Seguendo le vicende dell’ormai ex DDL Siragusa, oggi Legge 202/10, ci siamo sentiti nella condizione di dovere esprimere il nostro parere e, come purtroppo alla fine, anche la nostra indignazione per lo schiaffo alla democrazia che quella ex proposta ha voluto dare ai cittadini d’Italia…(inviato in redazione dal Comitatoliberie docenti)



Animati da questo presupposto abbiamo più volte manifestato il nostro pensiero cercando di parteciparlo a quanti più possibile, attraverso i blog, nella speranza di essere condiviso o anche criticato costruttivamente; eravamo e siamo disposti a modificare il nostro pensiero in presenza di argomentazioni valide e significative, ma ad oggi coloro i quali hanno sostenuto la validità di quella proposta (oggi Legge 202) non ci hanno assolutamente convinti.

Rimaniamo fermi nel considerare la “leggina” una sanatoria che, invece che sanare, ha soltanto posto le premesse e le basi per allargare sempre più il divario esistente tra gli onesti ed i meno onesti Ciò premesso, ed alla luce dell’articolato della legge stessa, abbiamo voluto giocare cercando di immaginare quali possano essere le insormontabili fatiche del nuovo “concorso pubblico” a cui gli ex vincitori, gli idonei e i bocciati dell’ex concorso annullato dal CGA Sicilia si dovranno sottoporre. Il legislatore, nella persona dei componenti le due commissioni deliberanti, ha pensato bene di inventare nuove modalità concorsuali attraverso cui ponderare significativamente le competenze pratiche e teoriche degli ex candidati,  sgravandoli dal sostenere un “comune esame” poiché avrà considerato le immani fatiche cerebrali cui questi sono stati sottoposti nel corso degli anni.

Non capiamo come si possa, grazie alle prove per altro già preannunciate, ridare buon nome e rispettabilità ad un concorso così gravemente ed irrimediabilmente compromesso; non c’è traccia alcuna o sospetto di meritocrazia, appare soltanto un disperato tentativo di confermare lo sconvolgimento di tale concetto in favore di una politica classista, lobbistica che premia esclusivamente coloro i quali ne fanno parte e discrimina invece gli altri, perpetuando nel contempo un sistema fatto di privilegi, esenzioni ed immunità.

Non spetta a noi giudicare la costituzionalità della Legge 202, certo è che anche chi a suo tempo si vide il compito analizzato in televisione (mi manda rai3), ed evidenziare gli strafalcioni grammaticali segnati in rosso, oggi avrà non soltanto la possibilità di riprovare il concorso, ma ha la certezza che, nonostante tutto, manterrà la poltrona; certo, nel suo caso dovrà esporre e dare atto non solo dell’esperienza maturata, ma anche del corso intensivo di grammatica e sintassi cui avrà logicamente partecipato (e qui casca l’asino dell’anonimato).

Infatti, non si paventa neanche lontanamente lo spettro di una eventuale cilecca da parte dei 426 (neanche di uno), come dire che la loro “esperienza maturata” può essere soltanto positiva agli occhi di una commissione preposta a valutarli; anche perché la commissione dovrà, in caso contrario, a quel punto o non considerare gli errori di grammatica o altrimenti …. sanare gli eventuali errori che potranno ripresentarsi, considerando quelli passati “giurisprudenza” e quindi non errori, ma entrati lecitamente nelle regole dell’Accademia della Crusca, così al prossimo concorso tutti saremo autorizzati ad infrangere le regole basilari della grammatica, in quanto tutelati dalla sanatoria 202 che costituirà  precedente giuridico.

La commissione dunque sarà istruita all’ottimismo, ovvero dovrà necessariamente giudicare i 426 comunque vincitori, anche perché non è contemplato, nella 202, il caso contrario di valutazione negativa e la relativa contromisura.

