Ninni Bonacasa commenta alcune discutibili decisioni del Miur…

Se qualcuno leggendo questa nota mi accusa di pensare e scrivere con un’anima sindacale, me ne vanto. Sta di fatto che il caso più eclatante che ha avuto gli onori della cronaca, quello del liceo scientifico di Casale Monferrato che in una aula-pollaio dovrebbe stivare 42 alunni, è il massimo (ma con 34-35 la questione sarebbe la stessa!), quando al Miur si coniuga incompetenza e condizionamento dal Mef!
Alla faccia della sicurezza (vedremo poi cosa dirà il RSPP preposto e se farà funzionare la classe che potrebbe solo finire in palestra!), ma soprattutto della didattica, della disomogeneità dei curricoli, della lingua straniera diversa da articolare nei quadri orari, con equilibrismi da vero acrobata attraverso sofisticati software informatici ed a tutto scapito sempre della didattica, si è arrivati in quel di Monferrato all’ammucchiata di tre licei, pur di far quadrare i conti e soddisfare le logiche di un dimensionamento selvaggio.
Un caso, tanti casi, o centomila, la questione è sempre la stessa: occorre riconsiderare gli organici in diritto prima che si chiudano e non aspettare la situazione di fatto per cercare di aggiustare le cose, perché così facendo non si aggiusta proprio niente!
E’ scandaloso, pertanto, che il sottosegretario all’Istruzione, ing. Roberto Reggi, assicuri che questo ed altri casi saranno risolti a settembre in situazione di fatto, come – secondo me – non significa niente il rinvio al prossimo Consiglio dei Ministri per incardinare la questione delle classi sovraffollate nel “pacchetto istruzione” che dovrebbe colmare il divario tra organico di diritto ed organico di fatto, e come se l’organico funzionale (ma quale?) debba diventare – almeno a suo dire! – una cassa di compensazione per guarire patologie, piuttosto che essere una risorsa stabile per arricchire il curricolo opzionale, aumentare il tempo scuola ed elevare l’offerta formativa con attività di laboratorio e/o individuali e/o di gruppo assistite. Forse il sottosegretario Reggi è convinto che i docenti compresi nell’O.F. possano servire per tutte le stagioni e per tutti gli “incidenti di percorso” come quello sopra denunciato, o anche per le supplenze/sostituzioni?
E poi, con quali tempi? Queste storielle il Sottosegretario e forse anche il Ministro e lo stesso Premier le possono raccontare solo alla stampa non specializzata, spacciandole per “oro colato”, come se fossero cosette sanabili nell’immediato, mentre gli “addetti ai lavori” sanno bene che si tratta di code gravissime dei governi precedenti, di operazioni di “tagli & ritagli” che questo Governo non ha saputo/voluto risolvere con il Mef, di espedienti di basso profilo a scapito della qualità e della continuità didattica che, come eredità dei governi e dei ministri Miur precedenti, avrei preferito non rilevare più in questa stagione politica, laddove la “questione scuola”, il “cambiamento per la scuola”, doveva essere reale e visibile e non solo raccontato a parole, secondo il paradigma renziano. Insomma si doveva fare … e non solo parlare!
Certamente è vero – come dice il sottosegretario Reggi – che gli organici non si fanno solo inserendo numeri al computer, ma proprio per questo si dovrebbe assumere come variabile la qualità della scuola assicurata dalla parola del Dirigente scolastico che sistematicamente viene disconfermato negli stessi dati che ha messo al sistema, con operazioni successive di bassissimo profilo, e spesso a sua insaputa!
Da chi poi? Da funzionarietti degli Uffici territoriali investiti di potere censorio dettato solo da tetti invalicabili a livello provinciale, quando non si arriva al clientelismo più sfacciato preferendo colpire una scuola, un indirizzo, piuttosto che un altro, secondo la logica consolidata di non toccare mai i cosiddetti intoccabili.

(ninni bonacasa)  da ceripnews