Il 4 giugno verranno ufficialmente comunicate le date delle prove scritte del nuovo concorso dirigenti, visto che il precedente è stato annullato dalle ormai celeberrime sentenze del Cga. Naturalmente esultano i ricorrenti, imprecano i dirigenti vincitori, ormai in servizio da anni, che dovranno, loro malgrado, rimettersi in gioco..di Silvana La Porta

 

protestano coloro che vorrebbero una nuova fase di preselezione, visti i numerosi ammessi con riserva, che poi hanno finito, riserva o no, per sostenere le prove e qualcuno anche a diventare preside.

Questi sono, o meglio sembrano, i sentimenti dominanti. Perché poi, a parlare con gli interessati delle varie “fazioni”, i risultati sono ben altri. Partiamo dai presidi vincitori. Sono stremati psicologicamente da tutta la vicenda. Hanno intrapreso, sentenza o non sentenza, un lavoro nuovo e difficile, e sempre, giorno dopo giorno, con la spada di Damocle sulla testa. Si profila all’orizzonte quasi quasi anche la possibilità di dovere restituire le retribuzioni percepite in un ruolo che la magistratura ha deciso non gli spettava. Cosa significherà per loro ripetere le prove? Rimettersi in gioco, dovere dimostrare a tutti che valgono e che, come hanno superato il primo concorso, supereranno il secondo. Molti di loro hanno un’età vicina alla pensione e magari non se la sentiranno di scendere nuovamente in campo. Penseranno di andarsene in pensione da insegnante e buonanotte alla presidenza e a questo megapasticcio.

Poi ci sono i ricorrenti. Hanno lottato con tutte le loro forze per fare invalidare un concorso che ritenevano inficiato da parecchie irregolarità. La magistratura ha dato loro ragione. Ma anch’essi sono stremati. Devono rimettersi in campo, riprendere a studiare, sottoporsi a uno stress psicologico notevole: e davanti c’è sempre lo spauracchio di un’ennesima bocciatura che darebbe ragione ai loro antagonisti. E’ paradossale, lo ammettiamo, ma non tutti ripeteranno le prove. C’è stanchezza e sfiducia nel sistema concorsuale.

Infine ci sono pure i malcapitati. Cioè coloro che sono stati bocciati alle prove scritte, ma non hanno fatto ricorso. Per questi un meteorite si è abbattuto sul loro capo. Anche loro dovranno ripetere il tutto. E, a sentirli parlare, non ne hanno molta intenzione. Io ripeto le prove? Io mi rimetto in questa bagarre feroce, che non sai come ti finisce e, se poi lo superi, quasi quasi vieni accusato di non avercela fatta da solo? Nemmeno per scherzo. Non ci vado a Palermo, se lo facciano gli altri ‘sto concorso, che ormai è diventata una farsa, altro che un concorso.

Insomma il 4 giugno verranno divulgate le date delle prove scritte. Ma chi andrà davvero a sostenerle? Le guerre lunghe stremano e abbattono. E ormai l’atmosfera è di rassegnazione e quasi abulia. A tutto vantaggio di chi ci proverà ancora una volta.


Silvana La Porta