Che cosa sta succedendo nella famosa, vexata quaestio del concorso dirigenti in Sicilia. Cioè: qual è lo stato dell’arte? Proviamo a fare una sintesi. Dunque sono state fissate le date delle nuove prove, il 14 e il 15 ottobre…di Silvana La Porta


Date non proprio vicine, mentre la sentenza del Cga, del novembre 2009,  doveva essere immediatamente esecutiva. Ma l’immediatamente è stato sostituito dal poi. Con motivazioni, a una prima lettura, abbastanza valide. Ci sono gli esami di stato e di scuola medie e molti dei partecipanti saranno impegnati in essi, il personale di sorveglianza a luglio e ad agosto è in ferie e quindi chi sorveglia durante l’espletamento delle prove? I presidi vincitori poi a luglio e agosto lavorano per garantire il corretto inizio dell’anno scolastico: e come fanno a mettersi a sostenere due impegnative prove come quelle previste dal bando? Per non parlare delle prove per dirigente tecnico che, fino a qualche giorno fa, si credevano imminenti e avrebbero dovuto svolgersi il 6 settembre: e quanti concorsi dovevano fare i candidati?

Così col fresco autunnale si era deciso di far tornare all’esame tutti coloro che ne avevano diritto.  Ma ecco il colpo di scena: il Cga commissaria l’Usr e nomina un commissario ad acta per accelerare la rinnovazione delle prove scritte. L’amministrazione viene, infatti, ritenuta inerte e tardiva nelle decisioni. Si pone, dunque,  la Commissione Giudicatrice sotto la tutela di una persona di fiducia del Presidente del CGA che, visto il ruolo di arbitro che dovrebbe esercitare nella procedura, nella correzione degli elaborati e nella determinazione dei risultati, dovrebbe astenersi da qualunque interferenza interna ai lavori. Il commissario ad acta incaricato, dr. Chiarenza Millemaggi, è lo stesso Giudice che, col presidente, nella Camera di Consiglio del 5 novembre 2008, è intervenuta al fine di dare ragione alle ricorrenti annullando gli atti del Concorso espletato tre anni prima.

Dinanzi a tale improvvisa accelerazione della cosa, i presidi vincitori e beffati non se ne stanno, però, con le mani in mano: chiedono l’immediata revoca della sentenza del Cga. Altro che nuove prove.

La tesi sostenuta è la seguente: non è stata concessa ai 426  la possibilità di opposizione e quindi viene richiesta la revoca della sentenza del CGA (per vizio di forma) con immediata sospensiva.

E’ stata fissata  la data, ma non è stata concessa la sospensiva richiesta. E’ una  tesi che i 426 hanno portato avanti già con la opposizione di terzi. Nulla di nuovo sotto il sole d’oriente. Ma per loro rappresenta un ulteriore tentativo di recuperare tempo in attesa che un emendamento (fantasma) appaia all’improvviso nella legge di conversione del decreto legge sulla manovra finanziaria, che possa  salvarli dal dover rifare il concorso. Ma fra le oltre 14.000 pagine di emendamenti (la manovra sarà oggetto di fiducia), le quattro righette sulla sanatoria  saranno oggetto di attenzione da parte di qualcuno?

 

Silvana La Porta