Perchè è sbagliato il tetto del 30%
Francesca Puglisi – Responsabile scuola PD

Il ministro Gelmini con l’annuncio della sua circolare sul tetto del30% all’accesso degli alunni stranieri nelle classi, cerca di rispondere ad una giusta preoccupazione, quella di non creare classi ghetto, con un metodo sbagliato e come spesso è giàaccaduto, confondendo l’opinione pubblica con la propaganda. Come la stessa circolare riconosce, è sbagliato pensare che ogni bambino immigrato costituisca di per sé “un problema” per la didattica della classe.Chi ha già frequentato la scuola dell’infanzia o addirittura è nato nel nostro Paese, ha le stesse competenze linguistiche dei bambini Italiani. Nella scuola pubblica arrivano studenti immigrati,con competenze ed esperienze molto diverse: per effettuare una vera integrazione che valorizzi le capacitàdi ciascuno studente, seguendo il modello dellascuola interculturale, occorre valorizzare ed investire sull’autonomia scolastica, offrendo risorse e supporto.Un esempio è quello della Regione Emilia-Romagna che, per rispondere ai tagli del Governo, ha investito oltre 7 milioni di euro sull’istruzione pubblica, attribuendo le risorse direttamente all’autonomia scolasticaanche per progetti di integrazione culturale.Risorse che vengono utilizzate dai dirigenti scolasticiper rafforzare laboratori di alfabetizzazione, assumereeducatori, svolgere attività di integrazione.Il problema delle classi ad altissima densità di presenza di alunni immigrati esiste, perché esistono in alcune città italiane, i quartieri ghetto. Ho letto quantoscrive lo storico Gotor sul Sole 24 ore che sostienel’ipotesi di “spalmare” gli alunni in tutti i quartieri.Ma agli studenti stranieri e alle loro famiglie non si puònegare il diritto di scegliere un istituto vicino alla propriaabitazione o in base al piano dell’offerta formativa proposta. Pensa forse la Gelmini di organizzare pulmini di piccoli portati (o deportati) da una scuola all’altra, per soddisfare i suoi irrealizzabili criteri? Cosa ancora più grave è poi unire l’idea del tetto del 30%,alle classi di inserimento. Queste infatti sarebbero classi miste per età, mentre le misure per l’integrazione non possono prescindere proprio dall’inserimento nella comunità dei pari e devono essere svolte in paralleloalle attività ordinarie o attraverso una differenziazione della didattica. La Gelmini restituisca, piuttosto, alla scuola primaria le ore di compresenza, utilizzatedai maestri e dalle maestre anche per aiutare i bambini più deboli e riassegni il distacco ai maestri e maestre che supportavano in ogni istituto l’alfabetizzazione, un patrimonio di esperienze e competenzeche è stato completamente gettato. È solo investendo sull’educazione sin dalla primissima infanzia, che possiamo assicurare pari opportunità, uguaglianza e vera educazione, quindi per prima cosa chiediamo al governo un piano straordinario per garantire a tutti i bambini e bambine asilo nido e scuola dell’infanzia.


(DA L’UNITA’) FRANCESCA PUGLISI