Marcella Raiola spiega perchè i precari della scuola sono stati lasciati soli in risposta al commento di un nostro lettore…

Io sono in piazza da 7 anni continuativamente, col mio gruppo di lotta (“Coordinamento Precari Scuola Napoli”, che confluisce in “Precari Uniti contro i tagli”, nazionale)… Non posso dire che si sia fatto poco (blocco dello Stretto di Messina nel sett. 2010; sciopero della fame nel 2009; manifestazioni oceaniche, come quella dell’ottobre 2008 a seguito dei vili tagli Gelmini, operati in agosto, o comunque con non meno di 10.000 partecipanti, sit-in e presìdi giorno e notte davanti a Montecitorio e ai Provveditorati, incontri/scontri in Tv con Rossi Doria (proprio la sottoscritta, in occasione del concorso-truffa), sottosegretari, ministri; pubblicistica continua e controinformazione incessante; delegazioni, incontri con la VII Commissione Cultura della Camera)… Il fatto è che il mutato quadro politico istituzionale, basato sulla deroga e sulle leggi ad personam votate con la fiducia, delegittimando il Parlamento, l’avallo di Napolitano ad ogni defezione dall Carta Costituzionale, la morte definitiva di ogni forma di Opposizione parlamentare, il tradimento osceno dei Sindacati confederali, divenuti lobbies di potere autoreferenziali a prezzo della svendita dei diritti dei lavoratori, il potere pressoché assoluto e incontrastato delle forze politiche aggregatesi attorno a leader carismatici desiderosi di abbattere la Scuola definitivamente, le repressioni violente dei movimenti studenteschi, hanno reso inutili le tradizionali forme di lotta e depotenziato gli scioperi. E’ vero che i prof. “dormono”, ma è anche vero che oggi ci troviamo a dover esprimere un nuovo e dirompente potenziale di lotta e di contrasto ad una incontrastata azione di distruzione/neutralizzazione della Scuola… Una volta avremmo trovato almeno un presidente della Repubblica… repubblicano: ora no!! SIAMO SOLI, INFINITAMENTE E DESOLATAMENTE SOLI! Dobbiamo imporre dal basso una nuova logica di condivisione e di rigetto di un’economia che pretende di stritolare i diritti o di metterli sul Mercato come “servizi on demand”. Occorre capire che la crisi della Scuola è crisi politica. In questo senso, devo dire che più che l’inazione, nuoce alla Scuola la demonizzazione della “ideologia” compiuta in questi anni da una subcultura che non è stata autorevolmente e fermamente respinta e condannata… Il discorso è lungo e complesso. Non basta la manifestazione. Non basta lo sciopero. Hanno i mezzi, il consenso, la protervia necessari a fregarsene. Dobbiamo incrociare le braccia e difendere la Scuola della Costituzione, di tutti, per tutti, laica, di massa. Dobbiamo difendere, insomma, la Democrazia tout-court. Un caro saluto.