Da parte del comitato ristretto della XI Commissione Lavoro è stato presentato un nuovo testo alla ricerca di una soluzione per poter mandare in pensione il personale scolastico in quota 96….(da Professione insegnante)

 

 

La modifica alla normativa in materia di requisiti di accesso al trattamento pensionistico per il personale della scuola e la sua nuova riformulazione si sono rese necessarie a causa delle osservazioni  e dei veti della Ragioneria dello Stato, ed hanno come impianto ed ispirazione gli stessi criteri  utilizzati lo scorso anno per gli esodati.

In particolare nella nuova stesura viene precisato che ” il beneficio …è riconosciuto con decorrenza dalla data del 1° settembre 2014 nel limite massimo di 4000 soggetti… L’INPS prende in esame le domande di pensionamento…inoltrate secondo modalità telematiche…entro il 30 aprile 2014… Le domande sono registrate secondo un ordine numerico progressivo basato sulla data e l’ora di presentazione. Qualora dal monitoraggio risulti il raggiungimento del limite numerico…l’INPS non prende in esame ulteriori domande di pensionamento”.

Ma anche questa nuova riformulazione della bozza precedente non è ancora definitiva in quanto suscettibile di ulteriori modifiche, a seguito di pareri che potranno aggiungersi o arrivare da altri apparati dello Stato. In particolare, affermano Ghizzoni ed Incerti, le due parlamentari che più di tutti si sono esposte in questa vicenda paradossale ” l’ordine numerico progressivo… è un criterio che può essere modificato. Si potrebbe valutare l’opportunità di scegliere un criterio soggettivo meno aleatorio, come ad esempio l’anzianità contributiva”.

Urge, comunque,  cercare una soluzione “politica”, anche a seguito del pronunciamento negativo della Corte Costituzionale. I tempi stringono e gli umori sono sempre più neri.