Unità: Bersani, taglio epocale. Così si nega futuro ai nostri ragazzi
05-02-2010

La scuola superiore targata Gelmini non piace né all’opposizione, né a sindacati e docenti. Quel riordino di licei e istituti tecnici che il ministro dell’Istruzione definisce «epocale» e il premier Silvio Berlusconi assicura che ci metterà in linea col resto dell’Europa, per Pd, Idv e sindacati è il frutto dei tagli alla scuola pubblica decisi dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Il ministro dell’Istruzione definisce la riforma «epocale», «senza alcuna impronta ideologica, né pregiudizi di sorta», ne illustra i contenuti in una conferenza stampa con il presidente del Consiglio che copre di elogi la novella sposa («Invece di andare a fare il viaggio di nozze, il ministro è rimasto a lavorare ») e la sua riforma («Ci metterà in linea con gli altri paesi europei »). Ma le critiche sono una valanga. Per il numero uno dei democratici Pier Luigi Bersani «il riordino della scuola superiore del governo non è una riforma, è un taglio epocale alla scuola pubblica italiana che ci allontana dall`Europa e nega pari opportunità di vita, di educazione e di lavoro ai ragazzi e alle ragazze del nostro Paese. Un taglio di risorse, di competenze e di tempo: questa è la sostanza del cosiddetto riordino». «La scuola superiore, caro presidente, non sforna ragazzi come da lei testualmente affermato, la scuola ha il compito di formarli ed educarli ».È la replica di Giuseppe Fioroni, responsabile Welfare del Pd, a Silvio Berlusconi. «Spiace osservare – ha aggiunto riferendosi a quanto dichiarato dal Premier a proposito della riforma delle superiori – cosa sia diventata la scuola nelle parole, dunque anche nel pensiero, del presidente del consiglio». «Possiamo discutere su quanto questa formazione sia adeguata – ha proseguito Fioroni- ma non possiamo offendere chi ogni giorno nella scuola ci lavora con passione educando i nostri figli. Quello che è certo, invece, è che fare della scuola il bancomat del governo, approvando tagli di ore e di personale per fare cassa e camuffando tutto sotto la parola riforma è solo un altro modo per umiliarla». Parola analoghe da Anna Finocchiaro, capogruppo pd in Senato: siamo sbalorditi e turbati di fronte alla superficialità con cui il governo ha dimostrato di voler risolvere i gravi problemi che affliggono la scuola italiana». «Spacciare per riforma epocale della scuola superiore – continua la Finocchiaro – quella che altronon è cheuna serie di misure det tate da necessità di cassa ci sembra davvero una enormità». Bocciano la riforma Gelmini anche i docenti: «La nostra posizione non può che essere fortemente critica », afferma il coordinatore nazionale della Gilda degli insegnanti, Rino Di Meglio. E per Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil, «ciò che il governo ha approvato non è una riforma ma solo una rigorosa applicazione dei tagli decisi dal ministro Tremonti». Lapidaria la Rete degli studenti. Una «carnevalata»: «Va bene che è Carnevale, ma ogni scherzo vale solo quando non si tratta del futuro dei giovani e del Paese! Con questa riforma si danno meno opportunità e meno formazione. «La Riforma – osserva – è fatta per fare cassa, proprio su questo punto il ministro tenta una difesa che non ha argomentazioni: il riordino della scuola secondaria è figlio prima di tutto dell’esigenza di risparmiare sulla scuola pubblica. Ma c’è molto di più: c’è l’idea che la scuola pubblica debba essere ridotta ai minimi termini, violando l’idea Costituzionale per cui la scuola deve essere per tutti e di tutti