altDopo un’intera giornata di battibecchi la commissione Bilancio dell’Ars ha comunicato che l’immissione in ruolo dei quattromila e cinquecento precari della Ragione siciliana e la stabilizzazione di seicento co.co.co in servizio negli assessorati, inserita nella bozza della finanziaria, non ha copertura finanziaria. Francesco Cascio, presidente dell’assemblea, ha comunicato che, se non verranno novità dalla commissione Bilancio, lunedì porterà il testo in aula aprendo la votazione lunedì perché c’è il rischio di dover chiedere un’ulteriore proroga dell’esercizio provvisorio (sarebbe il quinto mese)


 

Palermo. E’ scoppiata la guerra dei precari

21 aprile 2010 16:14 | Mirko/PA |

Dopo un’intera giornata di battibecchi la commissione Bilancio dell’Ars ha comunicato che l’immissione in ruolo dei quattromila e cinquecento precari della Ragione siciliana e la stabilizzazione di seicento co.co.co in servizio negli assessorati, inserita nella bozza della finanziaria, non ha copertura finanziaria. Francesco Cascio, presidente dell’assemblea, ha comunicato che, se non verranno novità dalla commissione Bilancio, lunedì porterà il testo in aula aprendo la votazione lunedì perché c’è il rischio di dover chiedere un’ulteriore proroga dell’esercizio provvisorio (sarebbe il quinto mese).

Il Commissario dello Stato, Michele Lepri, aveva manifestato la propria perplessità per la creazione di migliaia di nuovi dipendenti regionali e Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, aveva criticato una finanziaria “che mortifica il lavoro produttivo”. Potrebbe però salvarsi la norma relativa all’arruolamento dei tremila e duecento precari ex “Pip” dell’emergenza Palermo con contratto triennale in “progetti” gestiti dalla Regione. Lo scorso 22 marzo i precari ex Pip (piani di inserimento professionale) avevano sfilato con una bara di cartone. Il Sial-Cobas aveva tuonato contro “i responsabili politici che da dieci anni ci sfruttano dandoci un sussidio, pagando mezzo stipendio senza pagare contributi previdenziali”. Guerra di poveri e rischio di guerre tra poveri: i sindacati hanno dissotterrato le scuri di guerra.

Le norme che stanno a cuore al Pd, il cui voto è determinante per la sopravvivenza del Governo di Raffaele Lombardo, sono le seguenti: stop alla privatizzazione dell’acqua, esenzione dai ticket sanitari per le fasce più povere, tempo pieno nelle scuole ed estensione del credito d’imposta.

http://www.step1.it/tribu_di_zammu.php?sez=post&id=34125