Come è noto, da quando l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia con nota del 23-02-2012 prot. n. 41010 USC ha disposto il pensionamento obbligatorio del personale della scuola e del personale dirigente…(da ceripnews)

 


per coloro che alla data del 31 dicembre 2011 e/o sono in possesso di 40 anni di contribuzione o hanno compiuti 65 anni di età, è scoppiato il pandemonio in Sicilia, soprattutto da parte dei Dirigenti Scolastici.

Scontato che l’URS Sicilia aveva titolo ad emettere la nota ricordando che il preavviso doveva essere inviato entro il 29 febbraio scorso; scontato anche che gli Uffici di A.T. dovevano attivarsi in tal senso a prescindere dalla nota citata; scontato quindi che la nota del Direttore Generale Maria Luisa Altomonte deve essere considerata solo come pro-memoria per i Dirigenti degli A.T. ed i Dirigenti Scolastici per il personale dipendente, ma era altrettanto scontato che i preavvisi dovevano essere inviati agli interessati individualmente, cosa a cui si è provveduto in “zona Cesarini” con fax e posta certificata all’ultimo giorno utile. Meno scontato è però che detti preavvisi siano legittimi e non siano impugnabili secondo l’art. 700. Ciò vale per i Dirigenti Scolastici quanto per il personale docente e ATA ad opera dei Dirigenti Scolastici alcuni dei quali si sono limitati a notificare al personale solo la nota dell’USR Sicilia “per opportuna conoscenza e norma in attesa di provvedimenti formali”. Insomma un vero papocchio perché proprio i provvedimenti argomentati dovevano essere notificati individualmente e in tempo utile, cioè il 29 febbraio 2012.

I motivi per impugnare urgentemente detti preavvisi sono più di uno:

Primo – Il preavviso di pensionamento coatto non può essere general-generico, ma circostanziato nella forma e nella sostanza e, al di là degli errori formali rilevati in qualche nota, l’assenza di una fonte primaria di riferimento consente l’inapplicabilità parziale e-o totale del provvedimento stesso. Resta fino ad oggi una incognita la nota specifica che dovrebbe essere emanata dal MIUR d’intesa con la F.P.

Secondo – C’è una netta distinzione tra coloro che chiedono il pensionamento raggiunti i 40 anni al 31 dicembre 2011 e coloro che vengono obbligatoriamente collocati in quiescenza dall’Amministrazione loro malgrado. Il testo coordinato del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 all’art. 72 recita testualmente: “per gli anni 2009, 2010, 2011 il personale in servizio (…) può chiedere di essere esonerato dal servizio nel corso del quinquennio antecedente la data do maturazione dell’anzianità massima contributi di 40 anni”. Il che non significa, per transitività, che coloro che hanno maturato 40 anni di contribuzione debbano essere pensionati d’ufficio ignorando tutto il disposto del citato decreto-legge che diventa cogente per l’Amministrazione mentre resta discrezionale per gli interessati in presenza di una sola condizione. Se così non fosse il provvedimento non darebbe facoltà alla stessa di accogliere o meno l’istanza a richiesta individuale. In ogni caso manca una specifica disposizione di legge che possa legittimare i provvedimenti di pensionamento coatto nell’anno 2012, spesso in vigenza di contratto, come vedremo appresso.

Terzo – Per quanto sopra ne consegue che hanno titolo ad essere collocati in pensione coloro che hanno maturato 40 anni di anzianità contributiva e che al 31 dicembre 2011 hanno compiuto 65 anni di età e-o coloro che entro la stessa data sono in possesso del requisito combinato e raggiungono quota 96 (anni contributivi + età). Situazione ben diversa è quella di coloro che hanno solo i 40 anni di contributi presunti, come vedremo appresso.

Quarto – Scontato che l’accertamento dell’età anagrafica sia di facile accesso per l’Amministrazione, molto meno quello dell’accertamento dei 40 anni certi di contribuzione. Si dà il caso che in questi giorni stiano fiaccando preavvisi molto pasticciati in cui oltre agli anni pieni sono calcolati come riscattati, e quindi validi nel computo, anche i servizi pre-ruolo, gli anni di laurea e il servizio militare, ecc. calcolando per tutti anche quelli appena chiesti a riscatto ma non ancora accettati dal lavoratore. Siffatta situazione impone che detti periodi non possono essere presi in considerazione ai fini del computo della anzianità contributiva odierna. Quindi, ogni caso è una storia individuale e letture sommarie dei fascicoli, sia pure per eccesso di zelo, potrebbero portare a provvedimenti illegittimi da parte dell’Amministrazione se insiste nell’esercitare la risoluzione del rapporto che in giudizio potrebbe risultare arbitrario.

Quinto – È legittima la rescissione unilaterale da parte dell’Amministrazione per i Dirigenti Scolastici che sono in vigenza di contratto triennale che scade il 1° settembre 2013? Parrebbe di no, secondo alcuni avvocati esperti in materia, tranne a dimostrare che la categoria sia in soprannumero … e ci vuole un bel coraggio a sostenerlo in Sicilia con circa cento reggenze conferite quest’anno; meno che mai l’Amministrazione può parlare di valutazione negativa del servizio prestato dal DS perché la valutazione dello stesso non c’è. Anche eventuali casi di contenzioso non implicano pregiudizio alla qualità del servizio prestato . Per l’anno venturo chi vivrà, vedrà. A tanto va aggiunto, infine, che l’eventuale accertamento del soprannumero, determinato dal processo di dimensionamento, alla data del 29 febbraio 2012 non poteva essere esercitato dall’USR Sicilia perché il piano di razionalizzazione ad oggi non è formalizzato con decreto assessoriale.

In conclusione è appena il caso di ricordare che dal 1° gennaio 2012 il requisito minimo di anzianità contributiva per la quiescenza passa a 42 anni + 1 mese per gli uomini e 41 anni + 1 mese per le donne ovvero 66 anni di età anagrafica per uomini e donne. (elio palumbo)