http://www.pastoralefamiliare.it/images/chiesavirt_art.jpgSi apre una “nuova era”, quella dell’evangelizzazzione del web: nel messaggio per la 44/esima Giornata Mondiale delle Comunicazione sociali, papa Benedetto XVI ha invitato la Chiesa intera a guardare a Internet con entusiasmo e audacia ed ha esortato i sacerdoti a diventare navigatori della rete, a partecipare ai socialnetwork e a portare la parola di Dio nel grande continente digitale.(da ansa.it)

 

Si apre una “nuova era”, quella dell’evangelizzazzione del web: nel messaggio per la 44/esima Giornata Mondiale delle Comunicazione sociali, papa Benedetto XVI ha invitato la Chiesa intera a guardare a Internet con entusiasmo e audacia ed ha esortato i sacerdoti a diventare navigatori della rete, a partecipare ai socialnetwork e a portare la parola di Dio nel grande continente digitale.

“Lo sviluppo delle nuove tecnologie e, nella sua dimensione complessiva, tutto il mondo digitale rappresentano una grande risorsa per l’umanità nel suo insieme”, ha sottolineato Ratzinger nel messaggio reso noto oggi in Vaticano, alla vigilia della giornata delle Comunicazioni Sociali, che coincide ogni anno con il 24 gennaio e la festa di San Francesco di Sales. I sacerdoti, ha aggiunto , si trovano dunque “all’inizio di una storia nuova” e sono chiamati ad un ruolo di “animatori” di “comunità che si esprimono ormai, sempre più spesso, attraverso le tanti voci scaturite dal mondo digitale”. Anche in questa frontiera, ha affermato il papa, “deve emergere che l’attenzione amorevole di Dio in Cristo per noi non è una cosa del passato e neppure una teoria erudita, ma una realtà del tutto concreta e attuale”. I sacerdoti devono – ha insistito – offrire agli uomini che vivono questo “nostro tempo digitale”, anche non credenti e sopratutto giovani, “i segni necessari per riconoscere il Signore”. Solo così la “Parola di Dio”, ha spiegato, “potrà prendere il largo tra gli innumerevoli crocevia creati dal fitto intreccio delle autostrade che solcano il cyberspazio e affermare i diritto di cittadinanza di Dio in ogni epoca”.

Il Papa dà un “giudizio positivo” dei nuovi media, “pur nella consapevolezza dei loro limiti”, ed esorta i sacerdoti ad essere partecipi del mondo digitale “dando anima al flusso comunicativo della rete” e a raggiungere anche i non credenti. E’ questo, secondo il presidente del Pontificio consiglio per le comunicazioni, mons.Claudio Maria Celli, il senso del messaggio di Ratzinger per la Giornata delle comunicazioni. Pur essendo rivolto principalmente ai sacerdoti, ai quali il Papa sta dedicando un anno giubilare, il messaggio – ha spiegato Celli – vuole coinvolgere anche i laici in una sorta di “diaconia della cultura digitale”, chiamati, ognuno nel proprio ruolo, a “testimoniare la Parola”. E, se ai sacerdoti si raccomanda “fedeltà al messaggio evangelico” insistendo sulla loro preparazione tecnologica fin dal seminario, agli “uomini del nostro tempo” si vuole mostrare che “Dio è vicino. “Il Papa – ha sottolineato Celli – ha introdotto il concetto di ‘tempo’ digitale, non solo un luogo, quindi, per scambiare informazioni e contatti, ma anche un’epoca in cui, oggi come ieri, si può incontrare Gesù, anche per chi non crede, è in cerca o ha abbracciato altre fedi”. Attenzione però – ha spiegato il capo del dicastero per le Comunicazioni – a sacrificare contenuti e rapporti veri alla tecnologia: “noi non diciamo che ogni prete deve aprire un blog o un sito interattivo – ha aggiunto Celli – ma che usino la rete con la gioia e l’entusiasmo della fede per creare “parrocchie digitali” che non sostituiscano ma affianchino quelle reali. Una chance decisiva per certe zone del mondo dove i sacerdoti sono pochi e i fedeli isolati, ma anche in zone più popolate, visto che chi ci ha provato dice di avere più fedeli in rete che in chiesa la domenica. Iniziative finora sporadiche, che il messaggio del Papa tende a incoraggiare, rendere più organiche e incanalare verso forme ‘virtuose’. E che porterà inevitabilmente la Chiesa – ha concluso Celli – ad adottare nuovi linguaggi, una questione sulla quale i dicasteri della Comunicazione, della Cultura e del Clero hanno già cominciato a riflettere.

Il “tam tam” delle reti informatiche “é un fenomeno inarrestabile”, e anche i tentativi di oscuramento registrati in alcuni Paesi “sono segni di una concreta difficoltà di controllo”. Lo ha affermato il presidente del Pontificio consiglio per le Comunicazioni, mons.Claudio Maria Celli, al quale è stato chiesto di commentare, a margine della presentazione del messaggio del Papa per la Giornata delle Comunicazioni, la polemica innescata tra Usa e Cina. “Ho sentito dire che in Cina si stanno diffondendo, nonostante tutto, molti siti cattolici. E’ una circostanza – ha detto – che mi riprometto di verificare. Credo comunque che non si possa pensare di interrompere il flusso di informazioni che, in un modo o nell’altro, arriva ormai ovunque”.

SITO POPE2YOU, DUE MILIONI DI CONTATTI SOTTO NATALE – Il sito Pope2you, lanciato dal Vaticano nel maggio del 2009 per favorire l’accesso dei giovani ad immagini, documenti e notizie sul Papa, ha contato solo nel periodo natalizio due milioni di contatti, e sono migliaia le persone, anche non credenti, che hanno inviato, attraverso il sito, gli auguri di Natale al Pontefice. Lo ha rivelato il presidente del Pontificio consiglio per le Comunicazioni, mons.Claudio Maria Celli, a margine della presentazione del messaggio del Papa per la Giornata delle comunicazioni. Il sito non è del tutto interattivo, anche se chi lo gestisce sta pensando come rinnovarne e ampliarne contenuti e fruibilità – ha detto Celli – ma già così si sta rivelando uno strumento efficace per l’incontro con il Papa sulla rete. Dal sito sono state scaricate sotto Natale oltre 70.000 cartoline con l’immagine del pontefice. Ora, per la Giornata delle comunicazioni, si sta pensando di utilizzare il sito per proporre ai giovani di scaricare il messaggio e portarlo di persona al proprio parroco, creando un’occasione di incontro. (da ansa.it)