Grande Giornata della donna l’otto marzo al Teatro Massimo Bellini, che ha colto l’occasione per celebrare, nell’ambito della Stagione sinfonica, una grande donna, Dora Musumeci, una delle prime pianiste jazz della storia d’Italia,  che è stata ed è un vanto tutto etneo.

La serata è stata introdotta dal direttore artistico del teatro, Francesco Nicolosi, che ha ripercorso in modo commovente la brillante carriera della pianista fino al tragico epilogo (muore falciata da un auto nella sua Catania nel 2004), mentre, sullo sfondo, scorrevano bellissime immagini delle sue esibizioni più famose: il padre Salvatore Musumeci, detto Totò, era infatti proprio violinista presso il Teatro Bellini e, intuito l’eccezionale talento, avviò la figlia allo studio della musica sin da bambina.

E quale compositore poteva essere più adeguato, per la celebrazione di questa enfant prodige, di George Gershwin, l’iniziatore del musical americano, artista poliedrico ed eclettico, capace di spaziare dalla musica colta al jazz? La parola, anzi la musica è passata allora al Gershwin Quintet,  con Letizia Ragazzini al sax soprano, Mariella Donnaiola al sax contralto, Isabella Fabbri al sax tenore, Alessia Berra al sax baritono e Maria Giulia Cester al pianoforte. Cinque donne, quattro sassofoniste e una pianista, per un’esibizione corposa, a tratti scintillante, che ha toccato tutte le composizioni più famose del grande musicista:, Cuban Overture, Three Preludes, An American in Paris, Liza, The Man I Love, Oh, Lady Be Good!, I Got Rhythm, Rialto Ripples Rag, S’ Wonderful, fino alle indimenticabili Rhapsody in Blue (tuttora uno dei pezzi più eseguiti dalle orchestre di tutto il mondo) e la splendida Summertime.

Le musiciste hanno dato ottima prova di loro con una esecuzione sicura e un’emissione di fiato ben dosata, confermando che quando si suona il sax è come se si parlasse. I sassofoni hanno così “raccontato” Gershwin e il pianoforte lo ha “spiegato”: Maria Giulia Cester ha intrattenuto piacevolmente il pubblico col suo pianoforte e con le sue chiose ai vari brani, dimostrando il grande amore del quintetto per il compositore e illuminandone i due volti,  il pianista che amava improvvisare melodie jazz e il compositore ambizioso di farsi strada nel mondo della musica colta.

Cinque musiciste e un compositore celeberrimo per celebrare una grande pianista: per la Giornata della donna al Bellini non si poteva desiderare di più…

Silvana La Porta