Miur al lavoro in vista del bando: 80 mila cattedre, dentro le 15 mila avanzate dal piano Renzi. Le assegnazioni regionali definite in una seconda fase…

Alessandra Ricciardi

Non è ancora finita con il mega piano assunzionale. Eppure ai piani alti di viale Trastevere la sensazione è che il peggio sia ormai passato. Nonostante tutti i problemi legati all’esodo forzoso dei neo assunti e l’incognita di quanti effettivamente saranno immessi in ruolo con l’organico potenziato, oltre 80 mila immissioni saranno fatte con il piano Renzi e al massimo per metà novembre ciascun docente sarà in cattedra.

Intanto al Miur la prossima settimana entreranno nel vivo i lavori del gruppo che dovrà stendere il bando per il prossimo concorso: è questa la sfida del 2016 del ministro dell’istruzione Stefania Giannini.

E se quella delle assunzioni è stata giocata in larga misura in punta di politica a palazzo Chigi, sul nuovo reclutamento è la Giannini che dovrà metterci la faccia. Su un punto il ministro è stato chiaro con i suoi: entro il primo dicembre il bando deve essere pronto, senza nessuno slittamento. Solo così si dimostra che il piano assunzionale si inseriva per davvero in un progetto politico chiaro di abbattimento della precarietà e di stabilizzazione della scuola.

In palio andrebbero circa 80 mila posti, giacché al fabbisogno triennale calcolato in 65 mila docenti si vanno ad aggiungere, secondo le stime al momento disponibili, le 15 mila cattedre che con le immissioni di quest’anno non sarà possibile coprire per carenza di candidati titolati. Gli 80 mila nuovi ingressi dovrebbero riuscire anche a dare risposta quasi definitiva ai precari Gae e agli abilitati di medie e superiori, mentre rimarrebbe il problema per l’infanzia e le elementari, le cui graduatorie sono in overbooking cronico. Le richieste che arriveranno dalle scuole per il potenziamento saranno la traccia, è un’altra delle piste di lavoro, su cui definire i fabbisogni del nuovo reclutamento.

Ma c’è un’incognita che rende comunque difficile stabilire gli esatti contingenti e soprattutto la loro destinazione territoriale ed è la mobilità che sarà fatta il prossimo anno. Mobilità alla quale parteciperanno in massa i docenti assunti quest’anno su sedi distanti da quella di residenza. Definire i posti da mettere a gara a livello regionale senza sapere quanti di quelli disponibili oggi saranno coperti con trasferimento nel 2016 è impresa pressoché impossibile.

Salvo non stabilire che le procedure concorsuali sono regionali, ma i posti sono definiti a livello nazionale.E poi ripartiti sul territorio in una seconda fase. Un’ipotesi che è stata già formulata al Miur e che ora tocca ai tecnici esaminare in quanto a sostenibilità, visto che si tratterebbe di un intervento a normativa invariata.

da Italia Oggi