la soluzione dei problemi del precariato e la loro stabilizzazione non hanno niente da spartire con le finalità e gli obiettivi del ddl sulla buona scuola, organico potenziato incluso.

PERCHÉ CI VUOLE IL DECRETO

di Pippo Frisone – ScuolaOggi.org – 22/06/2015

Martedì sapremo come andrà a finire il ddl sulla buona scuola. Verrà chiesto dalla relatrice sen. Puglisi del PD il ritiro della maggior parte dei 3mila emendamenti (Sel e M5S) il cui scopo ostruzionistico era del tutto evidente. E’ stato preannunciato un secco no da parte delle opposizioni.

Se il Governo, come pare, è intenzionato ad andare avanti comunque non potrà fare altro che presentare un maxi-emendamento direttamente all’aula del Senato e su quello porre la fiducia.

Ma è proprio questa l’unica strada rimasta? Perché ostinarsi a tenere assieme il piano straordinario delle assunzioni con i cambiamenti contenuti nel ddl?

Siamo sicuri che i 101mila docenti serviranno a garantire tutte le novità contenute nel ddl, coprendo tutto il fabbisogno con l’organico potenziato dell’autonomia?

Le cifre fornite nel marzo del 2015 dallo stesso Miur svelerebbero un’altra realtà, ben nota tra l’altro alle OO.SS. e agli stessi precari.

Se sommiamo tutto il precariato necessario a garantire il funzionamento complessivo delle istituzioni scolastiche, tra Docenti, Sostegno, ATA e personale Educativo, si arriva alla cifra complessiva di 160.221 precari di cui 20.193 con nomina al 31 agosto e 140.028 al 30 giugno.

Visto che il Governo col piano straordinario delle assunzioni mette nel conto 101mila assunzioni di soli docenti, non prendendo in considerazione il restante personale, come farà a garantire il funzionamento didattico-curricolare  che nel 2014/15 ha richiesto l’assunzione di 143.652 docenti precari? Se andiamo ulteriormente a dettagliare il fabbisogno-docenti, i supplenti annuali sono stati 11.836 su cattedra e 4.666 sul sostegno. I supplenti fino al 30 giugno, invece, erano 80.878 su cattedra e 46.272 sul sostegno. E’ pur vero che all’interno di questi numeri occorre tener conto degli spezzoni orari che tuttavia sono curricolo obbligatorio insopprimibile da soddisfare,

Anche se dei 127.150 posti fino al 30 giugno, ad abundantiam il 50%  fossero spezzoni orari, avremmo almeno 63mila posti interi che sommati ai posti vacanti e disponibili in organico di diritto, assorbirebbero completamente le tanto sbandierate 101mila assunzioni del piano governativo, lasciando comunque fuori il restante 50% di spezzoni.

Questi sono i numeri, sui quali tra l’altro, l’Alta Corte di Strasburgo ha condannato l’Italia per abuso di contratti precari e per i quali rischia di subire l’ennesima procedura d’infrazione.

Ecco perché la soluzione dei problemi del precariato e la loro stabilizzazione non hanno niente da spartire con le finalità e gli obiettivi del ddl sulla buona scuola, organico potenziato incluso.

I 50mila posti che andrebbero sull’organico potenziato, con chiamata diretta dei dirigenti scolastici, sono un bluff che in realtà non esistono. Delle due l’una. Se si assumono gli attuali precari sui 50mila posti del potenziato si scoprono altrettanti posti  curricolari e di fabbisogno, compreso il sostegno, I tagli imposti agli organici di diritto, a partire dal 2011/12, raccontano una realtà ahimè virtuale che non rappresenta il reale fabbisogno di funzionamento. Bisogna partire dall’offerta formativa curricolare, non più distinta in fatto e in diritto che ha richiesto l’assunzione di 143.652 docenti. Il ddl fa a pugni con questa realtà e per questo motivo va tenuto separato dalle esigenze che le scuole hanno per poter funzionare. Tutti i precari che hanno diritto di essere stabilizzati, docenti e ATA, come ha riconosciuto la stessa sentenza della Corte di Giustizia europea, devono essere assunti subito. Per fare in fretta, oramai è necessario un decreto-legge. Il ddl faccia la sua strada, coi tempi che deciderà il Parlamento, ma non si accetti il ricatto che fa oggi il Governo. Le 101mila assunzioni non bastano a garantire l’organico potenziato. Non bastano, come abbiamo dimostrato,   a garantire nemmeno l’attuale fabbisogno  che richiede 143mila docenti.!!!

Quindi separare i due percorsi è la cosa più saggia e politicamente più sensata che il Governo possa fare in questo momento. Faccia il decreto sulle assunzioni e dia tutto il tempo al Parlamento per riflettere e discutere il ddl. Faccia la tanto sbandierata conferenza nazionale e ascolti tutte le voci che ruotano intorno al mondo della scuola. Oggi quel testo non piace e non solo ai sindacati della scuola o ai docenti più o meno sindacalizzati. Un ennesimo atto di forza sul ddl, con maxiemendamento e fiducia, lacererebbe ancor più quello che una volta si chiamava popolo di sinistra.

E’ vero che non ci sono più elezioni in vista ma le batoste subite alle amministrative devono aver significato qualcosa o no? Ma il detto latino, errare humanum est, perseverare autem diabolicum, pare che di questi tempi non trovi ascolto nella politica.

http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/perche-ci-vuole-il-decreto.flc