Non poteva mancare, nella lunga e convincente stagione sinfonica del Teatro Massimo Bellini, una serata dedicata alla musica di casa nostra, quei deliziosi compositori italiani che diedero un grande impulso, alla fine dell’Ottocento, alla rivalutazione delle sonorità della nostra nazione.

E davvero sono state una piacevole sorpresa per tutti gli intervenuti, sabato 28 aprile le musiche, dirette dal bravo Salvatore Percacciolo,  della Sinfonia del mare di Gian Francesco Malipiero, il Concerto in mi bemolle maggiore per arpa e orchestra classica di Ildebrando Pizzetti e La giara, suite sinfonica per tenore e orchestra op. 41 bis di Alfredo Casella, pagine di splendida fattura, dalla ricchezza timbrica calda di Malipiero alla dolcezza di Pizzetti, che ha visto come solista l’arpista Giuseppina Vergine, che ha,  con la sua tecnica precisa e le sue doti interpretative, ha sottolineato adeguatamente le  caratteristiche del lirismo pizzettiano, dialogando efficacemente con oboe e corno, con punte di virtuosismo strumentale dell’arpa. Bello anche il bis, richiesto a gran voce dal pubblico, la Danza del fuoco di David Watkins, che ha incantato gli ascoltatori.

Speciale anche la seconda parte del concerto, la suite sinfonica dal balletto basato sulla Novella di Luigi Pirandello del 1924. La giara, perché profondamente siciliana. Infatti proprio la musica folkloristica della bella Trinacria costituisce la base di questa vivace composizione,  un susseguirsi di danze brillanti e festose, finemente orchestrate, tra le quali spicca una vivace Tarantella, mentre desunto dalla raccolta di canti popolari di Alberto Favara è il secondo movimento, La storia della fanciulla rapita dai pirati, che ha visto l’efficace intervento del tenore Rosolino Claudio Cardile.

La musica tricolore ha così offerto una serata all’insegna del sentimento e della passione mediterranee, l’Italia è sempre l’Italia…

Silvana La Porta