futuri dirigenti hanno svolto 65 ore di tirocinio presso una istituzione scolastica con la guida di un DS tutor e hanno prodotto un progetto e una relazione finale soggette anche queste a valutazione. Insomma alla fine di tutto il percorso del Concorso e del corso di formazione, i dirigenti vincitori del concorso hanno avuto altri momenti in cui le loro competenze professionali sono state valutate da soggetti diversi dalla commissione esaminatrice. E’ del tutto evidente che la mancata soluzione a questa complessa vicenda determinerebbe l’avvio di un colossale contenzioso sia in sede amministrativa che in sede civile per risarcimento danni, da parte di tutti coloro che ne hanno legittimamente diritto e avverso tutti i soggetti che in diversa maniera e misura hanno determinato il danno derivato ai dirigenti in servizio presso un terzo delle scuole siciliane.
Lettera firmata