Palermo, scuole occupate e i presidi vanno in crociera

 

Palermo, scuole occupate e i presidi vanno in crociera Agenzie di viaggio siciliane organizzano viaggi gratis per i dirigenti scolastici: il business degli itinerari turistici per gli studenti di SALVO INTRAVAIA…

 

 

 

 

ROMA – Scuole occupate e presidi in crociera. L’incredibile storia risale allo scorso anno ma, a quanto pare, anche in questi giorni alcuni presidi di Palermo e provincia  –  proprio mentre le loro scuole stavano per cadere o erano già cadute nelle mani degli studenti in agitazione  –  si sono concessi un “viaggio premio” all’estero. Al punto che  –  riferisce il Giornale di Sicilia di sabato scorso  –  il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Maria Luisa Altomonte, ha preso carta e penna e ha scritto ai dirigenti scolastici siciliani per invitarli a non aderire ad iniziative del genere, che possono “compromettere l’immagine di imparzialità dell’istituzione”.

Da qualche tempo, per presentare gli itinerari turistici del nuovo anno, due grosse agenzie di viaggi palermitane, quasi sempre nel mese di novembre, organizzano un viaggio per i dirigenti scolastici. In questi anni di crisi economica e di diffusione di internet quello dei viaggi d’istruzione è diventato un prezioso business per le agenzie di viaggi. Nelle scuole superiori, la scelta della ditta alla quale affidare l’organizzazione dell’itinerario avviene per licitazione privata: la scuola stila un capitolato  –  con le mete, la categoria dell’albergo e altre condizioni da rispettare  –  e invita un gruppo di ditte di fiducia a fare un offerta. E, in genere, sceglie quella più conveniente.

L’anno scorso, per illustrare tutte le novità  –  alberghi, pacchetti turisti e nuove mete a favore degli studenti in viaggio d’istruzione  –  per l’anno scolastico 2012/2013, ai presidi di Palermo e provincia venne offerta una lussuosa crociera di sei giorni nel Mediterraneo con approdi, tra gli altri, nei porti di Valencia, Palma di Maiorca e Marsiglia. Una attività che appare legata al servizio, anche se alcuni presidi partirono con le mogli al seguito. E, per evitare malintesi e strumentalizzazioni, l’anno scorso un folto drappello di dirigenti scolastici preferì mettersi in ferie e godersi vacanza e news dei tour operator.

Intanto, i loro vice erano alle prese con gli studenti che avevano invaso aule e spazi scolastici trasformandole in dormitori, cucine da campo, laboratori creativi, aule per seminari e, all’occorrenza, megadiscoteche per passare qualche ora a ballare. Con tutti gli adempimenti del caso: comunicazioni agli uffici competenti, eventuali denunce alle forze dell’ordine e contrattazione con gli studenti per ottenere una forma di protesta meno forte o il ritorno alle lezioni regolari. E non sfugge al direttore regionale che “la gratuità del viaggio comporti un’utilità non conciliabile con la funzione di dirigente pubblico”, scrive nella lettera riservata inviata a tutti i presidi della Sicilia.

Una situazione che si sarebbe ripetuta anche quest’anno: quando una decina di giorni fa vennero occupate le prime scuole di Palermo qualche dirigente scolastico non era in sede. Impegno professionale o viaggio per godersi un momento di relax? Le famiglie degli studenti di un liceo, accorse in istituto per stabile col dirigente il da farsi, scoprono l’amara verità: il preside è all’estero. Il preside di un istituto occupato scrive un messaggio sul sito della scuola stigmatizzando il comportamento di una minoranza di studenti occupanti che prevaricano il diritto dei tanti che vorrebbero continuare a fare lezione regolarmente, comunicando di trovarsi all’estero per un impegno professionale organizzato da tempo. Ma un genitore sostiene che il preside si troverebbe in Tailandia.

 

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