Vogliamo essere buoni e cercare di ragionare come chi la legge l’ha concepita o l’ha votata, nella speranza di riuscire a capire qual è la vera ratio (che a tutt’oggi comunque non comprendiamo…o forse comprendiamo troppo). Nella logica della nascente meritocrazia, che dovrebbe governare l’ascesa professionale e l’avanzamento di carriera dei lavoratori della scuola, a questi novelli dirigenti si riconosce il merito: di aver partecipato ad un concorso viziato sin dall’inizio da una legge sanatoria riguardo i titoli di ammissione; di aver partecipato ad un concorso i cui elaborati non sono stati in gran parte corretti; di aver partecipato ad un concorso che è stato annullato e poi fatto risorgere; di aver partecipato ad un concorso che prevede come elaborato da valutare la relazione sull’”esperienza maturata” (che non è compatibile alla prerogativa dell’anonimato); di aver partecipato ad un concorso che prevede lo svolgimento di un “tema a piacere”; di aver partecipato ad un concorso che si basa sulla ricorrezione di elaborati già valutati (negativamente); di aver partecipato ad un concorso che, a fronte dei 200 posti inizialmente previsti, metterà a disposizione un numero di “sedie e poltrone” almeno triplo o quadruplo; di aver partecipato ad un concorso che, per assegnare l’incarico messo in gioco, priverà per anni ed anni tutti gli altri legittimi aspiranti a poter concorrere per lo stesso posto di lavoro; di aver partecipato ad un concorso i cui termini di svolgimento sono stati elaborati “ad personas”, contrariamente a quelli previsti dalla normativa vigente; di aver partecipato ad un concorso i cui “vincitori” sono stati dipinti come artefici in primis di illegalità, pur dovendo occupare un posto e svolgere una funzione teoricamente paladina della legalità stessa. Se è prevalsa la logica che si intendono vincitori coloro i quali ebbero i compiti corretti e valutati positivamente, sarà pure vero che la stessa logica dovrebbe esserci per quanto riguarda gli altri  compiti valutati negativamente. Allora perché rivalutare soltanto i compiti degli ex bocciati? Guarda caso furono corretti a suo tempo soltanto quelli dei bravi? Che sensitivi quelli della commissione, roba da striscia la notizia!


Quali potranno mai essere i titoli delle tracce da assegnare? Abbiamo provato ad ipotizzarne alcuni, compatibili con l’iter del concorso stesso:


  • Tenendo conto dell’esperienza professionale maturata nel triennio, elabori il Candidato un Codice deontologico e precisi attraverso quali modalità e procedure si proponga di corrispondere alle esigenze di valorizzazione della professione docente e dirigente.


  • Illustri il candidato le strategie e le tecniche innovative, alla luce delle nuove riforme, tendenti o miranti  al superamento dei tradizionali sistemi di accesso ai ruoli dirigenziali della Pubblica Amministrazione,  inserendoli nella più ampia prospettiva dei processi innovativi della scuola dell’autonomia.


  • Sulla scorta dell’esperienza maturata, soprattutto nel campo del diritto (vituperato), il candidato esponga possibili scenari di aggiramento di norme e regole, comprese le sentenze, attraverso cui  è possibile ottenere lo scopo prefisso rimanendo formalmente nella legittimità riconosciuta dalle leggi. Il candidato indichi in dettaglio quali supporti organizzativi deve porre in essere il Dirigente scolastico per favorire l’ascesa al ruolo in vista della formazione di alunni consapevoli e preparati.


  • Esponga il candidato quali strumenti di conoscenza della popolazione utente e del territorio in cui insiste l’istituto scolastico, che si è trovato a dirigere, ritiene utile mettere in atto e quali modalità educative e formative reputa più idonee per agevolare la riscoperta dei valori sui quali deve fondarsi ogni convivenza civile e democratica.


A tutti noi, adesso, cominciare il gioco e fare ipotesi di quale convivenza civile o cittadinanza potranno mai parlare? Di quale visione di Legalità si potranno mai fare ambasciatori?  Quale attendibilità potrà mai avere un Leader che ha usurpato il posto a chi invece ha studiato, frequentato corsi, conseguito master ecc.ecc.?


Questa legge serve unicamente a giustificare “legalmente” l’ingiustizia commessa, come dire che, da ora in poi,  costoro potranno asserire che è legale perchè la legge c’è, e questo basta (per loro), non per noi comuni cittadini!


15 Dicembre 2010

ComitatoLiberiDocenti