Nel pomeriggio di giovedì scorso (19 giugno), si è svolto presso il Miur un incontro sull’ organico dei dirigenti scolastici a.s. 2014/2015 e sul conferimento e mutamento di incarichi a.s. 2014/2015…
Per quanto riguarda il primo punto, l’Amministrazione ha informato che a causa della mancata intesa nella Conferenza unificata sulla programmazione della rete scolastica, i criteri di individuazione delle istituzioni sottodimensionate saranno gli stessi dello scorso anno scolastico. Secondo i dati forniti, vi sono 470 istituzioni sottodimensionate, su un totale di 8.513. Saranno attivati Cpia (per un totale di 52 sedi) solo in alcune Regioni e ciò in Emilia Romagna, in Lombardia, in Friuli Venezia Giulia, in Piemonte, in Puglia, in Toscana, Umbria e Veneto.
Le OO.SS. unitariamente hanno sottolineato la necessità di chiarire una volta per tutte quali siano i criteri per individuare le istituzioni scolastiche sottodimensionate e se ciò si debba fare riferimento all’organico di diritto o di fatto dell’anno scolastico di riferimento. E’ stato poi sollevato il problema delle sedi amministrative dei Cpia che, secondo notizie in possesso delle OO.SS., sono in alcuni casi inesistenti o addirittura allocate in strutture alberghiere. Si è ribadita comunque l’assoluta necessità che prima delle operazioni di mutamento di incarico siano attribuiti e resi pubblici i codici meccanografici di queste nuove istituzioni.
L’Amministrazione ha anche reso noto che non sono ancora disponibili dati definitivi sul numero dei posti vacanti. Il Miur ha comunicato che il numero delle richieste di trattenimento in servizio dei dirigenti oscilla tra 140 e 150, osservando che le determinazioni per il relativo accoglimento dipenderanno dalla presenza o meno nel decreto legge, varato dal Consiglio dei ministri venerdì 13 giugno scorso ma al momento ancora non in G.U., di un espresso divieto dei trattenimenti suddetti. –

Ecco perché tarda l’ok al decreto
ROMA – Ad una settimana dal Consiglio dei Ministri non sono ancora in Gazzetta Ufficiale i testi del decreto legge di riforma della pubblica amministrazione e di quello sulla competitività delle imprese. Il pacchetto era stato approvato tutto insieme dal CdM ma è noto che al Colle i provvedimento omnibus non piacciono e quindi si sono dovuti spacchettare e consegnare all’attenta lettura da parte della presidenza della Repubblica solo in queste ultime ore, da qui il ritardo nella pubblicazione in G.U. . Ma già si sa che alcune norme varate dal Governo potrebbero essere stralciate perché non si configurerebbe il carattere d’urgenza e quindi l’inopportunità di inserirle nel decreto legge. Non ci sarà lo stravolgimento complessivo della riforma, ma è quasi certo che il riassetto della dirigenza verrà incluso nel ddl delega, anche se si trovava nel dl, come anche il divieto di attribuire incarichi dirigenziali a personale già in pensione. (c.c.)

Si prevede comunque di procedere ad assunzioni su tutti i posti vacanti utilizzando le graduatorie del concorso indetto nel 2011, graduatorie che, come è noto, sono state dichiarate ad esaurimento (L. 128/2013).
Le Organizzazioni sindacali unitariamente hanno rilevato che i trattenimenti in servizio non dovrebbero essere concessi là dove le graduatorie di concorso non sono esaurite, dovendosi contemperare         l’interesse dei richiedenti con la necessità di procedere tempestivamente all’assunzione di nuovi dirigenti, soddisfacendone le legittime aspettative.
Il secondo punto all’ordine del giorno era relativo ai conferimenti e mutamenti di incarico per l’a.s. 2014/2015. L’amministrazione ha consegnato una bozza di nota con disposizioni generali rivolte agli Usr. Sostanzialmente il testo è simile a quello predisposto lo scorso anno. Si prevede però esplicitamente che gli Usr possano individuare ulteriori o diverse regole, rispetto a quelle prospettate a livello centrale, per l’individuazione del dirigente soprannumerario (individuazione per la quale è richiamata la corretta applicazione della legge 104/1992) e per il conferimento delle reggenze.
Le OO.SS. hanno chiesto che fosse inserita nel testo della nota la possibilità, per chi ha avuto la sede fuori della Provincia di residenza per effetto del dimensionamento, di poter chiedere il mutamento di incarico e il ritorno ad una sede della propria Provincia, pur in vigenza di contratto. Si è inoltre sottolineata la necessità di procrastinare la prevista scadenza del 30 giugno per la presentazione della domanda di mutamento di incarico, data che sarebbe quasi impossibile rispettare, considerando i tempi di diffusione della nota stessa e gli adempimenti da realizzare a livello regionale.

Di Ninni Bonacasa da Ceripnews