Il Pd e la Cgil contro i precari e la Corte di giustizia Ue? Ci va giù dura l’Unicobas scuola riferendo di un incontro riservato nel pomeriggio di mercoledì 23 luglio tra Reggi e Pantaleo per almeno 6 ore settimanali d’aumento d’orario dei docenti…

Si prepara un accordo estivo ai danni della scuola? Commenta Stefano d’Errico Segretario nazionale Unicobas: “ Abbiamo capito qual è il vero cruccio di Renzi sulla Scuola: il Governo è terrorizzato dal dover applicare le sentenze europee sulla regolarizzazione dei precari con 36 mesi di servizio. Per questo insistono tanto sull’aumento d’orario dei docenti e sul taglio delle scuole Superiori a 4 anni. Altro che ‘interesse per la scuola’! Cercano l’escamotage per ridurre drasticamente gli organici, onde dimostrare alla Suprema Corte di Strasburgo che non ci sono posti da assegnare.”

E la Cgil che ruolo assume in tale questione? E’ evidente : “ Naturalmente il sindacato di riferimento dà, ‘in prima persona’, una mano al partito: come contropartita Mimmo Pantaleo chiede quell’ottantina di euro che alla scuola non è arrivata. L’unico problema è che per ora manca la copertura. Ma l’incontro dell’altro ieri dimostra una fretta sospetta. Una fretta che ha spinto il sottosegretario all’Istruzione a dimenticare persino gli altri firmatari di contratto: CISL, UIL, SNALS e Gilda. A questo punto ci aspettiamo un accordo balneare, trainato dalla FLC CGIL. Altro che ‘attenzione’ per i precari: la ‘disponibilità’ a trattare sull’orario, dichiarata da Pantaleo prima dell’insurrezione della scuola, evidentemente resta tutta, con le stesse premesse: ‘purché lo si faccia intorno al tavolo del contratto’. E che ‘contratto’ ci aspetta, magari ad Agosto…”

Inoltre i Comitati di base sospettano accordi trasversali per approvare in tempi brevi la nuova riforma: “Ma sulla Scuola, come sulle ‘riforme’ istituzionali, il Governo non agisce ‘inaudita altera parte’. Per assicurarsi l’appoggio di Berlusconi, Reggi e la Giannini dovranno realizzare anche l’area più scura del programma annunciato (e concordato con Aprea e Centemero): maggior spazio e finanziamento ai diplomifici privati (‘luminoso’ esempio e zona franca, nonostante il dossier Unicobas che dimostra come troppo spesso non controllino frequenza, né profitto e non paghino i docenti); chiamata, valutazione (e licenziamenti) diretti del personale (docente ed ata) da parte dei dirigenti, nonché scuole gestite da Consigli d’Amministrazione. Altro che ‘qualità’! Per il Governo, la scuola è una mera ‘partita di giro’.”

Insomma secondo Unicobas si trama contro i precari e contro tutto il mondo dell’istruzione. Nel palazzo si giocano giochi sconosciuti alla piazza? Le prossime settimane ci diranno se Unicobas ha visto giusto.

Silvana La Porta