Continua la stagione “Un palcoscenico per la città” al Teatro Sangiorgi che l’8 febbraio ha visto in scena un omaggio a Francesco Paolo Tosti. Chi era costui? Un celebre compositore di romanze e cantate che a fine Ottocento vantò straordinarie collaborazioni come quella con Gabriele D’Annunzio, Salvatore Di Giacomo, Ada Negri, Antonio Fogazzaro, Giosuè Carducci

In una sorta di didascalica presentazione l’avvincente voce recitante (e a tratti anche cantante) di Toti Sapienza ha fatto davvero rivivere, con un excursus sulla vita del musicista, emozioni e sentimenti d’antico sapore. Convincenti le interpretazioni di Angela Curiale e Marzia Catania e di Alfio Marletta Valori, e l’esecuzione dei brani di Antonino Capizzi al violino e Giovanni Raddino al pianoforte.

Da Non t’amo più a L’ultima canzone fino a Ideale, Sogno, A vucchella si sono susseguite melodie e parole d’altri tempi, non senza punte di vere altezze poetiche come nella bellissima romanza Vorrei morire.

Sappiamo che per un lungo periodo la critica musicale del Novecento espresse una valutazione negativa nei confronti della “romanza” di fine Ottocento. Pensiamo al durissimo giudizio di Ildebrando Pizzetti nei riguardi dei compositori italiani: “Quando vogliono scrivere delle romanze, scelgono, fra tutte le poesie che hanno sott’occhio, le più insulse, le più sciocche, o, per averle come essi le desiderano, se le fanno scrivere apposta da qualche amico compiacente…”).

Eppure riascoltate oggi, in un’età di triste tramonto del romanticismo, queste vere poesie in musica hanno fatto un effetto piacevole sul numeroso pubblico intervenuto. Bene diceva il critico Filippo Filippi: “Paolo Tosti, agli occhi della critica, ha un merito a cui ben pochi arrivano: quello di essersi fatto uno stile così suo, che a leggere le prime battute di un qualunque suo componimento, senza saperne l’autore, si dice subito: è Tosti.”

Un Tosti tosto quello del Sangiorgi. Condito anche da un simpatico bis su Marechiare che ha messo tanta allegria finale.

Silvana La Porta